“Nel deserto”

Pubblicato in Preghiera missionaria
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Guida:

«La Quaresima è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia. È un pellegrinaggio in cui Lui stesso ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della Pasqua. Anche nella “valle oscura” di cui parla il Salmista (Sal 23,4), mentre il tentatore ci suggerisce di disperderci o di riporre una speranza illusoria nell’opera delle nostre mani, Dio ci custodisce e ci sostiene. […] La Quaresima ci vuole condurre in vista della vittoria di Cristo su ogni male che opprime l’uomo. Nel volgerci al divino Maestro, nel convertirci a Lui, nello sperimentare la sua misericordia, scopriremo uno “sguardo” che ci scruta nel profondo e può rianimare ciascuno di noi.»  (Benedetto XVI)

 Preghiamo insieme:

Eccomi inginocchiato davanti al tuo altare.
Io sono polvere e cenere,
io sono colpa e peccato...
Come potrò parlare a Te, Signore,
accostarmi alla tua mensa,
ricevere la tua divina Maestà in me?
Tu richiedi un cuore puro, umile:
io ti porto un cuore superficiale,
pieno di peccati, freddo...
Ma se Tu non vieni in me,
che cosa sarà di me?
Vieni, Signore Gesù,
non guardare i miei peccati:
perdonami e fammi nuovo. Amen.

 Nel deserto ...con Cristo

 Lettore 1:

Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.
Le renderò le sue vigne
e trasformerò la valle di Acòr in porta di speranza.
Là canterà come nei giorni della sua giovinezza,
come quando uscì dal paese d'Egitto.
E avverrà in quel giorno - oracolo del Signore -
mi chiamerai: Marito mio,
e non mi chiamerai più: Mio padrone.
Ti farò mia sposa per sempre,
ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto,
nella benevolenza e nell'amore,
ti fidanzerò con me nella fedeltà
e tu conoscerai il Signore (Os 2, 16-22).

Preghiera litanica
Gesù, dolcezza del cuore Noi ti adoriamo
Gesù, Fortezza del corpo Noi ti adoriamo
Gesù, splendore dell’anima Noi ti adoriamo
Gesù, prontezza della mente Noi ti adoriamo
Gesù, gioia della coscienza Noi ti adoriamo
Gesù, speranza vera Noi ti adoriamo
Gesù, lode altissima Noi ti adoriamo
Gesù, mia gloria suprema Noi ti adoriamo
Gesù, mio desiderio, Noi ti adoriamo
Gesù, mio Pastore, cercami
Gesù, mio Salvatore, salvami.
Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me.

 Ascoltiamo la Parola di Dio

+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,1-13)

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».

Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».

Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».

Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Nel deserto...per vivere la vera penitenza

 Guida: Il cammino quaresimale ci richiama all’importanza dell’ascesi. I tre “pilastri” quaresimali, indicati dalla tradizione cristiana - preghiera, digiuno, elemosina - ci ricordano che il cammino verso la Pasqua è un cammino che conosce le sue asperità e richiede alla nostra natura, sanata dalla grazia ma ancora ferita dal peccato,  un’adesione talora faticosa e sofferta alla nostra chiamata di “creature nuove” in Cristo. La dimensione penitenziale cristiana però, pur esprimendosi in forme esterne, è anzitutto interiore e sempre priva di spettacolarità. In secondo luogo, essa tocca necessariamente la nostra quotidianità e non può eluderla.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,1-6)

In quel tempo, Gesù disse: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

 Canto: Se tu mi accogli (C 14)

PREGHIAMO

 Signore, fa’ digiunare il nostro cuore:
che sappia rinunciare

a tutto quello che l’allontana dal tuo amore, Signore,

e che si unisca a te più esclusivamente e più sinceramente.

Fa’ digiunare il nostro orgoglio,
tutte le nostre pretese, le nostre rivendicazioni,
rendendoci più umili e infondendo in noi
come unica ambizione, quella di servirti.

Fa’ digiunare le nostre passioni,
la nostra fame di piacere, la nostra sete di ricchezza,
il possesso avido e l’azione violenta;
che nostro solo desiderio sia di piacerti in tutto.


Fa’ digiunare il nostro io,
troppo centrato su se stesso,

egoista indurito,
che vuol trarre solo il suo vantaggio:
che sappia dimenticarsi, nascondersi, donarsi.

Fa’ digiunare la nostra lingua,
spesso troppo agitata,

troppo rapida nelle sue repliche,
severa nei giudizi, offensiva o sprezzante:
fa’ che esprima solo stima e bontà.
Che il digiuno dell’anima,
con tutti i nostri sforzi per migliorarci,
possa salire verso di te

come offerta gradita,
meritarci una gioia più pura, più profonda. Amen.

(Jean Galot)

Canto finale: Ave regina coelorum

Ultima modifica il Lunedì, 23 Febbraio 2015 08:46

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