Beati voi poveri, perché vostro è il Regno di Dio

Published in Preghiera missionaria

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ASCOLTA

Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; apertolo trovò il passo dove era scritto:
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l'unzione,
e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio,
per proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
per rimettere in libertà gli oppressi,
e predicare un anno di grazia del Signore.
Poi arrotolò il volume, lo consegnò all'inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui. Allora cominciò a dire: «Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi». (Lc 4, 16-21)

RIFLETTI

“È inconcepibile che qualcuno si dica cristiano e non assuma, come Cristo, un’opzione preferenziale per i poveri. È uno scandalo che i cristiani di oggi critichino la Chiesa perché pensa “in favore” dei poveri. Questo non è cristianesimo!
Molti, carissimi fratelli, credono che quando la Chiesa dice “in favore dei poveri”, stia diventando comunista, stia facendo politica, sia opportunista. Non è così, perché questa è stata la dottrina di sempre. La lettura di oggi non è stata scritta nel 1979. È stata scritta venti secoli fa. Quel che succede, invece, è che noi, cristiani di oggi, ci siamo dimenticati di quali siano le letture chiamate a sostenere e indirizzare la vita dei cristiani. Quando diciamo “in favore dei poveri”, non intendiamo – badate bene – indirizzarci in modo parziale verso una sola classe sociale: “Quel che noi diciamo – hanno affermato i vescovi latinoamericani a Puebla – vuole essere un invito rivolto a tutte le classi sociali, senza distinzione di ricchi e di poveri”. A tutti diciamo: prendiamo sul serio la causa dei poveri, come se fosse la nostra stessa causa, o ancor più – come in effetti poi è – la causa stessa di Gesù Cristo”.
(S. Oscar Romero)

DOMANDE
La povertà spaventa, non è bella. Da essa fuggono milioni di migranti. Quando San Francesco l’abbracciò apparve agli occhi di tutti come un matto. Ma matto non era. Cosa poté sperimentare di tanto attraente? Sì, ma lui era santo, si potrebbe subito obiettare. In che misura allora tale discorso può valere anche per noi?
Il riscatto dalla povertà, vissuta come maledizione, passa per il generoso impegno di tutti alla condivisione. Oggi quali segni di speranza individui al riguardo?

PREGA

Ti ho trovato in tanti posti, Signore.
Ho sentito il battito del tuo cuore nella quiete perfetta dei campi,
nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota,
nell'unità di cuore e di mente di un'assemblea di persone che ti amano.
Ti ho trovato nella gioia, dove ti cerco e spesso ti trovo.
Ma sempre ti trovo nella sofferenza.
La sofferenza è come il rintocco della campana che chiama la sposa di Dio alla preghiera.
Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza della sofferenza degli altri.
Ti ho visto nella sublime accettazione e nell'inspiegabile gioia di coloro la cui vita è tormentata dal dolore. Ma non sono riuscito a trovarti nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
Nella mia fatica ho lasciato passare inutilmente il dramma della tua passione redentrice,
e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata dal grigiore della mia autocommiserazione.
Signore io credo. Ma tu aiuta la mia fede.
(Madre Teresa)

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