L’Eucaristia: la forza della missione

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Il tempo è un cammino, la cui meta è essere con Colui che da sempre e per sempre è-con-noi. Ciò sarà quando, attraverso la testimonianza dei discepoli, e quindi nostra, tutti diventeranno figli e fratelli. Gesù ha perciò affidato alla sua Chiesa il compito di testimoniare l’amore del Padre ai fratelli che ancora non lo conoscono. Noi siamo la sua Chiesa. Non dobbiamo ammaestrare. La nostra missione è comunicare lo stesso potere che Gesù ha comunicato a noi: quello di ascoltare e fare la Parola, per diventare un popolo che dà il frutto del Regno. Gesù non ci ha lasciati soli in questo compito: Egli infatti è con noi fino alla fine dei tempi.

SALMO INVITATORIO

Venite, cantiamo al Signore,*
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
R/ Venite adoriamo il Signore nostro Dio

Accostiamoci a lui per rendergli grazie,*
a lui acclamiamo con canti di gioia.
R/ Venite adoriamo il Signore nostro Dio

Perché grande Dio è il Signore,*
grande re sopra tutti gli dei.
R/ Venite adoriamo il Signore nostro Dio

Entrate: prostrati, adoriamo,*
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
R/ Venite adoriamo il Signore nostro Dio

ASCOLTA LA PAROLA

Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro[...] Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. (24,13-35; 28-35)

L’esperienza dell’eucaristia ci porta in comunione con l’esperienza degli Undici, che videro e toccarono la carne del Signore. C’è un toccare e vedere spirituale che è più reale e più importante di quello fisico!
La differenza tra noi e loro sta nel fatto che essi contemplarono e toccarono la sua carne anche fisicamente, noi invece la contempliamo e tocchiamo solo spiritualmente, attraverso la testimonianza della loro parola e il memoriale eucaristico. La Parola e il pane sono la presenza costante del Risorto nella sua Chiesa.
Colui che «fu visto da Simone» è il medesimo che anche noi «riconosciamo». Il Vivente ci è venuto incontro mentre scendevamo da Gerusalemme. Ci ha visto: ci si è fatto vicino, ci ha medicato con il suo olio e il suo vino. Il nostro cuore ha ricominciato ad ardere, intuendo nella sua parola la verità nostra e di Dio; i nostri occhi si sono spalancati, riconoscendolo nel pane. Ormai lui è in noi e noi in lui. Il nostro cammino diventa il suo. L’eucaristia si fa missione: diventiamo suoi testimoni, iniziando da Gerusalemme fino agli estremi confini della terra. La nostra vita è la sua stessa: quella del Figlio che va verso i fratelli. Avendo sperimentato la cura del Samaritano per noi, possiamo obbedire al suo comando che ci dà la vita eterna; «Va’, e anche tu fa’ lo stesso» (Lc 10,37). L’incontro con lui attraverso la Parola e il pane continuamente ci guarisce: i nostri piedi si volgono dalla fuga al suo stesso cammino, il nostro volto passa dall’oscurità della tristezza alla luce della gioia, la nostra testa, senza cervello, si dischiude alla comprensione, il nostro cuore, raggelato e lento, comincia a pulsare e ardere, i nostri occhi, appannati dalla paura, si aprono a contemplare lui, e la nostra bocca, indurita nel litigio col fratello, canta lo stesso alleluia di tutti i salvati della storia. Siamo nati, e continuamente nasciamo, come uomini nuovi.
(Silvano Fausti. Una comunità legge il Vangelo di Luca)

PREGA

Come i discepoli, anche noi siamo chiamati a far conoscere a tutti i fratelli il Signore Gesù come nuovo volto di Dio e salvezza dell’uomo. Sia coloro dai quali fu visto, sia tutti noi ai quali fu testimoniato, giungiamo a lui attraverso l’annuncio che lo rivela risorto, il ricordo della sua parola e il suo gesto di spezzare il pane. Egli rimane per sempre con noi e in noi.

R/ Rendici tuoi testimoni, o Signore

Per la Chiesa: Tu o Gesù chiedi alla tua Chiesa di esserti testimone, fa’ che ti ricordi come maestro, che ti tenga sempre davanti agli occhi e nel cuore, per vivere come hai vissuto tu. Preghiamo. Rendici tuoi testimoni, o Signore

Per l’umanità: Tu o Gesù ti fai vicino a tutti, fa’ che ti possa incontrare nella sua vicenda quotidiana di viandante, poiché tu ti associ al suo cammino e non ti allontani da lei, anche se lei si allontana da te. Preghiamo. Rendici tuoi testimoni, o Signore

Per i sofferenti: Tu o Gesù ci hai rivelato il vero volto del Padre, fa’ che quanti sono nel dolore e hanno paura di Dio, ti scoprano rivolto a loro, poiché li hai già perdonati e salvati. Preghiamo. Rendici tuoi testimoni, o Signore

Per noi: Tu o Gesù vuoi che nessuno sia escluso dall’amore del Padre, fa’ che nessuno di noi, chiudendosi all’altro, si chiuda a te. Preghiamo. Rendici tuoi testimoni, o Signore

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