Con Gesù sul Tabor

Published in Preghiera missionaria

Se la pianta non si orienta verso la luce, appassisce. Se il cristiano rifiuta di guardare la luce, se si ostina a guardare solo le tenebre, cammina verso una morte lenta; non può crescere né costruirsi in Cristo.  A poco a poco Cristo trasforma e trasfigura tutte le forze ribelli e contraddittorie che ci sono dentro di noi... Piangere sulla nostra ferita ci trasformerebbe in uno strazio, in una forza che aggredisce con violenza noi stessi e gli altri, soprattutto chi ci è più vicino. Una volta trasfigurata da Cristo, la ferita si trasforma in una fonte di energia, in una sorgente da cui scaturiscono le forze di comunione, di amicizia e comprensione. Questa trasfigurazione è l'inizio della risurrezione sulla terra, è vivere la Pasqua insieme a Gesù; è un continuo passare dalla morte alla vita. (Frerè Roger di Taizè)

Tu sei con me

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo. Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi anni.

La Parola

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All'entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo!». Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che aveva­no visto.

Dal «Catechismo» di san Giovanni Maria Vianney, sacerdote

Fate bene attenzione, miei figliuoli: il tesoro del cristiano non è sulla terra, ma in cielo. Il nostro pensiero perciò deve volgersi dov'è il nostro tesoro. Questo è il bel compito dell'uomo: pregare ed amare. Se voi pregate ed amate, ecco, questa è la felicità dell'uomo sulla terra. La preghiera nient'altro è che l'unione con Dio. Quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Dio, è preso da una certa saovità e dolcezza che inebria, è purificato da una luce che si diffonde attorno a lui misteriosamente. In questa unione intima, Dio e l'anima sono come due pezzi di cera fusi insieme, che nessuno può più separare. Come è bella questa unione di Dio con la sua piccola creatura! E' una felicità questa che non si può comprendere. Noi eravamo diventati indegni di pregare. Dio però, nella sua bontà, ci ha permesso di parlare con lui. La nostra preghiera è incenso a lui quanto mai gradito. Figliuoli miei, il vostro cuore è piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo rende capace di amare Dio. La preghiera ci fa pregustare il cielo, come qualcosa che discende a noi dal paradiso. Non ci lascia mai senza dolcezza. Infatti è miele che stilla nell'anima e fa che tutto sia dolce. Nella preghiera ben fatta i dolori si sciolgono come neve al sole. Anche questo ci dà la preghiera: che il tempo scorra con tanta velocità e tanta felicità dell'uomo che non si avverte più la sua lunghezza. Ascoltate: quando ero parroco di Bresse, dovendo per un certo tempo sostituire i miei confratelli, quasi tutti malati, mi trovavo spesso a percorrere lunghi tratti di strada; allora pregavo il buon Dio, e il tempo, siatene certi, non mi pareva mai lungo.

Ci sono alcune persone che si sprofondano completamente nella preghiera come un pesce nell'onda, perché sono tutte dedite al buon Dio. Non c'è divisione alcuna nel loro cuore. O quanto amo queste anime generose! San Francesco d'Assisi e santa Coletta vedevano nostro Signore e parlavano con lui a quel modo che noi ci parliamo gli uni agli altri.

Noi invece quante volte veniamo in chiesa senza sapere cosa dobbiamo fare o domandare! Tuttavia, ogni qual volta ci rechiamo da qualcuno, sappiamo bene perché ci andiamo. Anzi vi sono alcuni che sembrano dire così al buon Dio: «Ho soltanto due parole da dirti, così mi sbrigherò presto e me ne andrò via da te». Io penso sempre che, quando veniamo ad adorare il Signore, otterremmo tutto quello che domandiamo, se pregassimo con fede proprio viva e con cuore totalmente puro.

Preghiera

Celebrando il Cristo, che manifestò ai discepoli la sua gloria sul monte Tabor, innalziamo a lui la nostra fiduciosa preghiera e ripetiamo insieme:
Signore, luce vera, illumina le nostre tenebre.

Cristo, che nella Trasfigurazione hai preparato i discepoli all'esperienza della passione, fa' che la Chiesa, purificata dalle sofferenze e dalle prove, conosca la gioia della tua vittoria. (Rit)

Tu che sul monte Tabor hai voluto vicino a te Pietro, Giacomo e Giovanni, benedici il nostro papa Francesco e il nostro vescovo Beniamino rafforzali nella speranza della risurrezione perché servano il tuo popolo con serenità e fortezza. (Rit)

Hai voluto accanto a te Mosè ed Elia come testimoni della Trasfigurazione, illumina il popolo dell'antica alleanza perché giunga alla pienezza della redenzione. (Rit)

Tu che hai irradiato sul mondo la gloria del Padre,  fa' che i popoli camminino nella tua luce. (Rit)
Cristo, che trasfigurerai il nostro corpo mortale per conformarlo al tuo corpo glorioso, configura all'immagine della tua gloria i nostri defunti. (Rit)

Ringraziamento

Signore, ti ringrazio, perché adesso sento dentro di me che tu ci sei e che è bello stare con te.
Fa' che non ti lasci mai. Fa' che mi ricordi di questo momento bello anche quando sarò immerso nelle cose brutte di tutti i giorni. Tu, Signore, sei l'immenso che mi abita la luce che mi illumina, la bellezza che mi rasserena.
Resta con me, resta con noi, Signore!
Resta con la tua bellezza e rendimi capace di lasciare nella mia vita impronte di bontà e di armonia, di dono e di sorriso.
Rendimi capace di scoprire la bellezza che si svela nel saper perdonare chi mi ha fatto soffrire.
A te, Signore, che sei lo splendido, il bellissimo in assoluto chiedo solo che tu mi costringa alla bellezza, che tu mi costringa a tirare fuori tutto il bello e lo splendido che c'è in me. Io ti lascerò fare, Signore.
E ti riscoprirò vivo.
E ti ritroverò risorto. Amen.

A Maria, madre della Chiesa e madre della nostra fede

Aiuta, o Madre, la nostra fede! Apri il nostro ascolto alla Parola, perché riconosciamo la voce di Dio e la sua chiamata. Sveglia in noi il desiderio di seguire i suoi passi, uscendo dalla nostra terra e accogliendo la sua promessa. Aiutaci a lasciarci toccare dal suo amore, perché possiamo toccarlo con la fede. Aiutaci ad affidarci pienamente a Lui, a credere nel suo amore, soprattutto nei momenti di tribolazione e di croce, quando la nostra fede è chiamata a maturare. Semina nella nostra fede la gioia del Risorto. Ricordaci che chi crede non è mai solo. Insegnaci a guardare con gli occhi di Gesù, affinché Egli sia luce sul nostro cammino. E che questa luce della fede cresca sempre in noi, finché arrivi quel giorno senza tramonto, che è lo stesso Cristo, il Figlio tuo, nostro Signore! (Papa Francesco)

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