Letture:
Is. 6,1-2.3-8 “ Eccomi, manda me”
Sal.137;
1Cor.15,1-11 “Gesù crocifisso e risorto: questo noi predichiamo”
Lc 5,1-11: “Lasciarono tutto e lo seguirono”.
Comunione:
Rendiamo grazie al Signore per la sua misericordia,
e per i suoi prodigi verso i figli degli uomini;
egli sazia il desiderio dell’assetato e ricolma di beni l’affamato.
In questa Domenica, la Parola di Dio propone come tema la “chiamata”, non solo come vocazione specifica, ma nel suo senso più ampio di invito a essere più buoni, a fare il bene, a cogliere le buone ispirazioni di pregare, di essere uniti a Dio e in Lui ai fratelli.
Tutte e tre le letture, pur riferendosi a esperienze diversissime, presentano 3 esempi di chiamata a lavorare per i Signore: 1. La chiamata del profeta, Isaia; 2. La chiamata di Paolo apostolo. 3. La chiamata di Simon Pietro e altri discepoli. Il chiamato è dominato da 3 sentimenti o atteggiamenti diversi: indegnità – fiducia – accoglienza.
1. Indegnità: ci si sente indegni e peccatori, ma questo non è un impedimento per annunciare il
Vangelo con le parole e con la vita, nella vita quotidiana e nella fatica del lavoro.
a) Isaia: davanti alla visione della maestà e santità di Dio nel Tempio, si trova perduto:
“Ohimè! Io sono un uomo dalle labbra impure”. Isaia si professa uomo “immondo”, peccatore.
b) Paolo: ”Io sono l’infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio”. Paolo si paragona ad un “aborto”.
c) Pietro: visto il miracolo della pesca abbondante,”si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo:
“Signore, allontanati da me che sono un peccatore”.
2. Fiducia nell’aiuto di Dio. Riconosciamo che Dio ha scelto la parte debole del mondo per confondere quella forte. Anche se peccatore, l’uomo deve fidarsi di Dio e chiedergli aiuto, perché Lui non ci lascia nel nostro peccato, se ricorriamo al suo aiuto: Dio non teme la nostra miseria!.
a) Isaia: Allora uno dei Serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente.. mi toccò
la bocca e mi disse: ”Ecco.. è scomparsa la tua iniquità e il tuo peccato è espiato”.
b) Paolo: ”Per grazia di Dio sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana..”
c) Pietro: Gesù disse a Simone: ”Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”..
3. Accoglienza e Risposta alla chiamata. Dio dopo aver chiamato l’uomo, lo aiuta. Il Signore cerca coloro che lo possono aiutare nella salvezza dell’umanità. Nessuna vita è inutile nel misterioso e misericordioso progetto di Dio, anche quella del malato, dell’anziano, del disabile.
Dice Gesù: “ Per avere la vita, bisogna donarla! Chi cerca di salvare egoisticamente la propria vita la perderà, e chi invece la perde per gli altri, la ritroverà. Così una famiglia aperta all’accoglienza della vita, dal bambino all’anziano, diventa come la barca di Pietro, luogo dal quale il Signore compie prodigi che superano ogni aspettativa, perché il Signore non si lascia mai superare in generosità ed ha assicurato che contraccambia con il centuplo in questa vita, e poi la vita eterna.
4. Colletta: “… l’unico fondamento della nostra speranza di riuscita e successo spirituale, è la grazia che viene da te”. Se poniamo la nostra fiducia di riuscita in noi stessi, o negli altri uomini, o nelle cose terrene, faremo fallimento. Più mi sento debole, più devo fidarmi di Dio, allora la mia debolezza si cambia in fortezza di Dio.
I Santi fino alla fine della loro vita hanno sempre sentito e temuto la loro debolezza, ma hanno anche sempre confidato in Dio, e Dio non li ha mai lasciati delusi. S. Pio da Petrelcina, Santi
Martiri Paolo Miki e 25 compagni: crocifissi come Gesù.
Per intercessione di Maria SS. chiediamo a Gesù, nell’Eucaristia, che nonostante tutta la nostra indegnità per i peccati, ci dia fiducia e zelo nell’accogliere il suo invito a collaborare con Lui, rispondendo con fede e amore ad essere suoi testimoni nel mondo, disponibili a ciò che Dio ha scelto per noi, così saremo veri apostoli di Gesù.