XXVII Domenica - T. O. - Anno B

Pubblicato in Domenica Missionaria

Letture:
Gn.2,18-24;
Sal.127;
Eb.2,9-11;
Mc.10,2-16; Il Matrimonio

Canto al Vangelo:
Alleluia, alleluia.
Se ci amiamo a vicenda, Dio è con noi.
E la sua carità in noi è perfetta.

Le parole di Gesù sul matrimonio, riportate nel Vangelo di oggi, vanno inquadrate nel cammino formativo che Gesù fa percorrere ai discepoli: che cosa comporta il "seguire" Lui per quanti sono impegnati in un legame coniugale e familiare?

I farisei, nella loro domanda sulla liceità del divorzio (che presso gli ebrei era iniziativa soltanto del marito, mentre nel diritto romano anche della moglie), pensano al legame giuridico che per determinati motivi può essere sciolto. Gesù invece sposta l'attenzione sul progetto originario di Dio riguardante il matrimonio.

Tale progetto lo trova chiaramente espresso nei testi della Genesi (1,27 e 2,24): l'uomo è "maschio e femmina", perché Dio lo ha creato così e in tale relazione è immagine di Dio stesso. Dio ha tanto amato gli uomini da dare il suo unico Figlio: Gesù ha tanto amato gli uomini da dare se stesso. Nel matrimonio lui e lei devono darsi totalmente l’un l’altro. L’uomo si da tutto alla donna e la donna tutta all’uomo, per sempre, in una relazione di totale amore. In questa luce le prime pagine della Genesi acquistano tutto il loro significato: è il Signore che ha legato i due in un'alleanza che li coinvolge e impegna le loro persone in maniera definitiva, non solo per tutta la vita, ma per sempre.

 

Il Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica ne tratta dal § 337 fino al 350.

- Prima considerazione:

Il Matrimonio e l’Ordine, sono i due sacramenti di azione sociale, che riguardano la procreazione e il servizio. Essi richiedono una “vocazione”, cioè una chiamata da parte di Dio e di risposta positiva da parte dell’uomo. Come un uomo segue la chiamata di Dio per diventare Sacerdote nella Chiesa, così è dell’uomo che si sposa per formare una famiglia. Se non c’è la vocazione, si rischia di diventare schiavi del potere o della passione. In tutti e due i casi si arriva al fallimento. Il Sacerdote senza vocazione è un fallimento; così i coniugi se non hanno la vocazione.

Quanti giovani si sposano per passione, senza considerare la chiamata di Dio. Si diventa così schiavi della passione. Per evitare questo si dà importanza ai corsi prematrimoniali, che pochi purtroppo attendono.

§ - Se uno si è sposato senza vocazione… cosa può fare? Manzoni lo dice della monaca di Monza che era entrata in convento senza vocazione, costretta dal padre. Se lei avesse pregato, Dio le avrebbe dato la vocazione. Così per chi si è sposato senza vocazione, se prega Dio gli dà la vocazione.

- Seconda considerazione:

Il catechismo continua: “Dio ha creando l’uomo e la donna per amore, li ha chiamati ad un’intima comunione di vita e di amore fra loro. Questa unione secondo l’originario disegno divino è indissolubile ed è per natura sua ordinata alla comunione e al bene dei coniugi e all’educazione dei figli”.

“Il Sacramento del matrimonio genera tra i coniugi un vincolo perpetuo ed esclusivo; inoltre conferisce agli sposi la grazia necessaria per raggiungere la santità nella vita coniugale, per l’accoglienza responsabile dei figli e la loro educazione.

La famiglia è quindi comunità di grazia e di preghiera, scuola per l’acquisto delle virtù umane e cristiane: quindi chiesa domestica”.

Quando un uomo e una donna si sposano, si ripete la scena descritta nella Genesi: Dio dona la donna all’uomo e l’uomo alla donna; il Signore "regala" la donna all'uomo e viceversa. Li dona l'uno all'altro per sempre. Ogni partner dovrà perciò ogni giorno considerare l'altro come un dono dell'amore di Dio per lui e considerare se stesso come un dono dell'amore di Dio per l'altro.

- Terza considerazione:

La liturgia di oggi ci invita a considerare la dimensione sessuale nell'uomo e nella donna con lo sguardo di Dio: finalizzata all'amore, dal servizio vicendevole e dalla funzione della procreazione.

S. Tommaso dice che la passione prima è la conservazione della vita e la seconda è la procreazione. Queste due “passioni” vanno guidate secondo il piano di Dio, secondo la propria vocazione. Diventare schiavi di queste due passioni porta all’aborto e all’eutanasia; e la seconda porta all’abuso sessuale di soddisfazione egoistica animalesca.  Chi diventa schiavo di queste due passioni, cede anche di fronte alle altre passioni secondarie, come: l’ira (delitti), la gola (ne uccide più la gola che la spada), il potere (guerre e sfruttamento) ….

Benedetto XVI nell'enciclica "Deus caritas est" prima parte, presenta profonde riflessioni su questo argomento.

L’amore porta alla felicità della persona. Un suo modo specifico di attuazione si ha nel rapporto reciproco e stabile del matrimonio, che fonda la famiglia. Non un tabù, non una forza vitale da banalizzare, ma da incanalare in modo che possa esprimere tutte le sue potenzialità per la crescita armonica della persona umana e lo sviluppo dell'amore. Un dono di Dio per la nostra felicità.

Nessuna condanna per coloro che non rimangono fedeli alla "parola data per sempre", ma piuttosto misericordia e solidarietà concreta. Senza però esitare nella consapevolezza che il disegno di Dio sulla coppia, sulla famiglia, in vista della vera felicità dell'uomo, rimane quello che il Signore ha rivelato nei testi della Genesi e che Gesù ha riaffermato con forza nel Vangelo.

La Madonna “Sposa” a Giuseppe, e Vergine Madre di Gesù, cosa può dirci sul matrimonio?

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