V Domenica Tempo Ordinario - Anno A

Salina di Batanhe (Nova Mambone - Mozambico, Missionari della Consolata) Salina di Batanhe (Nova Mambone - Mozambico, Missionari della Consolata) IMC
Pubblicato in Domenica Missionaria

Mt. 5,13-16.

“ Voi siete il sale della terra…voi siete la luce del mondo..”

 

Il discorso di Gesù oggi è completato da quanto ci ha detto, domenica scorsa, sulle Beatitudini, (“beati voi”) e Gesù dà colore e sapore alle sue affermazioni, con una serie di immagini suggestive, proprio per esprimere la forza dell’uomo “beato” che ha in sé una carica straordinaria. L’immagine del sale e della luce ci richiama alla realtà di “chi siamo” e di “che cosa dobbiamo essere e fare” per il mondo. Non si è “beati” per se stessi, ma nei confronti del mondo: essere sale e luce. Ma in che senso i discepoli di Gesù sono sale e luce? Non certo per se stessi, ma in quanto partecipano della luce che è Cristo: Egli solo è la Luce del mondo e il sale della terra. Ma Gesù vuole che i suoi discepoli siano come il sale e la luce: il sale esiste per dare sapore; la luce esiste per illuminare: perché, come un sale insipido è da gettare via, così un cristianesimo insipido non convince. E come una luce nascosta non serve a nulla, così una vita cristiana che non dà segni credibili è un controsenso. Le due immagini del sale e della luce utilizzate da Gesù, sono complementari e ricche di senso. Nell’antichità, infatti, sale e luce erano ritenuti elementi essenziali della vita umana.

 

1. SALE. Il sale è molto importante nella vita fisica dell’uomo: una delle funzioni primarie del sale è quella di condire, di dare gusto e sapore agli alimenti. Questa immagine ci ricorda che, mediante il Battesimo, tutto il nostro essere è stato profondamente trasformato con la vita nuova che viene da Cristo. Al catecumeno che si preparava a ricevere il Battesimo, veniva consegnato un granello di sale da assaporare, segno della Sapienza evangelica che doveva permearlo per l’intera esistenza. Per lungo tempo il sale è stato anche il mezzo abitualmente usato per conservare gli alimenti, così anche il cristiano è chiamato a conservare la fede e a trasmetterla intatta agli altri, come hanno fatto i Santi e i testimoni di Cristo. Il sale è fatto per salare, cioè per essere preso dal posto dove si trova, essere gettato nel mondo e dare sapore a tutto ciò che tocca; non serve se rimane sempre nel suo contenitore, ma deve entrare nel cibo e scomparire. Sciogliendosi e perdendosi, realizza la sua vocazione. Se volesse conservare il suo sapore, rimanendo nella saliera, in realtà lo perderebbe.

Il sale oltre a dare sapore, è anche un elemento che impedisce la corruzione, è un elemento di conservazione e purificazione, è preservativo: il cristiano deve preservare il mondo dal male del peccato, è vigile e dà testimonianza coraggiosa su quanto può deformare e intaccare la fede e la prassi evangelica, su quanto offende, deturpa, degrada e sfrutta la persona umana. E’ la missione profetica di denunciare quanto nella società umana offende. A quanti spettacoli televisivi volgari, degradanti, osceni e offensivi alla nostra fede, assistiamo!.. Eppure, quanti cristiani si lamentano di questo, perché offesi?.. La Chiesa è molto apprezzata per le opere che compie nel campo umanitario, ma molto meno è apprezzata per ciò che testimonia e per ciò che denuncia.

Certo il sale può bruciare, ma”Cristo ci ha detto di essere il sale della terra, non il miele”(Bernanos). Il sale diventa utile solo quando è utilizzato, mescolato con altre cose: noi non siamo sale puro, ma siamo sale della terra, cioè mescolati con la terra, cioè con la realtà che ci circonda, da solo il sale è nocivo.

Il sale è anche simbolo della Scienza divina che istruisce sulle cose di Dio. E’ pure la Parola che si è fatta “carne” per restare con noi, cioè Gesù Cristo. Anche noi dobbiamo dare sapore alla terra e gustare le cose di Dio. Il male sta nel rendere insipido il sale e il Vangelo.

Dobbiamo essere nel mondo, dinnanzi a Dio, il “profumo di Cristo”per quelli che si salvano e per quelli che si perdono. La vocazione del cristiano è di dare sapore alla terra con l’insegnamento di Gesù e pulire il morbo e il marciume del peccato.

 

2. LUCE. Anche la luce ha la sua importanza. Compito della luce è di poter vedere la bellezza della cose, il loro colore, seguire la strada per andare, rischiara il buio e le tenebre della notte, è sorgente di gioia. Senza luce c’è buio e paura. La luce per Israele era il simbolo della Rivelazione di Dio che trionfa sulle tenebre del paganesimo. Ora Cristo è la vera Luce: “Io sono la Luce del mondo; chi segue me avrà la luce della vita”(Gv.8,12). La nostra luce interiore proviene da Cristo, fonte vera. La nostra vita deve essere permeata di fede e di amore per servire i fratelli.

Paolo scrive:” Un tempo eravate tenebra, ora però siete luce nel Signore”.

Luce è anche sinonimo di verità e di amore. Dio è Luce e Amore, perché “chi ama suo fratello, dimora nella luce”(1Gv.2,10). Il neo-battezzato riceve un cero acceso ed è rivestito di una veste bianca, segno dello splendore di Cristo riverberato nella vita del cristiano. Per mezzo del Battesimo siamo rinati dal buio del peccato e ci siamo rivestiti della luce di Cristo risorto, per essere figli di Dio e della luce, per questo dobbiamo vivere come figli della luce con le nostre opere di fede. Nel buio non si sa dove andare, e le tenebre sono sorgenti di peccato e potere di Satana. Tuttavia noi non possiamo vedere direttamente la luce( es. il sole), senza essere accecati; possiamo vedere le cose illuminate dalla luce. La luce da sola è accecante e ferisce gli occhi: dobbiamo essere luce non per conto nostro, ma per gli altri; rendere visibile il bene, contro il buio del male.

Cristo è la Luce vera;se viviamo nella sua luce, potremo aiutare a portare la luce di Cristo agli altri, perché possano vivere nella luce di Cristo, una volta purificati dalla Parola di Dio e dai Sacramenti.

Il cristallo salino deve dissolversi per insaporire; l’ardere della fiamma esige il consumarsi dell’olio. Il sale e la luce hanno in comune l’offrirsi gratuitamente a favore degli altri, come Cristo Crocifisso, secondo la logica del farsi dono per la felicità altrui. Dobbiamo permettere a Gesù di essere luce e sale della terra, attraverso noi, come suoi testimoni nel mondo. I discepoli di Gesù sono sale e luce in quanto illuminati dalla sua Parola, essi possano riverberare la luce di Cristo sugli altri, attraverso le opere buone. E’ un po’ come la luna, che riflette la luce del sole dopo il suo tramonto. Essere per il mondo quello che il sale è per il cibo e quello che la luce è per il buio.

Gesù parla di luce nascostasotto il moggio”: è un invito a saggiare la qualità del nostro sale di cristiani di oggi e a vedere con quali paralumi abbiamo nascosto la luce del Vangelo!..Dobbiamo essere il Vangelo vivente!.

 

Pertanto, come, noi cristiani, possiamo essere sale e luce? Ce lo suggerisce il profeta Isaia, nella prima lettura di oggi:”Spezza il tuo pane con l’affamato, introduci in casa i miseri, senza tetto, vesti chi è nudo.. allora brillerà fra le tenebre la tua luce..”. E Gesù:”Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”. Notiamo bene, il Signore non dice: perché “ascoltino” le vostre belle chiacchiere, ma categoricamente, “vedano” le vostre opere buone! Naturalmente non per farsi vedere!..

Inoltre Gesù dice di essere “luce a tutti quelli che sono nella casa”: qui c’è molto da dire sui rapporti di famiglia; tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra giovani e anziani, rapporti sociali e di lavoro, ecc. Spesso il rispetto umano è quel “moggio” che spesso tiene prigioniera la luce-fede, che le impedisce di manifestarsi. Oh! Se ognuno si impegnasse anche nel piccolo ad essere luce per gli altri, quanto bene si farebbe! E’ come il fiammifero nel buio, la goccia d’acqua, il filo d’erba!..

 

“Noi siamo nel mondo quello che l’anima è nel corpo; l’anima non si vede, ma tiene insieme il corpo”(Lettera a Diogneto / III° sec.). E S. Leone Magno:”Riconosci, cristiano, la tua dignità”…

Che l’Eucaristia che celebriamo e il suo sapore, non svanisca in noi col finire della celebrazione, ma ci pervada i pensieri, le parole e le azioni nella testimonianza cristiana, lungo tutta la settimana.

Ultima modifica il Lunedì, 30 Gennaio 2017 08:23

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