IV DOMENICA DI AVVENTO

Pubblicato in Domenica Missionaria

Anno A

Mt. 1,18-24

 

“Giuseppe..non temere..Ecco la Vergine concepirà un figlio, che sarà chiamato Emmanuele”..

 

La Vergine Maria è uno dei grandi personaggi che la liturgia della Quarta Domenica di Avvento ci presenta. Il tempo dell’Avvento è un mistero nel quale Maria ha un posto privilegiato:

In Lei, difatti, culmina l’attesa del popolo ebraico e dell’AT., così da poter dire, alla vigilia della venuta di Cristo, Maria riassume e incarna la lunga attesa dei venti secoli da cui è stata preceduta”(Danielou).

In Maria SS. le profezie si rischiarano, prendendo un nome e un volto.

Ora accanto a Maria, un ruolo importante ha pure Giuseppe suo sposo, come si rileva in questa ultima domenica di Avvento, prima del Natale.

(Giuseppe in ebraico significa letteralmente”Dio aggiunga” o anche “Dio raduni”).

/ Oggi la Chiesa ci mette in primo piano due segni e due personaggi importanti che faranno sì che il Figlio di Dio, diventi “l’Emmanuele”- Dio con noi - (Emmanu = con noi / El = Dio). Queste due persone sono: una donna-vergine, e un uomo giusto. La venuta del Signore passa attraverso la libera accoglienza di una “madre-vergine”: ”Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio..”; e l’illuminata accettazione di un “padre- giusto”: “Giuseppe suo sposo, che era giusto..”.

Abbiamo così due modelli ammirabili da imitare per avere “Dio con noi”. Però tutti e due sono creature, e perciò limitate e con alcuni dubbi circa questo grande mistero di Dio in loro.

1. Maria chiese all’angelo: ”Come è possibile(partorire), non conosco uomo”..

2. Giuseppe, nel dubbio: “Decise di licenziare(Maria) in segreto”..

Però la loro fede, nonostante i dubbi, ebbe il sopravvento e generò il “sì” alla volontà di Dio.

L’Angelo disse a Maria:”Nulla è impossibile a Dio”…E Maria disse: “Sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.

L’Angelo disse a Giuseppe:” Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei, viene dallo Spirito Santo…E prese con sé la sua sposa”.

Giuseppe, all’interno del brano evangelico di Matteo, entra in scena in una situazione particolarmente tesa e gravida di mistero. Ecco la frase misteriosa:

“Prima che andassero a vivere insieme, Maria si trovò incinta per opera dello Spirito Santo”.

Che cosa significa esattamente questa notizia dal punto di vista storico? Anzitutto dobbiamo ricordare che il fidanzamento nel mondo ebraico avveniva intorno ai 12-13 anni della ragazza e il fidanzamento ufficiale era già una ratifica del matrimonio. Da notare perciò che lo sposalizio presso gli ebrei, avveniva in due momenti: 1. Il fidanzamento tra il ragazzo e la fidanzata, in presenza di molti. Ufficialmente, con questo rito, la fidanzata “apparteneva” già al futuro sposo, anche se non ancora a vivere con lui, perché la ragazza tornava a casa presso i genitori per circa un anno.

2. Il matrimonio vero e proprio era il secondo momento solenne, quando cioè lo sposo andava in corteo a prendere la sposa dalla sua casa paterna, per introdurla nella nuova casa dello sposo, dopo la benedizione del sacerdote e seguita dalle feste di nozze.

Pertanto in quell’anno intermedio di fidanzamento, che era però già matrimonio, se la donna si rivelava incinta, non del futuro marito ma di un altro, allora scattava la legislazione orientale e biblica, durissima nei confronti della donna infedele, perché doveva essere lapidata per adulterio, come se fosse già stata sposata. Successivamente si giunse ad un accomodamento: il fatto provocava il ripudio, cioè una specie di divorzio.

Pertanto Maria si trovò incinta appunto mentre si trovava a casa sua dai parenti. I dubbi e le perplessità di Giuseppe, non vertevano molto sulla fedeltà o infedeltà di Maria sua sposa, ma soprattutto sul suo compito di sposo e padre di un bambino misterioso e non suo. Come dare il nome a questo bimbo non suo e farlo entrare nella sua discendenza davidica? Ecco allora che Giuseppe, uomo“giusto”, non conoscendo il disegno di Dio, decide di licenziare segretamente Maria, per evitare pubblicità e così mettersi da parte. A questo punto, nella vita di Giuseppe c’è un’irruzione trascendente: l’Angelo del Signore lo rassicura rivelandogli il disegno di Dio a riguardo di quel bimbo misterioso. Giuseppe, come padre legale, ha il compito di “inserire” Gesù, il figlio di Davide, nella dinamica della storia, come discendente della famiglia di Davide e dare a quel bambino il nome di Gesù(Salvatore), e accudirlo nella sua casa. Maria invece, resta colei che, attraverso la sua speciale maternità, presenta al mondo Gesù Cristo, il Figlio di Dio incarnato.

Così Gesù, da parte di Giuseppe, è il figlio di Davide, “secondo la carne”, cioè secondo la famiglia umana di appartenenza, ma è il Figlio di Dio con potenza, “secondo lo Spirito”, attraverso Maria.

Così siamo stati introdotti nel cuore del Natale: un Natale”storico”, come memoria della nascita del Signore, e un Natale”teologico”, il mistero di Dio che in Gesù Cristo, suo Figlio, si è fatto Emmanuele, il Dio con noi. Da Dio “Altissimo” è diventato un Dio “vicino”, un Dio per gli uomini, si è fatto uno di noi per parlarci, amarci e salvarci.

Gesù è l’Emmanuele, Dio con noi. Se fosse solo “con noi” e non fosse “Dio”, non ci potrebbe salvare. Se fosse solo “Dio” ma non “con noi”, la sua salvezza non ci interesserebbe e sarebbe rimasto un Dio ignoto e lontano. Ecco il mistero del Natale: Gesù uomo come noi, senza peccato, che però ha conosciuto la paura, l’angoscia e il dolore; che ha lavorato con le mani di uomo e ci ha amato con il cuore di uomo. Gesù è ancora oggi con noi, difatti ha detto:”Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”, ha posto la sua tenda tra di noi. Gesù con la sua risurrezione ha inaugurato un modo nuovo di essere nel mondo: un modo spirituale, invisibile ma reale. Di fronte a questa certezza, ecco il grido gioioso di S. Paolo: ”Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?..

Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”(Rom.8,35).

Solo noi stessi possiamo separarci da Lui con il peccato. Ma c’è un momento in cui Gesù è con noi in modo speciale, sacramentale e reale, ed è ora nella nostra celebrazione eucaristica della

S. Messa, ove possiamo sentirlo nella sua Parola e nutrirci col suo Corpo e Sangue.

S. Matteo apre e chiude il suo Vangelo con l’Emmanuele, cioè con: “ Dio con noi”, e con: “Io sono con voi tutti i giorni”.Questa presenza segreta è la forza e la speranza della Chiesa.

Ora riflettiamo un po’: in questi giorni, mentre fervono i preparativi per la grande festa di Natale: presepio, alberi natalizi, regali, doni, panettoni, spumanti, atmosfera creata dalla propaganda commerciale e consumistica delle vetrine dei negozi che riducono il Natale a “babbo natale” e ad un banale fatto di abitudine, ad un annuale appuntamento per il guadagno eccezionale da farsi sui prodotti imposti alla gente con palese o camuffata violenza, ecc. non dimentichiamo una cosa importante che molti dimenticano, e cioè:

1.Chi è l’Ospite importante che festeggiamo a Natale?

2. Perché lo festeggiamo?

3. Qual è il nostro contributo-impegno in questa festa, se veramente ne abbiamo capito il significato? Non si tratta della storia di una “Famiglia” come tante altre, ma della storia del “Dio con noi”, della storia della nostra salvezza.

Nel sec. IV i fedeli “cristianizzarono” la festa pagana del “dio sole“, per il Natale di Gesù. Oggi, nel sec. XXI, si sta “paganizzando”la festa cristiana del “Natale di Gesù” nella festa di “babbo natale”!

S. Agostino:”Svegliati o uomo; per te Dio si è fatto uomo. Se così non fosse, saremmo rimasti morti, schiavi del peccato e miserabili.. perciò svegliati”..

Maria SS. ci aiuti ad essere testimoni del suo Figlio, perché quanti avvicineremo in questi giorni, sentano veramente il calore che Dio è con noi e con tutti coloro che lo cercano con fede e amore.


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