XXXI Domenica Del Tempo Ordinario

Pubblicato in Domenica Missionaria

Zaccheo il pubblicano:“Oggi la salvezza è entrata in questa casa”. Lc. 19,1-10.

 

Per S.Luca, “Gesù ha un’attenzione particolare nei confronti dei pubblicani e delle prostitute e peccatrici. L’episodio forse più emblematico è quello di Zaccheo, racconto solo lucano: un uomo che viene strappato dal suo essere un “ultimo”. Egli resta esteriormente un ultimo, un disprezzato, ma la sua vita è mutata e per il Regno egli è “un primo.”

L’episodio è ambientato a Gerico, la città più antica(7000 a.C.), e la più bassa del mondo

(circa 300 m. sotto il livello del mare).

> Nell’episodio di Zaccheo vediamo l’amore di Dio per tutte le sue creature, soprattutto per i peccatori. I farisei disprezzavano Zaccheo il pubblicano, perché,compromesso con i soldi e con il potere romano; era perciò tacciato come “peccatore pubblico”. Il Figlio di Dio invece lo va a cercare in casa sua, lascia la folla di ammiratori che lo hanno accolto a Gerico e va dal solo Zaccheo, come il buon Pastore che cerca la pecora smarrita. La ragione di tutto questo sta nella grandezza e tenerezza di Dio che ha compassione di tutti, che ama tutte le sue creature e nulla disprezza di ciò che ha creato. Nel profeta Ezechiele leggiamo che Dio dice:”Non voglio la morte del peccatore, ma piuttosto che si converta e viva”(Ez.33,11). E S. Ireneo dice:”La gloria di Dio è l’uomo vivente”. Gesù è venuto per accogliere in nome di Dio, sia i reietti dal sistema politico,

(i poveri e gli oppressi), sia i respinti dal sistema religioso(pagani, peccatori pubblici, prostitute, ecc.). Chi non accetta questo agire di Dio, si esclude da solo dalla salvezza. Così fu per il fariseo e il pubblicano nel Tempio, e in questo episodio, ove Gesù porta la salvezza alla casa di Zaccheo e lascia fuori a mormorare i “benpensanti”orgogliosi di Gerico! Gesù non ha paura delle critiche e di sporcarsi. Dio ha fiducia nell’uomo, anche in ognuno di noi, nonostante noi stessi, nonostante la nostra miseria, nonostante i nostri peccati, perché appunto “il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”: anche un briciolo di pentimento fa breccia su Dio.

/ Non succede tutti i giorni che un funzionario delle tasse si arrampichi su un albero come un ragazzino, per vedere passare Gesù! .

> Ma chi era veramente Zaccheo? (Per ironia e strana coincidenza, il suo nome significa: pulito, chiaro). Era da tutti considerato pubblicano, ladro, capo-mafioso, rappresentante degli impuri, pubblico peccatore, e amico e succube degli odiati Romani nella raccolta delle tasse. Però “voleva vedere Gesù”. Nell’episodio precedente a questo, Luca racconta la guarigione del cieco sulla strada di Gerico: costui pure voleva “vedere Gesù” con gli occhi del corpo(essendo cieco), mentre Zaccheo voleva vederci più chiaramente nell’animo e con gli occhi della coscienza!. Per di più Zaccheo era anche “basso di statura” per difetto fisico, un altro segno di isolamento dalla società e difetto per i cosiddetti “puri” che rigettavano tali persone. A questo punto non è più Zaccheo che vuole vedere Gesù, ma Gesù “vede Zaccheo” sull’albero, e..”scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”, gli dice Gesù. Interessante: nessuno lo chiamava mai col suo “nome”, ma con l’appellativo di “impuro”. Gesù invece lo chiama col suo vero nome.

Inoltre la storia termina con un pranzo: ed è la festa che Gesù voleva, è il banchetto di Dio per coloro che aprono gli occhi alla luce vera. Notate: chi partecipò al banchetto?.. non certo i cosiddetti “puri” che mormoravano sull’atteggiamento di Gesù:” è andato ad alloggiare da un peccatore”!, dicevano, e costoro resteranno fuori. Vi entreranno in sala gli “impuri”, i cercatori della salvezza e del perdono, coloro per i quali Cristo è venuto.

Zaccheo ora è pieno di gioia, perché si è sentito amato da qualcuno; forse prima, nessuno lo ha amato ma solo emarginato. L’amore di Dio lo ha convertito, anche se Gesù gli ha fatto nessuna predica!.. A questo punto, Zaccheo espande il suo amore verso altre persone, quelle che ha frodato, restituendo loro il quadruplo. Così Zaccheo ha aperto la porta della propria casa e la porta del cuore alla conversione: convertendosi a Dio si è convertito anche ai fratelli. Incontrando l’Amore, sentendosi cercato e amato, Zaccheo, prima avido di ricchezze, sfruttatore dei suoi fratelli, si sente trasformato. Comprende che gli uomini vanno guardati con occhio diverso, non soggetti da sfruttare, ma persone da amare. Il denaro stesso, prima oggetto di cupida preda, cambia valore, servirà per riparare il male arrecato e per aiutare i fratelli bisognosi(v.8).

Oggi la salvezza è entrata in questa casa”, dice Gesù. La gioia e la conversione di Zaccheo, esaltano Gesù buon Pastore: per questo infatti è venuto. La sua presenza è salvezza per chi crede, per chiunque mediante la fede diventa vero “figlio di Abramo”, figlio di Dio e seguace di Cristo Gesù. L’”oggi” della salvezza si ripete ogni volta che ci convertiamo al Signore.

“Oggi debbo fermarmi a casa tua.. Oggi la salvezza è entrata in questa casa”..

Sembra di risentire l’eco dell’annuncio degli Angeli a Betlemme:”Oggi è nato per voi un Salvatore”, o l’eco delle parole di Gesù nella Sinagoga di Nazareth:” Oggi si compie questa Scrittura che avete udito con le vostre orecchie”, o ancora l’eco delle parole rivolte da Gesù al buon ladrone in croce:” Oggi sarai con me in paradiso”. Questo “oggi” sia per tutti noi, l’”oggi” del perdono, della pace e dell’amore. Facciamo sì che l’”oggi” di Gesù , la sua presenza, il suo amore, la sua misericordia, sia sempre attuale nella nostra vita.

> Meditiamo. a) Il mondo non è un luogo da cui fuggire, ma la città in cui si incontra Gesù Cristo.

b) Il peccato non contamina nessuno, dobbiamo saper incontrare i peccatori evitando ogni forma di emarginazione. c) Ogni incontro con Gesù, conduce alla

Dopo aver incontrato Gesù, non si può restare come prima. Solo se siamo veramente convertiti possiamo dire di aver incontrato Gesù. Gesù continua ad incontrare uomini e donne di ogni genere che hanno bisogno di prendere coscienza del proprio peccato e di buttarsi fra le sue braccia. Quando Gesù si muove verso qualcuno, lo fa sempre per salvarlo perché Egli è venuto come Salvatore del mondo.

E allora, perché continuare a leggere Zaccheo solo come un episodio lontano nel tempo? Perché pensare che tutto quello che si è realizzato in Zaccheo non si possa compiere anche in te oggi?

E’ necessario però che anche tu, come Zaccheo, sia almeno mosso dal desiderio di “vedere Gesù”.

Poi, sarà Lui stesso che si proporrà per un incontro con te e sceglierà la tua casa. Bisogna che tu l’accolga con gioia. Poi, certamente, anche la tua vita cambierà.”

(S. Paternoster:”Sulle strade della vita” – La Scala).

> “Il poeta Montale ha scritto una poesia su Zaccheo, ma è la storia di uno che non si è convertito. “Si tratta di arrampicarsi sul sicomoro per vedere il Signore se mai passi. Ahimè, io non sono un rampicante, ed anche stando in punta di piedi, io non l’ho visto” .

Zaccheo invece, nel racconto di Luca, è colui che ha avuto questa fortuna di vederlo, anche se con un po’ di fatica. Ma avendo incontrato il Cristo, la sua vita da ultimo, è diventata la vita dei primi per il Regno”.Guai a coloro che non hanno il coraggio da “salire sugli alberi ed uscire di casa”, di mettersi in “cammino e di seguire Gesù”. Luca infatti descrive il discepolo mentre segue proprio i passi del suo Maestro. “Morire nella ricerca non è forse preferibile al soffocare nell’immondizia quieta?”.(G. F. Ravasi: ”Il Vangelo di Luca).

> Don Primo Mazzolari ha scritto:” I poveri sono dappertutto e hanno il volto del Signore..Ci si può arrampicare sopra un sicomoro per vedere il Cristo che passa, non sulle spalle della povera gente, come fa qualcuno, per darsi una statura che non ha”.

> F. Zeffirelli: Dal film:”Gesù di Nazareth”: (Scena: S. Pietro e la risurrezione di Gesù).

Dopo l’annuncio(nel Cenacolo) di Maria Maddalena agli Apostoli di aver visto Cristo Risorto, Tommaso incredulo, chiese a Pietro se ci credesse a queste “fantasie di donne”. Alla domanda, Pietro rispose subito a Tommaso di credere nel Risorto. Allora Tommaso replicò:”Ma come, tu l’hai rinnegato per tre volte!”. E Pietro:”Sì è vero, l’ho rinnegato perché sono stato un vigliacco: ma tutti noi siamo stati vigliacchi! Abbiamo accusato Giuda di essere un traditore, ma anche noi lo abbiamo tradito e l’abbiamo abbandonato. I nostri fratelli nel Sinedrio, che lo hanno condannato, non hanno capito chi era. I Romani, non lo conoscevano; ma noi, che abbiamo mangiato con lui e abbiamo vissuto con lui, noi lo sapevamo che era il “Cristo” e lo stesso lo abbiamo tradito!…

Ora io sono sicuro che il Maestro non ci abbandonerà e ci ha perdonato. Siamo tutti stati perdonati!”.

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