La Solennità di Pentecoste secondo San Giuseppe Allamano

San Giuseppe Allamano fu un discepolo missionario di Gesù Cristo che si lasciò guidare dallo Spirito Santo San Giuseppe Allamano fu un discepolo missionario di Gesù Cristo che si lasciò guidare dallo Spirito Santo

Ogni anno la Chiesa celebra la solennità di Pentecoste, con cui si commemora il giorno in cui lo Spirito Santo discese sugli Apostoli. La Pentecoste è una delle feste più importanti dell'anno, dopo la Pasqua, e la Chiesa la celebra cinquanta giorni dopo la Domenica di Risurrezione.

Per i cattolici non si tratta di una celebrazione qualunque, ma di un evento spirituale che irrompe nel presente: la promessa fatta da Gesù si compie quando lo Spirito Santo discende sui discepoli riuniti in preghiera (Atti 2, 1-11). In quel giorno, gli apostoli ricevettero la forza per annunciare il Vangelo senza timore.

San Giuseppe Allamano fu un discepolo missionario di Gesù Cristo che si lasciò guidare dallo Spirito Santo. Per questo esortò senza riserve i missionari della Consolata affinché si lasciassero sempre guidare dallo Spirito Santo e fossero autentici devoti a Lui. Di seguito viene presentato il significato della Solennità di Pentecoste secondo San Giuseppe Allamano.

La Pentecoste è la seconda Pasqua

La Pasqua è la festa della nostra redenzione. Per mezzo di essa celebriamo i misteri della nostra redenzione, ovvero la morte e la risurrezione del nostro Signore Gesù Cristo. La Pentecoste è considerata la seconda Pasqua perché attraverso di essa nacque la Chiesa, Sacramento universale della Salvezza portata da Gesù Cristo. A questo proposito afferma San Giuseppe Allamano: «La Chiesa nacque a Pentecoste con l'effusione dello Spirito Santo. È Lui che guida la Chiesa fino alla fine dei tempi. Il Papa e i vescovi continuano a guidarla sotto l'ispirazione dello Spirito Santo. La Pentecoste è stata chiamata la seconda Pasqua» (CVV, p. 119).

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Lo Spirito Santo, santificatore delle persone

La santità deriva dal fare costantemente la volontà di Dio. È chiaro che nessuno può essere santo o santa senza l'aiuto dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è il formatore dei santi in ogni epoca e generazione. Su questo aspetto San Giuseppe Allamano dice: «Lo Spirito Santo è colui che applica i meriti della redenzione operata da Gesù, che converte e santifica le persone. Egli ci illumina e ci dà calore, ci concede la grazia per salvarci e santificarci, ci offre i suoi doni. In ogni tempo è lo Spirito Santo che forma i santi» (CVV, p. 119).

Lo Spirito Santo è il protagonista della missione

San Giovanni Paolo II nell'Enciclica Redemptoris Missio afferma: «Lo Spirito Santo è in verità il protagonista di tutta la missione ecclesiale; la sua opera risplende in modo eminente nella missione Ad Gentes. Lo Spirito agisce per mezzo degli Apostoli, ma al tempo stesso agisce anche negli ascoltatori» (RM 21).

Lo Spirito Santo è colui che guida la missione evangelizzatrice della Chiesa e il suo successo dipende da Lui. È Lui che spinge i missionari di ogni epoca ad andare da un luogo all'altro con il fine di annunciare e testimoniare la salvezza portata da Gesù.

Dice San Giuseppe Allamano a questo proposito: «La stessa diffusione della fede è l'effetto dell'azione dello Spirito Santo. Pertanto, a Lui bisogna attribuire tutto il bene che si realizza nelle missioni. Allo Spirito Santo vengono attribuite le opere dell'amore e della grazia» (CVV, p. 120). Essendo lo Spirito Santo il grande protagonista nell'evangelizzazione dei popoli, San Giuseppe Allamano chiese ai suoi missionari di essere devoti allo Spirito Santo: «Nelle missioni avrete bisogno dello Spirito Santo. Egli vi aiuterà e, se sarà necessario, farà miracoli per voi. Questa è una devozione che deve incarnarsi in voi. È necessario conservarla durante tutta la vita, ogni mese, ogni giorno, ogni ora» (CVV, p. 123).

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La Pentecoste, tempo per chiedere i doni e i frutti dello Spirito Santo

Lo Spirito Santo dona a ogni credente i suoi doni e i suoi frutti. Per questo, la solennità di Pentecoste è il momento propizio per chiedere i doni e i frutti dello Spirito Santo. Ogni credente ha il compito di chiederli nel suo impegno nel seguire Cristo. A questo proposito dice San Giuseppe Allamano: «I doni sono un regalo dello Spirito Santo, chiediamogli di farli crescere in noi. I frutti dello Spirito Santo riempiono l'anima di amore sincero e contengono una grande dolcezza e soavità. Chi gode di questi frutti vive dello Spirito Santo. È necessario assaporarli, e per assaporarli è necessario essere devoti allo Spirito Santo» (CVV, p. 123).

L'avvertimento sugli ostacoli allo Spirito Santo

Sono gli ostacoli che impediscono il successo delle nostre attività. C’è la possibilità che i cristiani non godano pienamente della vita nello Spirito a causa degli ostacoli spirituali che possono incontrare. San Giuseppe Allamano menziona tre elementi che impediscono di godere dello Spirito, ovvero il peccato, lo spirito mondano e una visione troppo terrena della vita.

A questo proposito afferma il Fondatore dei missionari della Consolata: «È il peccato che spegne in noi la grazia di Dio e, di conseguenza, lo Spirito Santo. Anche lo spirito mondano e la visione troppo terrena della vita impediscono la venuta dello Spirito Santo, perché Egli è Spirito di verità che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo riconosce. La luce dello Spirito Santo può essere spenta dal vento o dalla mancanza di olio, cioè dallo spirito del mondo o dalla mancanza di buone opere» (CVV, p. 121).

Conclusione

La Pentecoste è la festa dello Spirito Santo. San Giuseppe Allamano esortò i suoi missionari ad essere devoti allo Spirito Santo perché è il protagonista per eccellenza dell'opera evangelizzatrice della Chiesa. Pertanto, la celebrazione della Pentecoste è un momento propizio per rinnovare la nostra devozione allo Spirito Santo.

* Padre Lawrence Ssimbwa, IMC, parroco a Buenaventura, Colombia.

Ultima modifica il Sabato, 23 Maggio 2026 13:00

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