“La Santa Messa di domenica 17 maggio 2026, Solennità dell’Ascensione del Signore, è stata per me un momento molto speciale, vissuto nella Parrocchia di Duckmyoungdong (덕명동 성당), della Diocesi di Daejeon, in Corea del Sud.
È una comunità profondamente legata al mio cammino vocazionale: lì ho emesso la Professione Perpetua, vissuto il periodo del diaconato e, successivamente, svolto il ministero sacerdotale ogni fine settimana per tre anni, prima della partenza per Roma”, spiega il padre Geofrey Boriga, IMC, missionario della Consolata e biblista che collabora con il nostro sito nella sezione "Domenica Missionaria", dedicata ai commenti sulle letture domenicali.

“Sono tornato per salutare e ringraziare i fedeli della comunità, che mi hanno accolto con grande affetto e con viva memoria del cammino condiviso”, ha affermato il missionario Keniota che opera in Corea del Sud da oltre sei anni.
“Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra” (Sal 137). Oggi oso fare mia questa preghiera del salmista: Se dovessi dimenticare la comunità parrocchiale di Duckmyoung-dong, si paralizzino le mie mani.
Il motivo per cui oso dire queste parole è semplice: proprio qui sono cresciuto.
Quando arrivai per la prima volta in questa comunità, persino pronunciare una semplice frase in coreano era per me difficile. Eppure, voi mi avete accolto con pazienza e siete diventati i miei maestri. Grazie al vostro cuore, all’accoglienza calorosa, ai vostri sorrisi e al vostro continuo incoraggiamento, poco a poco ho potuto trovare il mio posto nella realtà della Corea.
Prima di giungere in Corea conoscevo ben poco della cultura coreana. Ma questa parrocchia è diventata per me un vera scuola di cultura e, allo stesso tempo, un’autentica casa spirituale. Qui ho imparato a conoscere la Corea e anche il modo in cui vive la Chiesa in questa terra.

Quando sono stato qui con voi, non mi è mancato nulla. Non mi sono mai sentito uno straniero, ma accolto con il calore e la serenità di chi si sente veramente a casa.
La Festa dell’Ascensione del Signore ci invita a contemplare il termine del cammino cristiano: l’amore donato fino in fondo conduce alla vita eterna, cioè alla piena comunione con Dio. Essa ci ricorda che Cristo ci ha lasciato la sua testimonianza. Ora spetta a noi, suoi discepoli, portarla avanti nella storia. Siamo chiamati a continuare l’opera liberatrice di Dio nel mondo. La nostra missione è vivere e annunciare il Vangelo con fedeltà e speranza”.
* Ufficio per la Comunicazione con informazione da padre Geoffrey Boriga, IMC






