Brasile: Visita canonica a Manaus, Boa Vista e alle comunità indigene

Visita alla Comunità di Maturuca nella Terra Indigena Raposa Serra do Sol a Roraima Visita alla Comunità di Maturuca nella Terra Indigena Raposa Serra do Sol a Roraima Foto: IMC Brasile

La Visita Canonica alla Regione Brasile è continuata, fin dall’inizio del mese di maggio, nel Nord del Brasile in Amazzonia, a Manaus e nello stato Roraima. A Manaus abbiamo incontrato i padri Olivaldo Lima e Arlei Pivetta, missionari che lavorano nella parrocchia di Santa Luzia, zona della periferia urbana della città.

Abbiamo celebrato con i fedeli della parrocchia la messa domenicale e vissuto, subito dopo, un bel momento conviviale con il consiglio pastorale ed economico. Sempre a Manaus abbiamo visitato la comunità che lavora nell’area missionaria Famiglia di Nazareth dove vi è anche la sede del Noviziato Continentale “San Oscar Romero”. Le 12 comunità che fanno parte dell’Area missionaria hanno la propria cappella, la celebrazione dell’eucarestia ogni fine settimana e la formazione per la catechesi. Sono comunità vive e animate nel loro cammino di fede e vita cristiana.

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Padre Gabriel Oloo, padre Fernando Barros, padre Michelangelo Piovano e padre James Lengarin a Manaus

Da Manaus siamo passati a Boa Vista nello stato di Roraima, estremo nord del Brasile ai confini con il Venezuela e la Guyana inglese. La presenza dei missionari della Consolata a Roraima ed in terra indigena è iniziata da quasi 70 anni, nel 1948. Si tratta di una realtà missionaria particolare e di presenza e lavoro tra popoli indigeni ed in particolare quelli yanomami, macuxi e wapichana, tra altri.

Leggi anche: La Visita Canonica alle comunità della Regione Brasile

 Tre fiamme che non si spengono: preghiera, compassione e silenzio

Abbiamo così incontrato e visitato i missionari che lavorano nelle comunità indigene di Cantagalo (Surumu), Maturuca, Baixo Cotingo, Raposa e Normandia. Sempre bella e festiva l’accoglienza che ci hanno fatto in ogni comunità con saluti da parte dei coordinatori e responsabili locali (tuxawa), catechisti, donne, giovani, ragazzi e bambini della scuola.

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Comunità indigena di Maturuca 

L’accoglienza si celebra con la danza, l’offerta di una bevanda tipica e l’offerta di ornamenti fatti da loro stessi come collane e braccialetti. Ci hanno raccontato la loro storia di lotta e sofferenza per potere vivere e lavorare nella loro terra senza la presenza di invasori come fazendeiros e cercatori di oro.

"La visita è stata importante perché ha dimostrato la vicinanza dell'Istituto a noi missionari, anche a quelli che si trovano nei luoghi più remoti, e ci ha permesso fare un dialogo amichevole e fraterno con la Direzione Generale, proprio nella missione, il che fa tutta la differenza", ha affermato padre Luiz C. Emer, che lavora con il fratel Ayres Osmarin a Maturuca. "Ci fa sentire parte di una famiglia che si prende cura di noi e ci accompagna. Altrettanto importante è il fatto di poter parlare con i superiori sulla missione che stiamo svolgendo, per migliorarla", ha commentato. "Un altro elemento importante è stato l'incontro dei superiori con i leader indigeni della comunità. Questo ha dimostrato loro che siamo qui in missione come membri di un Istituto che in passato ha svolto un ruolo decisivo nella conquista dei loro diritti e che oggi vogliamo continuare questo cammino di solidarietà e consolazione", ha concluso padre Emer.

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Il prossimo anno si celebreranno i 50 anni del Piano e Progetto di Dio su questa terra chiamata “Raposa Serra di Sol” che attraverso la Parola di Dio ha portato queste comunità indigene a sostenersi con l’allevamento di bestiame, coltivazioni, e soprattutto la rinuncia ad ogni bevanda alcoolica. Mira a promuovere l'autonomia, la cultura e l'emancipazione dei popoli indigeni e la protezione del vasto territorio. A partire dalla Parola di Dio viene fatto dai missionari e dai catechisti un paziente lavoro di formazione e di crescita nella fede e nella vita cristiana che diventa la motivazione per andare avanti nonostante le innumerevoli difficoltà. Si tratta di una chiesa con volto ed espressioni indigene e che aiuta gli stessi missionari ad inserirsi maggiormente nella cultura con tutte le sue espressioni e ricchezze.

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Comunità IMC di Cantagalo nella Terra Indigena Raposa Serra do Sol, Roraima.

La presenza di ogni missionario in queste comunità deve essere discreta, rispettosa e con la capacità di collaborare con i suoi responsabili. Sono per lo più giovani e donne che seguono la vita della comunità in tutte le sue esigenze: educative, sanitarie, lavorative e di formazione. Pur essendoci dei coordinatori scelti dalla comunità stessa si respira un clima sereno, di aiuto mutuo e di grande collaborazione.

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Visita alla comunità Baixo Cotingo nella TI Raposa Serra do Sol

Il lavoro di evangelizzazione si inserisce in questo clima offrendo, attraverso la Parola di Dio, la forza per andare avanti, di non fermarsi di fronte alle difficoltà e lottare per la propria terra nella salvaguardia della cultura indigena propria e di quei valori che per molti aspetti sono cristiani ed evangelici.

Vivere in questa realtà per il missionario non è sempre facile, ci vuole pazienza, spirito di sacrificio ed un grande amore per questo popolo. Lo abbiamo visto in ogni missionario che lì vi lavora.

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Celebrazione nella sede dell'Area Missionaria San Giovanni Battista

Non abbiamo potuto visitare la missione del Catrimani dove vive il popolo indigeno Yanomami, ma abbiamo avuto modo incontrare e parlare con i due missionari che là vi lavorano insieme alle missionarie della Consolata.

Dalle missioni indigene siamo passati ad incontrare i missionari che lavorano a Boa Vista, con i migranti e nelle aree missionarie della città. In questi ultimi anni sono arrivati e stanno ancora arrivando molti migranti dal Venezuela, ma anche da Cuba ed Haiti. Insieme ad altre entità si fa un lavoro di accoglienza ed assistenza. Si lavora anche con varie entità e associazioni per i popoli e comunità indigene.

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La nostra presenza pastorale a Boa Vista, a partire da un’area missionaria, serve varie comunità della periferia ed alcune anche in zona rurale. In quella di San Giovanni Battista (foto sopra) domenica 17 maggio, festa dell’Ascensione del Signore, abbiamo anche celebrato il centenario della nascita al cielo di San Giuseppe Allamano ricordando che il miracolo che lo ha portato alla sua canonizzazione è proprio avvenuto nella missione Catrimani con la cura miracolosa di Sorino Yanomami.

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Il mistero dell’Ascensione nel quale Gesù invia i suoi Discepoli nel mondo intero ci ha portato a riflettere come questa missione continua ancora oggi nella chiesa di Roraima con la collaborazione di missionari, missionarie, catechisti e laici. Una missione che lungo gli anni è stata frutto di sacrificio, sangue versato, vite donate, persecuzioni, ma anche tante consolazioni.

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Domenica abbiamo avuta l‘opportunità di visitare il vescovo di Roraima, mons. Evaristo Spengler, O.F.M. (foto sopra) La visita a Manaus e Roraima si è conclusa con un incontro di condivisione con tutti i missionari a Boa Vista lunedì 18 maggio.

Dal 19 al 22 maggio si terrà a San Paolo, l'Assemblea Regionale, che segnerà la conclusione della Visita Canonica ai missionari della Consolata in Brasile.

* Padre Michelangelo Piovano, IMC, vice Superiore Generale.

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Visita al Centro di Documentazione Indigena - CDI a Boa Vista. 

Last modified on Friday, 22 May 2026 15:33

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