Con tanta gioia e semplicità, noi missionari giovani della Regione Europa ‘under 10’ (dal 1° al 10° anno d’ordinazione), abbiamo “preso per mano” San Giuseppe Allamano nell'incontro che si è tenuto dal 8 al 11 aprile in Portogallo: “mano a mano con Allamano”.
“Dovete vivere da veri fratelli. Siete tutti fratelli e sorelle e dovete prepararvi a vivere insieme e poi a lavorare insieme per la vita. Dovremmo avere uno spirito di corpo al punto di dare la vita l’uno per l’altro” (San G. Allamano).
Con ‘Allamano e la fraternità’ abbiamo vissuto un momento d’incontro, di fraternità e condivisione. Tutto è stato vissuto dentro dello spirito di famiglia, come voleva San Giuseppe Allamano. Sono stati cinque giorni di risate, scherzi come si faceva in seminario, di ricordi belli della formazione fatta assieme e anche di momenti di silenzio e ascolto l’uno dell’altro. Giorni che hanno permesso di apprezzare la missione vissuta in Portogallo, con le visite alle diverse comunità, incontri con i confratelli e condivisione con diverse persone che fanno parte delle comunità.

L’incontro dei missionari in Portogallo è iniziato con le celebrazioni a Porto con la comunità locale. Padre João Batista Amâncio ci ha raccontato della sua vita intrecciata con quella del nostro fondatore, nella riflessione: ‘a tu per tu con Allamano’ nello spirito di preghiera.
Ha condiviso con noi la sua situazione di vivere la missione con la fragilità della malattia. Partendo dal suo vissuto ha cercato di farci comprendere che la fragilità non ci deve limitare, infatti, anche il nostro Fondatore con la sua salute fragile, non si è fermato, ha seguito la sua missione e ha fondato la nostra famiglia missionaria (Missionari e Missionarie della Consolata). Nella sua condivisione fraterna, in modo semplice, ci ha fatto capire che dobbiamo imparare a convivere con ciò che la vita ci presenta, e in missione vivere umilmente, e qualora arrivassero dei problemi di salute, lasciarsi guidare dagli altri.

Allamano e la missione
Ci sono stati momenti comunitari, di condivisione e di conoscenza della missione che i confratelli svolgono. Questi momenti hanno permesso a tutti di comprendere ciò che le comunità vivono e come la missione viene svolta. Dove è stato possibile, si è celebrata l’Eucaristia con la comunità locale, in Porto, Braga, Fátima, Zambujal, condividendo la gioia di Gesù Risorto.
L’Allamano e noi pellegrini
C'è stato un pellegrinaggio ad alcuni centri storici del Portogallo, non semplicemente come turisti, ma nel vero spirito del pellegrino. Questo è stato un momento bello di fraternità che ci ha aiutato a riflettere come migliorare l’amicizia tra noi. Durante queste passeggiate si è riso, ballato, e condiviso le sfide e le gioie della missione.

Allamano e la Consolata
Questo momento, vissuto a Fatima, durante l’Eucharistia, il rosario, la processione serale dei fedeli, e visitando i luoghi delle apparizioni, abbiamo compreso come l’Allamano amasse la madonna, e come dobbiamo imparare da lui a lasciarci guidare da Maria nostra madre.
È stato un momento intenso e bello, grazie ai confratelli del Portogallo. Con le parole del fondatore, ‘Avanti in Domino’ ci siamo ripromessi di vederci un prossimo incontro: ‘il pellegrinaggio continua’.
* Padre Lazaro Gil Chaùque, IMC, missionario a Certosa di Pesio, Italia.

Gruppo dei missionari giovani della REU con la comunità di Lisbona
Sulle orme di Allamano
Il nostro impegno continua: come giovani missionari, vogliamo condividere tre parole che hanno guidato il nostro cammino e che consideriamo come la nostra bussola per il futuro.
Amicizia: è importante avere amici tra noi. La vera amicizia ci sostiene nei momenti di difficoltà, moltiplica la nostra gioia e ci ricorda che non camminiamo soli. Coltiviamola con gesti semplici, ascolto sincero e presenza fedele.
Fraternità: è essenziale creare un'atmosfera di fraternità e vivere con spirito di famiglia. Dove c'è fraternità, crolla il muro dell'indifferenza. Siamo fratelli e sorelle, chiamati a prenderci cura gli uni degli altri, a perdonarci a vicenda e a costruire comunità in cui tutti si sentano a casa.

Formazione: non dobbiamo mai smettere di studiare; dobbiamo sempre tenerci aggiornati. La missione richiede mente e cuore, come chiedeva San Giuseppe Allamano. La nostra formazione è un atto d'amore per coloro che incontreremo: annunciare il Vangelo con sincerità, servire con competenza e rispondere alle sfide del nostro tempo.
Portiamo con noi queste tre parole come un patto: crescere nell'amicizia, vivere nella fraternità, proseguire la nostra formazione. In questo modo, il nostro "sì" alla missione diventerà sempre più autentico e fecondo.
* Padre Elmer Pelaez Epitacio, IMC, missionario in Italia.






