“Io conosco le mie pecore” (Gv 10,14). Proprio come il Buon Pastore, la Pastorale Afro-Brasiliana è presente nella Chiesa tra la popolazione afrodiscendente.
La Pastorale Afro-Brasiliana, nel suo significato di “pastorale”, è un’azione evangelizzatrice della Chiesa che, seguendo le orme di Gesù Cristo, il Buon Pastore,– che conosce ogni pecora, la sua condizione, la sua forza e le sue debolezze, soprattutto i suoi bisogni – desidera, come segno della Sua presenza, camminare e accompagnare la vita di ogni persona nella sua individualità.
In questo caso, la Pastorale Afro-Brasiliana è la presenza della Chiesa tra la popolazione afrodiscendente, una Chiesa che vuole conoscere la storia, la cultura, i lamenti e le speranze di questa parte del suo popolo.
La Campagna della Fraternità della Quaresima di quest'anno dal tema "Fraternità e abitazione", e il motto "È venuto ad abitare in mezzo a noi" (Gv 1,14) ha motivato una riflessione e lanciato un appello sulla realtà della disuguaglianza che colpisce la popolazione nera nella sua maggioranza. La Chiesa riconosce il dolore e la sofferenza di questa parte del suo gregge; pertanto, la Campagna della Fraternità non è semplicemente un altro testo da leggere e dimenticare, ma un invito ai discepoli di Cristo a non ignorare la realtà della mancanza di casa, che è la porta d'accesso a tutti i diritti umani. Tuttavia, per la maggior parte della popolazione brasiliana, specialmente per le persone afrodiscendenti, questo diritto rimane un sogno irraggiungibile. Ecco perché per la Pastorale Afro-Brasiliana della diocesi di Nova Iguaçu nello Stato di Rio de Janeiro, la Campagna di Fraternità di quest’anno riveste un'importanza particolare.

La mancanza di una casa manifesta disuguaglianze sociali, di classe e razziali che ha le sue radici nel razzismo strutturale, in cui le persone afrodiscendenti sono state sistematicamente escluse in tutti gli ambiti. Le conseguenze di questa esclusione si ripercuotono su queste persone, soprattutto per quanto riguarda l'abitazione. Perciò, il 21 marzo 2026, il Ministero della Pastorale Afro-Brasiliano della diocesi di Nuova Iguaçu si è riunito presso la Parrocchia di Santa Rita per riflettere sul tema "Razzismo ambientale e diritto alla casa".
Il razzismo ambientale si definisce come l'esclusione delle popolazioni marginalizzate dal processo di definizione delle politiche e dei servizi pubblici, con conseguente impatto sproporzionato su di esse in caso di disastri ambientali. Di fronte al razzismo ambientale, le comunità povere soffrono per la mancanza di risorse e servizi, mentre le popolazioni più privilegiate godono di tutti i servizi e le risorse per la protezione dai disastri ambientali. Esempi di razzismo ambientale includono l'autorizzazione alla costruzione di discariche vicino a comunità a basso reddito, composte prevalentemente da persone afrodiscendenti e indigene, e la mancanza di accesso all'acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari di base e ai trasporti pubblici nelle comunità rurali e periferiche. Durante la conversazione, i membri dell'Afro Pastoral hanno riferito di come la mancanza di politiche pubbliche influisca sulle loro zone. Sono state raccontate le esperienze di persone per le quali la pioggia è una preoccupazione costante perché ogni volta che piove si verificano allagamenti e perdite di beni.
La Campagna della Fraternità sottolinea come il settore immobiliare sia sempre più soggetto alla speculazione, consentendo ai ricchi l'accesso a case dignitose ed escludendo i poveri da questo diritto fondamentale. La Campagna evidenzia inoltre un elemento essenziale per l’ottenimento di un'abitazione: la terra. Durante la discussione, è stata ricordata la Legge Fondiaria del 1850 (Legge n. 601). Questa legge, creata proprio per impedire l'accesso alla terra agli ex schiavi africani, stabilì che l'acquisizione di terreni potesse avvenire solo tramite acquisto e non più tramite concessione o occupazione. Tale legge consolidò la proprietà privata e i grandi latifondi. È stata menzionata anche la mancanza di politiche di risarcimento dopo la cosiddetta "abolizione della schiavitù", che ha lasciato le persone senza sapere dove andare. La conseguente situazione sono le 12.000 “favelas” sparse in tutto il Brasile, abitate prevalentemente da persone di afro descendenti che costituiscono oltre il 75% della popolazione, e un numero crescente di senzatetto, di cui il 70% è di colore.
Non si tratta soltanto di numeri, ma di persone che invocano giustizia e uguaglianza. Ma questo accadrà solo quando tutti noi, come Chiesa, ci riconosceremo reciprocamente come fratelli e sorelle (Fratelli tutti) e ci impegneremo nella lotta per porre fine al razzismo che genera disuguaglianze sociali. La Pastorale Afro-Brasiliana della diocesi, nel contesto della Campagna Fraternità 2026, continua a far sentire la propria voce, sensibilizzando la Chiesa e tutta la società sull'esistenza di disuguaglianze storiche che distruggono la vita delle afrodiscendenti e di tutti i gruppi marginalizzati, ma si impegna anche a lavorare al di fuori delle mura della Chiesa per porre fine al razzismo e promuovere politiche riparative a favore della popolazione afro descendente.
* Pastorale Afro-Brasiliana di Nova Iguaçu, Rio de Janeiro, Brasile.






