"Il sole stava sorgendo quando un gruppo di ragazzi arrivò alla casa del vecchio missionario. Avevano sentito dire che quell’uomo chiamato Giuseppe Allamano era uno degli ultimi a conoscere la “Via dell’Invio”.
La porta era socchiusa. Dentro, un lettino, un tavolo, un’icona della Madonna di veste rossa e manto blu e non si sentiva nessun rumore... solo silenzio. Sul tavolo trovarono una lettera. Diceva: “Se state leggendo questo, significa che siete pronti per iniziare. Il mondo ha bisogno di voi… ma prima dovete imparare a essere Santi - Missionari.” Si guardarono negli occhi. Nessuno disse nulla, ma tutti capirono: Il viaggio era appena iniziato.
Anche per noi, dal 6 al 9 aprile, questo “viaggio” ha preso forma concreta durante l’incontro Inter-seminario della Regione Europa dei missionari della Consolata, vissuto presso il Seminario Internazionale di Bravetta a Roma. Come quei giovani del racconto, ci siamo ritrovati chiamati a metterci in cammino, lasciandoci provocare dalla voce del nostro Fondatore che ancora oggi continua a parlarci.

In quei giorni abbiamo vissuto momenti intensi di spiritualità, formazione e animazione missionaria, approfondendo il carisma ad gentes e condividendo la vita tra formatori e formandi delle diverse comunità (CAF Torino, Porta Pia e Bravetta). È stato un tempo prezioso per conoscerci, ma soprattutto per riconoscerci compagni dello stesso viaggio.
A guidarci sono state le parole del nostro Santo Fondatore, che abbiamo riscoperto attraverso le sue lettere. In esse abbiamo riconosciuto non solo una memoria del passato, ma una presenza viva: una vera pastorale epistolare che continua ad accompagnarci. Come nel racconto, quella “lettera trovata sul tavolo” diventa per noi simbolo di una chiamata che attraversa il tempo: San Giuseppe Allamano vive la distanza non come assenza, ma come una forma diversa di presenza, capace ancora oggi di orientarci come Padre e Maestro.

Un momento dell'Inter-seminario presso il Seminario Internazionale di Bravetta a Roma. Foto: Jhonny Gonzalez
Questo cammino non è rimasto solo riflessione, ma si è tradotto in impegno concreto. Consapevoli che nelle nostre mani è affidato il futuro della Congregazione, ci siamo messi in gioco elaborando progetti missionari in diversi ambiti: dall’evangelizzazione del mondo giovanile e la pastorale vocazionale, al mondo della comunicazione, dalla realtà parrocchiale alla vita religiosa e alla formazione continua, fino alla cooperazione missionaria negli ambiti della giustizia, pace e integrità del creato e alla realtà dei migranti e rifugiati.
In questo lavoro abbiamo riconosciuto qualcosa di essenziale: il viaggio iniziato non è individuale, ma condiviso. Abbiamo imparato a camminare e costruire insieme con creatività, a fidarci delle idee degli altri e a non arrenderci di fronte alle sfide della missione.
Per questo rendiamo grazie a Dio per il dono di questi giorni e, affidandoci alla nostra Madre della Consolata, chiediamo di continuare ad accompagnarci lungo questa via: la via della missione.
Tornati alla casa del Grande missionario. La porta questa volta è aperta. Dentro trovate un’altra lettera: “Avete imparato a camminare insieme, a fidarvi, a donare, a non mollare. Ora siete pronti.” Un ultimo silenzio. Poi qualcuno sorride. Perché ora lo sapete: la missione siete voi. E finalmente: “Andate. Il mondo vi aspetta.”
* Diacono Cristian Alarcon Lozano, IMC, Seminario Internazionale di Bravetta.

Visita alla Basilica di San Francesco di Assisi. Foto: Jaime C. Patias






