Papa Leone XIV ha proclamato un anno giubilare speciale dedicato a San Francesco d’Assisi, che si svolgerà dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027. Questo per commemorare l’800° anniversario della nascita al cielo di questo santo del Medioevo.
La vita semplice di San Francesco, dedicata ai poveri, può essere paragonata a una melodiosa musica di pace, fratellanza e rispetto per tutte le creature. La coerenza tra la sua predicazione e la sua vita continua ancora oggi a parlare al mondo.
Celebrando questo giubileo in Mongolia, l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino e l’Ambasciata d’Italia a Ulaanbaatar, in collaborazione con la Chiesa Cattolica in Mongolia – Prefettura Apostolica di Ulaanbaatar, hanno organizzato il concerto “Un sole nacque nel mondo – Musiche e canti nel nome di San Francesco”, che si è svolto la sera del 26 marzo 2026 presso la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Ulaanbaatar.

Il pianista italiano Stefano Salvatori e la cantante italiana Valentina Volpe Andreazza
Il titolo scelto per questo evento musicale richiama il celebre verso di Dante Alighieri nel Paradiso, in cui il Sommo Poeta descrive la nascita di Francesco come il sorgere di un sole sull’umanità.
Questa immagine ha ispirato il programma musicale, concepito come un viaggio tra il Medioevo e l’epoca contemporanea, unendo diverse tradizioni musicali e culture lontane. Attraverso laudi francescane, canti medievali e brani della tradizione europea e mediterranea, il concerto ha offerto un percorso musicale dedicato ai temi centrali del messaggio francescano: la fratellanza tra gli uomini, il rispetto per la natura, l’armonia tra l’umanità e il creato e, infine, la pace. In altre parole, si tratta del Laudato Si’, questo splendido cantico che ci ricorda quanto siamo debitori per la cura della nostra casa comune, la nostra madre terra.

Il concerto è iniziato con il saluto del cardinale Giorgio Marengo, IMC, Prefetto Apostolico di Ulaanbaatar, che ha dato il benvenuto a tutti gli ospiti. Sono seguiti gli interventi dell’Ambasciatrice d’Italia, Giovanna Piccareta, e del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Federico Roberto Antonelli. Ognuno di loro ha sottolineato come questo evento rientri nelle celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226 - 2026), promosse dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Tra gli artisti presenti vi erano Valentina Volpe Andreazza, mezzosoprano italiana di grande esperienza, Stefano Salvatori, pianista, compositore e direttore d’orchestra italiano, e la partecipazione di Onon Enkhbat (foto), che ha accompagnato la lettura introduttiva del concerto francescano suonando il tradizionale strumento mongolo Morin Khuur (il Morin Khuur, o violino a testa di cavallo, è uno strumento musicale creato dai pastori mongoli utilizzando due crini della coda dei cavalli. I mongoli credono che questo strumento, imitando la forma e il suono del cavallo, dia vita ai suoni dell’universo).
Il programma includeva musiche dal Laudario di Cortona, canti della tradizione medievale europea e opere di compositori legati alla sensibilità musicale contemporanea, tra cui Ennio Morricone, Riz Ortolani e Nicola Piovani, in un dialogo tra spiritualità, tradizione e modernità.
Ogni brano è stato introdotto da un accompagnamento pianistico e da una lettura meditativa, che spiegava il canto successivo.
Oltre ai rappresentanti delle autorità locali e del corpo diplomatico, l’evento ha visto la partecipazione di oltre cento membri della comunità locale appassionati di musica e cultura italiana. L’evento si è concluso con un rinfresco offerto nella sala della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo.
* Padre Dido Mukadi, IMC, è parroco della cattedrale di Ulaanbaatar in Mongolia.







