Un Missionario della Consolata, laureato in fisica ed ex tecnico informatico, è vicario in una parrocchia dove la celebrazione della fede si svolge anche sotto gli alberi. Il padre José Brás svolge la sua missione in un contesto sociale affetto da diversi problemi, ma determinato a seminare speranza nonostante tutto.
All’età di 54 anni, padre José Brás è vicario della parrocchia di Nostra Signora di Fatima a Vilankulo, nella provincia di Inhambane, a 750 chilometri da Maputo nel sud del Mozambico, dove si trova dal settembre 2022. In una intervista rilasciata alla rivista Fátima Missionária a Cova da Iria (Portogallo), il religioso ha espresso la sua preoccupazione per i giovani di quel paese, con una popolazione "molto numerosa" e un alto tasso di disoccupazione. Questa realtà porta molti giovani a "non avere prospettive", dando origine a "realtà come il narcotraffico e il consumo di droga". Per il religioso, è urgente intervenire su questo problema. "Dobbiamo investire nei giovani affinché abbiano opportunità che permettano loro di essere felici."

La presenza di "numerose scuole nella città di Vilankulo" è un aspetto positivo evidenziato dal missionario, cosa non vera per quanto riguarda l'assistenza sanitaria. Nel 2025, ad esempio, l'Ospedale Rurale di Vilankulo era rimasto senza apparecchiature radiologiche per almeno tre mesi. Inoltre, c'è una "carenza di tutti i tipi di medicinali" e gli operatori sanitari sono continuamente in sciopero, con la conseguenza che le infrastrutture sanitarie funzionano "al minimo", e i "problemi facilmente curabili si complicano".
La parrocchia in cui presta servizio padre José è composta da 34 comunità cristiane che vivono con gioia la loro fede. "La gente è gioiosa. Va in chiesa con uno spirito di lode a Dio, anche con il poco che ha. Essere vivi è una benedizione, e lo sentono e sono grati", ha detto il missionario. Egli sottolinea che la Chiesa in Mozambico "è in gran parte nelle mani dei catechisti e degli animatori" che i missionari stessi cercano di formare. Padre José racconta che i fedeli di queste comunità sono impegnati in varie attività, come la visita ai malati, alle persone costrette a letto, agli anziani che vivono soli e alle persone vulnerabili che vivono nelle zone rurali dove "l'agricoltura è l'unico sostentamento".
I disastri naturali sono un'altra piaga di quella regione, che la popolazione cerca di superare con resilienza. "Negli anni in cui sono in Mozambico, ho visto due cicloni: Freddy e Filippo. Quest'ultimo, nel 2024, è stato più distruttivo. Sette delle nostre cappelle sono state completamente distrutte. E anche le case. Il ciclone ha distrutto strutture fatte con lamiere di zinco. Per chi vive al limite della sussistenza, comprare una lamiera di zinco è molto costoso". Nonostante tutti gli ostacoli, le comunità si impegnano nella costruzione del loro luogo di culto. "Ci sono fedeli che stanno costruendo una cappella e, da quando sono lì, la messa viene celebrata sempre sotto gli alberi".
La realtà presente, per Padre José, è il frutto di un passato doloroso. "Il Mozambico ha vissuto molti anni di guerra. Dopo la guerra coloniale (fino 1975), ci sono stati molti anni di guerra civile e, quando questa è finita (1992), ci sono stati periodi di instabilità che ancora continuano. Tutto ciò a fatto si che risorse destinate ai servizi sanitari, strade e ad altre infrastrutture, sono state deviate per sostenere i vari conflitti".

Celebrazione del matrimonio in una comunità della parrocchia di Vilankulo
Per Padre José Brás, i missionari devono "parlare del bisogno di giustizia e pace" e sottolineare che coloro che ricoprono "incarichi politici o pubblici" devono "compiere il proprio dovere, evitare la corruzione e servire veramente il popolo". Inoltre ritiene che "la vocazione cristiana nel contesto sociale richiede di lottare per la giustizia e per una distribuzione equa dei beni del paese".
Il cammino verso il sacerdozio
Padre José Brás nacque in Capo Verde nel 1971, ma da bambino si trasferì con la famiglia a Lisbona. Dopo la laurea in fisica, lavorò per l'Ambasciata di Capo Verde a Lisbona come tecnico informatico e in seguito divenne insegnate nel campo della metallurgia. Quando si trasferì nel quartiere di Zambujal ad Amadora (Lisbona), incontrò i Missionari della Consolata, e fu lì che si riaccese il suo sogno di diventare sacerdote, a lungo coltivato. All'età di 40 anni, José Brás lasciò la sua famiglia, il suo lavoro e la band in cui suonava, per vivere in comunità con altri missionari. In Portogallo ha studiato filosofia e ha fatto il noviziato in Kenya. In seguito è partito per il Brasile nel dicembre 2016, dove ha studiato teologia a São Paulo e ha vissuto un’esperienza missionaria tra i popoli indigeni Macuxi a Roraima. È stato ordinato sacerdote all'età di 50 anni ad Amadora il 19 marzo 2022 ed inviato in Mozambico.
* Juliana Batista è giornalista di Fátima Missionária, Portogallo.










