Il mondo intero ha celebrato ciò che tutti noi avevamo preparato e atteso: la nascita al Cielo di San Giuseppe Allamano. Molte delle nostre comunità hanno vissuto questa ricorrenza insieme alle rispettive comunità cristiane.
In California (USA), la festa è stata preparata con la Novena, recitata al termine di ogni Santa Messa. La celebrazione si è svolta lunedì 18 febbraio, giorno che coincideva con il Presidents Day, la festa civile che onora tutti i presidenti degli Stati Uniti, passati e presenti.
Nell’omelia, padre Peter Ssekajugo, superiore della Delegazione Canada, Messico e Stati Uniti (DCMS), ha ripercorso alcuni aspetti della vita di Allamano, a partire dalle sue origini in una famiglia umile di Castelnuovo d’Asti. Fu la formazione e l’esempio della madre, l’ispirazione dello zio San Giuseppe Cafasso e l’ambiente profondamente cristiano del suo paese a guidarlo nel rispondere alla chiamata di Dio al sacerdozio.
Come San Paolo, Allamano, pur essendo sacerdote diocesano, sentì il dovere di contribuire alla missione. Aveva tuttavia due ostacoli evidenti per diventare missionario: anzitutto era sacerdote diocesano; inoltre era di salute fragile e non poteva partire per le missioni. Se Gesù ha detto che lo spirito è pronto ma la carne è debole, nel caso di Allamano possiamo dire che, pur essendo debole nel corpo, era forte nello spirito. Proprio per questo, nonostante la malattia, fondò i missionari della Consolata e ne curò la formazione.
Allamano ci ha resi ciò che siamo come missionari. Ci ha condotti all’incontro con popoli e culture diverse. Senza di lui non avremmo conosciuto i popoli delle Americhe, né essi avrebbero conosciuto noi. Non saremmo presenti nelle diverse missioni dove oggi operiamo. Grazie al carisma e alla missione di Allamano, suoi discepoli e persone di origini diverse sono diventati parte di un’unica famiglia, figli dello stesso Dio.
Celebriamo con gioia i 100 anni dalla morte dell’ Allamano, i 115 anni dalla fondazione delle Suore missionarie della Consolata e i 125 anni dalla fondazione dei Missionari della Consolata (sacerdoti e fratelli). Abbiamo celebrato la canonizzazione dell'Allamano più di un anno fa (20 ottobre 2024). Per questo festeggiamo con gioia e zelo, consapevoli che la sua vita ha portato beneficio a molte persone. La sua vita non fu solo per sé stesso, ma per tutta l’umanità. È come la vita di una madre: non appartiene solo a lei, ma a tutta la famiglia.
Celebrando la vita di Allamano, pensiamo anche alla famiglia e promuoviamo le vocazioni religiose e missionarie tra i nostri giovani. Ancora oggi vi sono giovani che desiderano diventare sacerdoti e suore, ma non come missionari, disposti a lasciare la propria diocesi o il proprio Paese. Molti preferiscono rimanere nella propria terra. Chiediamo all’Allamano di continuare a ispirare vocazioni missionarie e preghiamo per i missionari nei diversi territori dove Dio li ha inviati.

Nel New Jersey abbiamo celebrato sia la fondazione del nostro Istituto sia il Centenario di San Giuseppe Allamano il 29 gennaio 2026, insieme al Gruppo di Preghiera della Consolata, formato principalmente dalla comunità filippina di Somerset.
La Santa Messa, celebrata presso la nostra Casa di North Brunswick (Somerset), è stata presieduta dal Superiore Delegato, padre Peter Ssekajugo, alla presenza di circa venti membri della comunità filippina. Durante l’omelia, Padre Peter ha raccontato le sfide affrontate da Giuseppe Allamano per fondare le due congregazioni missionarie: quella dei sacerdoti e fratelli e quella delle Suore Missionarie della Consolata.
Possiamo paragonare il tempo in cui Allamano custodì e alimentò il sogno della fondazione dei Missionari della Consolata ai nove mesi di gestazione di una madre; il momento della fondazione alla nascita di un figlio.

North Brunswick, New Jersey, dopo la celebrazione del centenario della morte del Fondatore.
Dopo la Messa, abbiamo condiviso un ricco buffet in stile “potluck”. Per il Gruppo di Preghiera della Consolata, che si riuniva online sin dal periodo del Covid-19, questa festa è stata un gioioso ritorno a casa. I membri hanno chiesto di poter tenere il loro incontro mensile di preghiera presso la nostra casa.
La responsabile del gruppo, Juliet Hobson ha condiviso: «Siamo finalmente a casa con la nostra Madonna Consolata e i suoi Missionari». Aggiungendo: «Il nome ufficiale del nostro Gruppo di Preghiera è “Rallegratevi nella sua Consolazione”, per esaltare la consolazione che lo Spirito Santo dona gratuitamente e quella della nostra Madonna».
* Padre Peter Ssekajugo, IMC, Delegato Superiore DCMS e Juliet Hobson.










