Il 16 febbraio 2026 si è celebrato il centenario della morte di San Giuseppe Allamano (1926-2026) nella casa dei Missionari della Consolata a San Antonio, Juanacaxtle, Juanacatlán, nell'arcidiocesi di Guadalajara in Messico.
È stato un evento molto bello, simbolico e storico per vari motivi: per la prima volta è stata celebrata la festa di San Giuseppe Allamano riunendo le persone più importanti che hanno accompagnato i Missionari della Consolata in Messico: coloro che li hanno accolti 17 anni fa a San Antonio; gli abitanti della comunità Aurora (Villas Andalucia, el Faro e la Esperanza) dove lavorano i missionari; gli amici provenienti da diverse parti dello stato di Jalisco che hanno dato un sostegno considerevole ai missionari che sono passati da lì.

La presenza della Chiesa locale si è concretizzata con la partecipazione di Monsignor Héctor López Alvarado, vescovo ausiliare di Guadalajara, da anni amico intimo dei Missionari della Consolata. Significativa anche la presenza di padre Elmer Peláez Epitacio, il primo sacerdote messicano della Consolata che svolge la sua missione in Italia e che si trova in vacanza. Per coincidenza era anche in Messico il secondo sacerdote messicano della Consolata: padre Ansoni Camacho, che lavora nella missione di Wamana (Kenya). Egli si è unito alla celebrazione a Tuxtla Gutiérrez.
Il motto che guida queste celebrazioni centenarie di Giuseppe Allamano in tutto il continente americano è “Presenza, Memoria e Cammino”. Al centro di questa festa c'è la gratitudine per il carisma ad gentes che l’Allamano ha lasciato alla Chiesa attraverso i suoi missionari che, nel 2008, sono arrivati anche in terra messicana con un impegno di animazione missionaria e di cura pastorale delle periferie.

Durante la Santa Eucaristia, presieduta da monsignor Héctor López Alvarado, ai missionari sono stati consegnati i saluti del cardinale José Francisco Ronbles Ortega e degli altri vescovi ausiliari che hanno ringraziato per l'invito ricevuto. Nella sua omelia il vescovo ha parlato di San Giuseppe Allamano non solo come fondatore, ma come “modello di santità operativa” e ponte di conforto per il Messico di oggi. Il lavoro dei Missionari della Consolata è un segno che la santità è qualcosa che si può raggiungere.
Il vescovo ha sottolineato che oggi, in un'epoca di grandi cambiamenti, siamo circondati da così tanto rumore e disinformazione che si creano false speranze, specialmente nei giovani. Abbiamo bisogno del silenzio interiore per riconoscere la voce del Buon Pastore, ci può aiutare il progetto di santità di Giuseppe Allamano che ci invitava a essere “prima santi e poi missionari”. “Era convinto che alla missione si dovesse dare il meglio, e per questo privilegiava la qualità alla quantità. Sognava evangelizzatori santi in grado superlativo, generosi fino a dare la vita”, ha sottolineato il vescovo. Ha ricordato che, sulla stessa linea, l’archidiocesi di Guadalajara invita tutti a unirsi al progetto diocesano “la grande missione della misericordia”.

Monsignor Héctor López ha concluso che «San Giuseppe Allamano era un “missionario” dal volto umile, dal cuore saldo nella fede e pieno di mitezza; una persona ricolma di ardore missionario che ancora oggi ci invita a imitarlo e, infine, un sacerdote che ci spinge a vivere la missione con amore radicale, con fedeltà quotidiana, con silenziosa dedizione".
Conclude la sua omelia proponendo tre impegni concreti per tutta la comunità: La testimonianza di San Giuseppe Allamano ci motivi a cercare la santità nella vocazione alla quale Dio ci ha chiamati; Apprezzare profondamente la vocazione missionaria e il carisma dei Missionari della Consolata. La loro presenza nella nostra Chiesa è un dono prezioso, un richiamo al fatto che la Chiesa esiste per evangelizzare; Continuare ad unirci con entusiasmo alla grande missione della misericordia nella nostra archidiocesi di Guadalajara. “La missione non è compito di pochi, ma responsabilità di tutti i battezzati”.

Celebrazione a Montreal in Canada
Dopo la messa, padre Félix Shitakha Mukaalo, vice superiore della Delegazione Canada-Messico-Stati Uniti, oltre a ringraziare tutti i partecipanti e il vescovo, ha portato i saluti tanto del Superiore della Delegazione, padre Peter Ssekajugo, come del Superiore Generale, padre James Lengarin. Ha riferito che anche le altre comunità (Tuxtla Gutiérrez in Chiapas, quelle degli Stati Uniti e del Canada) avevano celebrato la stessa ricorrenza con grande fede e gioia.

Celebrazione a Riverside, Stati Uniti
Dopo la messa, come da tradizione, nella casa dei Missionari della Consolata di Juanacaxtle c'è stato un momento di festa che ha riunito il vescovo, i sacerdoti, i laici, gli amici e i benefattori, riflettendo lo spirito di famiglia che il santo fondatore dei Missionari e delle Missionarie della Consolata ha sempre promosso.
* Padre Patrick Irungu Mungai, IMC, missionario in Messico.











