Il 16 febbraio 2026 abbiamo celebrato il Centenario del nostro Santo Fondatore, Giuseppe Allamano. I suoi figli, le sue figlie e i suoi amici si sono riuniti nelle varie missioni in tutto il mondo per festeggiare con gioia i 100 anni dalla sua nascita al cielo.
In Mongolia, padri, suore e amici si sono radunati fin dalle prime ore del mattino per ringraziare Dio del dono del nostro Fondatore e per le numerose benedizioni e grazie che Egli continua a riversare nelle diverse missioni attraverso l’annuncio del Vangelo.

Nella “ger” (tenda tradizionale) della missione di Arvaikheer abbiamo vissuto un momento di adorazione seguito dal rosario. La Santa Messa che è seguita è stata celebrata dal Cardinale Giorgio Marengo, IMC, Prefetto Apostolico di Ulaanbaatar. Il vescovo ha ripercorso la storia del nostro Santo Fondatore, la sua vocazione sacerdotale, il suo impegno pastorale e la sua visione missionaria. Il suo ardente zelo nel far conoscere Cristo anche nei luoghi più remoti continua a ispirare i missionari a dedicare la propria vita al servizio della missione di Dio.
Siamo qui, in questa terra del cielo blu, perché questo Santo carismatico ha saputo leggere le necessità della missione e concretizzarle fondando la nostra famiglia missionaria di consacrati. Possa continuare a intercedere per noi e noi, con l’aiuto della Vergine Maria Consolata, possiamo impegnarci a essere testimoni di Gesù nostro Salvatore in tutto il mondo.

Dopo la Messa, ci siamo riuniti nella sala parrocchiale con i fedeli, condividendo il tradizionale tè mongolo e conversando insieme. Nella stessa mattinata siamo andati a fare visita ai monaci buddisti. Infatti, per una felice coincidenza, il Capodanno Lunare mongolo 2026 si celebra proprio in questa settimana, dal 18 al 20 febbraio.
Per rafforzare il nostro legame di amicizia e in solidarietà con la cultura locale, noi Missionari della Consolata ci siamo recati al monastero buddista, dove siamo stati accolti dal vescovo buddista Ganzaya e dal suo team. Abbiamo avuto un dialogo molto cordiale durante il quale i monaci ci hanno posto domande sulle differenze esistenti tra le Chiese cristiane. Hanno espresso un apprezzamento positivo per la Chiesa cattolica nel mondo, ricordando ancora la vita del nostro Papa Papa Francesco.
Attraverso una fotografia scattata durante una sua recente visita in Polonia lo scorso dicembre, il vescovo buddista Ganzaya ha condiviso la sua straordinaria esperienza in una chiesa cattolica con un altare decorato con luminose luci viola che richiamavano il tempo di Avvento. “Era un luogo di preghiera”, ha aggiunto.

Durante l’incontro ci hanno offerto cibo bianco mongolo, tè con latte e sale, riso bianco e zuppa di carne. Il Cardinale Giorgio ha offerto loro un dono simbolico: una candela e del cibo bianco tradizionale mongolo confezionato su un khadag (in Mongolia, quando si offre un dono, specialmente durante il Capodanno lunare – Tsagaan Sar – o agli anziani, è consuetudine presentarlo su un khadag, una sciarpa cerimoniale di seta blu, bianca o gialla, in segno di rispetto. Il dono viene posto sul khadag e offerto con entrambe le mani, con i palmi rivolti verso l’alto). Essi hanno fatto lo stesso, offrendoci dell’incenso buddista su un khadag.
I nostri amici buddisti ci hanno poi accompagnati all’interno del monastero, spiegandoci i vari riti e gli oggetti presenti. Dopo aver scattato alcune fotografie davanti al monastero, ci siamo salutati e siamo ripartiti.
* Padre Dido Mukadi, IMC, missionario in Mongolia.











