«Non servono eroi per cambiare il mondo»
La mattina del 16 febbraio c'è fermento nella Casa Madre dei Missionari della Consolata. Un andirivieni di gente. Ci sono sacerdoti, fratelli, suore, di tanti colori e nazionalità. Ma anche tantissime persone comuni.
Le porte del Santuario di san Giuseppe Allamano, in corso Ferrucci, sono aperte, mentre un flusso continuo di gente sta entrando. Intanto, il cortile rigurgita di auto e minibus, da non esserci più posto per uno spillo.

Il Santuario di San Giuseppe Allamano, in corso Ferrucci, Torino. Foto: Marco Bello
All'interno, si fanno le prove del coro e della regia per la diretta streaming. Oggi si festeggiano i cento anni dalla morte di Giuseppe Allamano, o della sua «nascita al cielo», come sentiamo dire. Il padre dei Missionari e delle Missionarie della Consolata affrontava serenamente il passaggio, proprio il 16 febbraio 1926, nella sua camera al Santuario della Consolata.
Finalmente arrivano le 11. La chiesa è gremita, non rimane un posto. Dal fondo entra il corteo dei sacerdoti, tutti vestiti di bianco, che trovano posto a destra e a sinistra dell'altare. Infine, entrano le direzioni generali dei missionari e delle missionarie della Consolata e le direzioni della regione Europa.

È padre James Lengarin, primo Superiore Generale di origine africana (kenyana per l'esattezza), che presiede la messa di commemorazione. Lui stesso è un frutto vivente dell'Istituto, fondato nel 1901 dal sacerdote Giuseppe Allamano.
Continua a parlarci
Padre Lengarin regala ai presenti una bella riflessione: «Sono trascorsi cento anni da quando San Giuseppe Allamano ha concluso il suo pellegrinaggio terreno per entrare nella pienezza della vita eterna. E tuttavia, il suo spirito, la sua visione e il suo cuore continuano a guidare i nostri passi. Oggi non celebriamo soltanto un anniversario. Celebriamo un’eredità luminosa, una missione feconda, una presenza paterna che continua a generare vita in ogni parte del mondo. A cento anni dalla sua morte, Allamano continua a parlarci. Ci ricorda che la missione non è un’idea astratta, ma un incontro. Non è un progetto, ma una relazione. Non è un dovere, ma un atto d’amore».

Leggi qui il testo integrale dell’omelia pronunciata da padre James Lengarin
Padre Lengarin continua: «La sua vita ci insegna che non servono eroi per cambiare il mondo. Servono persone fedeli. Persone vere. Persone disponibili».
Uno sguardo al futuro
Il missionario prosegue: «In questo centenario non volgiamo lo sguardo soltanto al passato. Lo rivolgiamo al futuro, al mondo che ci attende, alle missioni che chiedono coraggio, creatività, compassione.

Allamano non partì mai per le missioni, ma fece partire il mondo. Accese un fuoco che arde ancora oggi in Africa, nelle Americhe, in Asia ed Europa. Ci insegnò che la missione non è solo un viaggio geografico, ma un movimento del cuore: uscire da sé per incontrare l’altro».
Santa Messa nel centenario della nascita al Cielo di San Giuseppe Allamano
L'amore vince
Il coro intona canti, l'organo e le chitarre suonano. Nella chiesa, africani, latino americani, asiatici ed europei partecipano alla festa. C'è «quasi» tutto il mondo.
Suor Lucia Bartolomasi, madre superiora delle Missionarie della Consolata, prende la parola e ricorda che Giuseppe Allamano diceva: «Gli anniversari vengono a ravvivare la nostra fede e la nostra carità».

Poi condivide un'affermazione del santo «che riecheggia nel mio cuore: l'amore vince tutto, l'amore supera tutto. Ripetiamole spesso durante quest'anno di celebrazione del centenario. Il mio augurio è che questo avvenga nelle nostre vite, nelle nostre comunità, nelle nostre famiglie».

Alla fine della messa, vengono benedette quattro torce, che viaggeranno insieme a quattro reliquie del santo, durante tutto quest'anno nei quattro continenti dove si trovano missionari e missionarie della Consolata. Per tornare, infine, a Torino nel febbraio 2027.
* Marco Bello è giornalista rivista Missioni Consolata.

Le due direzioni generali presso la tomba di San Giuseppe Allamano. Foto: Gigi Anataloni


Suor Lucia Bartolomasi,MC, Superiora General rivolge parole di ringraziamento


Accedi qui all'album fotografico della celebrazione - Foto: Marco Bello - Missioni Consolata
Messa del Centenario di San Giuseppe Allamano, presieduta da Mons. Alessandro Giraudo, vescovo ausiliare di Torino, il 16 febbraio 2026. Immagini prese dal canale streaming Youtube del Santuario della Consolata










