Corea del Sud festeggia il centenario della morte dell'Allamano

Celebrazione eucaristica nella chiesa di Chon Min dong a Tejon Celebrazione eucaristica nella chiesa di Chon Min dong a Tejon Foto: Lourenço Tala
Pubblicato in Allamano Santo

Noi, i Missionari della Consolata in Corea, ci siamo riuniti a Tejon il 7 febbraio scorso per ricordare il centenario della morte di San Giuseppe Allamano. L’abbiamo fatto con un certo anticipo è vero, ma il motivo è semplice: proprio il 16 febbraio di quest’anno coincide con il Capodanno lunare che qui è una grande festa.

Abbiamo voluto fare una celebrazione unica per tutte e tre le nostre comunità e i nostri amici coreani. La comunità di Yokkok ha organizzato un autobus per portare qui i nostri collaboratori. Due ore e mezza di viaggio con partenza al mattino prestissimo.

20260215Corea3

L’evento l’abbiamo celebrato nella chiesa di Chon Min dong il cui parroco, don Byeon Damiano, è un nostro caro amico, che ha vissuto alcuni anni come Fidei Donum in Mongolia e conosce i nostri missionari. È già la seconda volta che ci lascia usare la parrocchia per le nostre ricorrenze.

È stata una bella e semplice cerimonia con la partecipazione di un 170 persone tra amici e fedeli. Tutti i padri del gruppo hanno concelebrato, tranne padre Clement Gachoca, Superiore della Regione Asia, e padre Han Pedro che attualmente stanno visitando due parrocchie in Indonesia, parte del discernimento per una prossima nuova apertura in Asia.

Dopo il pranzo nei locali della parrocchia, abbiamo riunito i nostri amici nella casa della comunità di Tejon dove avevamo preparato un leggero rinfresco, per creare comunione tra i vari gruppi di benefattori.

La messa è stata presieduta da padre Gian Paolo Lamberto che nell’omelia si è così rivolto ai fedeli:

Siamo qui per celebrare il centenario della morte di San Giuseppe Allamano. Voi potreste pensare quindi che ci siamo riuniti per ricordare un morto.

20260215Corea

Niente di più sbagliato! Moltissimi grandi uomini del passato ci hanno lasciato costruzioni e ricordi di grandi imprese. Ma a parte pochissimi, le loro costruzioni sono sparite e la loro memoria si è persa. La stessa sorte toccherà a tanti altri.

I santi invece sono diversi. Nel loro cammino verso il cielo hanno lasciato una scia di luce, un cammino glorioso che continua a dare vita e a testimoniare che loro sono ancora vivi.

Oggi noi stiamo ricordando un vivo che continua a dare vita e, per potervelo spiegare meglio vorrei parlare non tanto di lui ma di quelli che l’hanno seguito hanno trovato e dato vita mettendosi in quella scia di luce.

Il vescovo Carlo Cavallera che dopo 17 anni nella diocesi di Meru in Kenya, lascia la guida della diocesi al suo coadiutore mons. Gatimu, e comincia la nuova diocesi di Maralal. La sua sede vescovile per molto tempo sarà una semplice tenda.

Padre Prandelli diceva che era meglio vivere un anno come missionario che 40 come prete in diocesi. In Mozambico, durante la guerra, saltò in aria su una mina anticarro: aveva 29 anni.

20260215Corea7

La beata Irene Stefani, MC, convertì più gente con il suo amore e il suo sorriso che con le parole. Non contenta di spendersi completamente per la conversione dei non cristiani, volle prendersi cura di un maestro che la odiava e faceva di tutto per renderle la vita difficile. Compiendo questo ultimo atto eroico di amore contrasse il morbo che 11 giorni dopo l’avrebbe portata via da questo mondo.

Fratel Giuseppe Barattero parlò al prete del suo paese dicendogli di voler diventare religioso. Il sacerdote gli consigliò di andare dai Gesuiti, ma lui rispose che voleva diventare missionario per poter essere mangiato dai leoni. Allora lo inviò dai missionari della Consolata.

Questi sono solo alcuni esempi per capire quanto zelo ha prodotto questa via che il Signore ci ha donato attraverso l’Allamano.

Una cosa però, mi ha colpito in modo speciale. Mentre leggevo le vite di vari missionari per preparare questa omelia, ho trovato che tutti, fossero vescovi, suore, padri o fratelli, hanno vissuto una vita ordinaria in modo straordinario. 120 anni fa per un europeo, l’Africa era una sfida enorme dal punto di vista materiale, culturale e spirituale. Di ben pochi dei nostri missionari si può dire che abbiano fatto cose fuori dal comune. Ma tutti consideravano le difficoltà come niente, come il giusto prezzo da pagare per l’evangelizzazione. Tutti cercavano la santità, l’unione con Dio. Tutti desideravano dare la vita per la missione. Quante lettere al superiore generale che più o meno dicono questo: “Ma quando sarà che anch’io posso andare in missione? Ho forse fatto qualcosa di male per non essere mandato in missione?”

20260215Corea2

Vedete che non stiamo parlando di un morto, ma di un santo ben vivo che continua a illuminare la vita di tanti missionari/e. Uno che con la sua fede e le sue virtù eroiche ha potuto aprire uno squarcio nei cieli da cui grazia e vita continuano a scendere in abbondanza.

Se avete capito cosa vi ho detto, non importa se appena usciti dimenticherete il nome Allamano e Missionari della Consolata. Ma se andrete a casa col fermo proposito di farvi santi, di dare la vita perché Dio e il suo amore siano conosciuti da tutte le genti, se ogni piccola azione la farete per Dio e non per essere visti o applauditi, allora vuol dire che anche voi siete entrati nella scia di luce di San Giuseppe Allamano!

* Padre Gian Paolo Lamberto, IMC, missionario in Corea del Sud.

20260215Corea6

Ultima modifica il Lunedì, 02 Marzo 2026 22:55

Gli ultimi articoli

III Domenica di Quaresma / A – “Signore, dammi di quest'acqua”

07-03-2026 I missionari dicono

III Domenica di Quaresma / A – “Signore, dammi di quest'acqua”

Es 17,3- 7; Sal 94 ; Rm 5,1-2.5-8; Gv 4,5-42 La liturgia ci invita a riflettere sul mistero della nostra salvezza...

Il 13 marzo una giornata di preghiera e digiuno per la Pace

06-03-2026 Notizie

Il 13 marzo una giornata di preghiera e digiuno per la Pace

Aderendo all'invito di papa Leone XIV a pregare perché le nazioni abbandonino le armi e coltivino il dialogo, i vescovi...

Padre José Brás: la missione in Mozambico tra gioie e drammi sociali

05-03-2026 Missione Oggi

Padre José Brás: la missione in Mozambico tra gioie e drammi sociali

Un Missionario della Consolata, laureato in fisica ed ex tecnico informatico, è vicario in una parrocchia dove la celebrazione della...

Kenya: Come cinque scellini hanno plasmato l'eredità del dottor Peter Munga

05-03-2026 Missione Oggi

Kenya: Come cinque scellini hanno plasmato l'eredità del dottor Peter Munga

Molti lo conoscono come un magnate, un imprenditore acuto e, nei sussurri, un miliardario. Pochi conoscono la storia che precede...

Alberto Chiara: Il libro “Oltre” rivela l'attualità del pensiero dell'Allamano

05-03-2026 Missione Oggi

Alberto Chiara: Il libro “Oltre” rivela l'attualità del pensiero dell'Allamano

Il giornalista Alberto Chiara ha rilasciato questa intervista sul suo nuovo libro “Oltre. Vita e missione di San Giuseppe Allamano”...

Un’unica famiglia per la stessa missione

04-03-2026 I missionari dicono

Un’unica famiglia per la stessa missione

Accogliendo la richiesta del XIV Capitolo Generale, che ha invitato tutto l’Istituto a dedicare «un biennio alla vita comunitaria per...

Vita comunitaria: una chiamata all'unità, alla fraternità e alla missione

04-03-2026 I missionari dicono

Vita comunitaria: una chiamata all'unità, alla fraternità e alla missione

In occasione dell'apertura dell'Anno della Vita comunitaria da parte dei Missionari della Consolata, l'intero Istituto entra in un tempo speciale...

San Giuseppe Allamano. Un secolo di luce

04-03-2026 Notizie

San Giuseppe Allamano. Un secolo di luce

Il 28 febbraio 2026, il Santuario della Consolata a Westlands, Nairobi, si è trasformato in uno spazio sacro e in...

Venezuela: Condividere la gioia del centenario

02-03-2026 I missionari dicono

Venezuela: Condividere la gioia del centenario

A Barquisimeto, la famiglia Consolata si è riunita per condividere nella gioia il dono della vita di colui che, ancora...

onlus

onlus