Guadalajara: Giornata diocesana per catechisti

I catechisti appendono su un pannello l'impronta del proprio piede I catechisti appendono su un pannello l'impronta del proprio piede Foto: Patrick Mungai
Published in Missione Oggi

“Essere catechista significa camminare con Dio incontro ai nostri fratelli”. Questo è stato il tema della 46ª Giornata Diocesana per Catechisti dell'arcidiocesi di Guadalajara, in Messico, che ha riunito più di 3.000 evangelizzatori il 24 gennaio 2026 nel Santuario dei Martiri.

Le parole “non abbiate paura, uscite, andate, camminate con Dio... giocate, create, innovate, ma soprattutto amate i vostri interlocutori”, sono diventate un messaggio di motivazione per i catechisti e gli evangelizzatori in questo tempo di molti cambiamenti nella vita sociale.

Il tema centrale, “Una catechesi con tutti e per tutti”, è stato presentato da padre Miguel Ángel Silvestre Valdez, che ha incentrato la riflessione sull'inclusione e l'universalità dell'evangelizzazione attraverso due punti chiave:

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- La necessità di una catechesi che non escluda per età, condizione sociale o disabilità.

- Il ruolo del catechista come facilitatore che innova e crea nuovi linguaggi per raggiungere tutti gli interlocutori.

Momento significativo è stato lo spazio di riflessione chiamato “Cammini di fede, speranza e amore”, pensato per aiutare i partecipanti a elaborare la propria vocazione.

L'attività si è concentrata sul rafforzamento dell'“essere” del catechista che, prima di insegnare, deve riconoscere il proprio cammino e incontro personale con Cristo.

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Durante la giornata si sono anche organizzate attività pratiche che miravano a rinnovare l'impegno missionario sotto il concetto di “lasciare un'impronta” nella comunità. Ogni catechista doveva disegnare l'impronta del proprio piede su un foglio e ritagliarla lungo i bordi. Prima dell'inizio della Santa Messa i catechisti hanno appeso sui teloni del SEDEC Guadalajara, e in diversi luoghi del Santuario, le loro impronte.

Al fine di dare seguito e senso a questa giornata, Monsignor Manuel González Villaseñor, vescovo ausiliare e coordinatore del SEDEC, responsabile della dimensione catechetica nell'arcidiocesi di Guadalajara, ha invitato a sintonizzarsi con tre elementi spirituali e formativi:

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La Vergine di Zapopan: la Patrona dell'arcidiocesi, presentata come la “Compagna di viaggio”, sottolineando una spiritualità mariana che va incontro agli altri.

Alzati e cammina”: un invito all'azione per superare la paura e la paralisi pastorale. Si tratta di un programma radiofonico ufficiale del SEDEC Guadalajara, progettato specificamente per la formazione e l'accompagnamento dei catechisti, trasmesso il lunedì alle 15:15 su Radio María México (920 AM) e sui social network. Il programma cerca di motivare gli agenti pastorali a “camminare con Dio incontro ai fratelli”, integrando la fede con le sfide attuali, come l'inclusione e la catechesi familiare.

Il Giubileo della Speranza: il lavoro del catechista è stato contestualizzato nell'ambito del Giubileo, invitandoli a essere portatori di conforto e pace in contesti sociali difficili.

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La celebrazione eucaristica è stata presieduta da Monsignor Manuel González Villaseñor, che ha ringraziato i catechisti e gli evangelizzatori per aver «speso e consumato la loro vita per Gesù».

È stato sottolineato il lavoro dei catechisti nella costruzione della pace e nell'accompagnamento delle realtà sociali dell'arcidiocesi, basandosi sulla gratitudine e sull'impegno missionario nel contesto della festa della Conversione di San Paolo (25 gennaio).

Nella sua omelia e nel suo messaggio finale, il vescovo ha utilizzato alcune parole chiave.

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Conversione: prendendo come esempio San Paolo, ha sottolineato che Dio sceglie il momento opportuno per intervenire nella vita e chiamare al servizio.

Identità: ha ricordato che il catechista non solo insegna, ma “è” un testimone che cammina con Dio.

Spendere la vita: ha espresso profonda gratitudine ai presenti per “spendere e consumare la propria vita per Gesù” nelle loro comunità.

Camminare insieme: ha sottolineato che l'opera di evangelizzazione è un incontro fraterno, non un compito solitario.

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Patrick Irungu Mungai con un gruppo di catechisti

Impronte: basandosi sull'esperienza “Impronte di fede, speranza e amore”, ha esortato i catechisti a lasciare un segno positivo nei loro interlocutori attraverso la testimonianza personale.

Non avere paura: un costante invito a uscire dalle strutture convenzionali per “innovare, creare e amare” nella catechesi attuale.

Compagnia mariana: è stata sottolineata la figura della Vergine di Zapopan come “compagna di viaggio” che guida il servizio degli evangelizzatori nell'arcidiocesi di Guadalajara.

La Giornata diocesana per i catechisti ha suscitato entusiasmo e speranza all'inizio di un nuovo anno di intenso lavoro.

* Padre Irungu Mungai Patrick, IMC, missionario in Messico.

Last modified on Thursday, 05 February 2026 12:27

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