I superiori delle comunità dei missionari della Consolata (IMC) Regione Europea si sono radunati a Fatima (Portogallo) dal 24 al 28 novembre per riflettere sul tema “Rifondare: leadership, fraternità e servizio alla missione, oggi”. L’iniziativa mirava ad essere un percorso di ascolto, discernimento e rinnovamento comunitario.
L'evento è stato organizzato della Direzione Regionale, anche essa presente, che ha delineato la metodologia dell’'incontro come: “Lungi dall'essere un'assemblea burocratica, l'incontro vuole assumere la forma di un seminario fraterno e missionario, per rileggere il presente, condividere la vita delle comunità e rafforzare il servizio dell'autorità come spazio di consolazione, corresponsabilità e cura reciproca”. Animato dallo spirito di famiglia Consolata, l'incontro si proponeva di essere un momento di verità, ascolto e visione condivisa.

I partecipanti al corso sono arrivati a Fatima nella giornata del 24 novembre, accolti in un clima di fraternità. I lavori sono iniziati con una breve introduzione, la presentazione dei 28 partecipanti e, successivamente, la Santa Messa presieduta dal Superiore Regionale, padre George Kibeu. La giornata si è conclusa con un momento di fraternità.
Leadership generativa
La giornata del 25 novembre è stata dedicata al servizio dell'autorità, inteso come arte del “rifondare”. Le riflessioni sono state guidate da Miguel Ángel Millán Asín, spagnolo laureato in Scienze Politiche e Sociologia, specializzato in Psicologia Sociale, con un diploma in Servizio Sociale e una vasta esperienza nei settori dell'educazione, dell'azione sociale e della cooperazione allo sviluppo. I partecipanti hanno affrontato il tema del carisma come forza generativa, con momenti di silenzio personale, condivisione di gruppo e dialogo con il relatore della giornata.
Facendo una distinzione tra manager e leader, Miguel Ángel ha sottolineato che “ci sono superiori che sono buoni manager, ma non buoni leader. Alcuni hanno più capacità di gestione (di gestire il quotidiano, la routine quotidiana), ma non hanno la capacità di far sognare gli altri” - ha spiegato - ci vuole un poeta che faccia sognare”. L’Eucaristia, animata dal gruppo IMC Portogallo, ha concluso la giornata.
Vita comunitaria e programmazione
Con il motto "Comunità che camminano insieme", la giornata del 26 novembre si è svolta come un seminario partecipativo. I missionari hanno condiviso gioie, sfide, esperienze di sinodalità e aspetti da migliorare nelle rispettive comunità. È stata un'occasione per ascoltare testimonianze concrete dalle diverse comunità della Regione Europa (Italia, Portogallo, Polonia, Spagna e Marocco), arricchendo la riflessione sugli stili di presenza e di servizio.

Nel pomeriggio, i partecipanti hanno lavorato insieme per sintetizzare i risultati ottenuti, cercando di individuare criteri comuni per promuovere la responsabilità condivisa e la collaborazione a livello regionale. L'Eucaristia del giorno è stata animata dal gruppo della Spagna - Marocco.
Autorità, Servizio e Norme
Questo tema, presentato il 27 novembre, è stato guidato da padre Pedro Louro, IMC, missionario portoghese fino a poco tempo fa, Segretario Generale dei Missionari della Consolata.
Il suo intervento mirava ad aiutare i superiori ad approfondire la dimensione evangelica dell'autorità all'interno delle rispettive comunità. Ha iniziato guidando i partecipanti attraverso lo studio di alcuni importanti documenti dell'Istituto, il Codice Deontologico e la disciplina comunitaria, con particolare attenzione alle Costituzioni dell'Istituto.
Un approfondimento teologico-pratico del tema “Autorità e Libertà nello Spirito della Consolata” ha condotto al dialogo pomeridiano, in una tavola rotonda tra la Direzione Regionale e i superiori delle comunità. La giornata si è conclusa con la Messa animata dal Gruppo IMC Italia - Polonia.
Messaggio finale e dispersione
L’Eucaristia celebrata all'alba del 28 novembre, nella cappella dell'Hotel Consolata, ha concluso i lavori di questo incontro europeo. Il Vice Superiore Regionale, padre Fabio Malesa, ha presieduto la celebrazione, invitando i partecipanti – alla luce della Parola di Dio della liturgia del giorno – a leggere i “segni del Regno” nel tempo presente, nel Continente europeo dove ci è data l’opportunità di vivere la nostra missione.

“È necessario saper leggere ciò che il contesto attuale in Europa e nel mondo ci sta dicendo”, ha ammonito padre Fabio, citando come esempi la “forte secolarizzazione in Europa”, che lascia le “chiese semivuote”, così come le nuove e pericolose “tendenze politiche”, o persino i segni visibili dei “cambiamenti climatici”. “Come dovremmo interpretare tutti questi segni?”, ha chiesto e proseguendo la sua omelia ha osservato che “la nostra tentazione è quella di scoraggiarci”. Padre Malesia ha incoraggiato i missionari che lavorano in Europa a ritornare alle fonti originarie dell'Istituto.
“Dobbiamo guardare al Fondatore e tornare alle nostre origini. Tornare alla fonte primaria della nostra vocazione e riflettere sul perché siamo qui oggi. Cosa ci muove? Cosa ci anima e ci ispira? Riflettere sullo spirito che agisce in noi, attraverso di noi e intorno a noi. Dobbiamo lasciarci interrogare, ma allo stesso tempo riflettere anche su quanto è stato fatto nelle comunità, anche attraverso di noi. La sfida è continuare a rinnovarci personalmente, come comunità e anche come Regione Europa”, ha concluso padre Fabio.

Padre Fabio Malesa e padre George Kibeu
“Una speranza che non muore mai”
In un videomessaggio lasciato al termine dell’incontro a tutta la Regione Europa, il Superiore Regionale, padre George Kibeu, ha ringraziato per l’esperienza vissuta assieme “in vera sinodalità”. Ha sottolineato l'importanza di portare lo spirito di questo incontro a tutte le comunità, alimentando una “speranza che non muore mai”, e invitando tutti a vivere lo spirito di San Giuseppe Allamano, e affidando l'intera Regione Europa allo sguardo della Madonna di Fatima.
A Fatima, dove i missionari della Consolata sono arrivati nel 1943, i superiori delle comunità della Regione Europea hanno rinnovato il loro desiderio di rafforzare la fraternità e consolidare insieme la missione a loro affidata.
La Regione Europea è stata costituita nel 2019 ed è composta da 205 missionari (sacerdoti e fratelli) distribuiti in 35 comunità, presenti in 4 gruppi di paesi: Portogallo, Spagna-Marocco, Italia e Polonia.
* Padre Albino Brás, IMC, missionario a Lisbona, Portogallo.










