“Sono nato nel 1974 a Thika in Kenya nella parrocchia di Mugoiri (Murang'a) una delle prime parrocchie dei missionari della Consolata fondata da padre Tommaso Gays nel 1904”, racconta padre Elias Mugo Ngaruro, IMC, in questo video registrato a Roma nel Maggio 2025, durante il corso di formazione continua, occasione in cui ha condiviso la sua storia di vita.
Figlio di Joseph Ngaruro e Veronica Nyokabi, il missionario della Consolata ha due fratelli e una sorella. Nel suo percorso formativo, Elias Mugo completò i suoi studi in vari luoghi, partendo dal seminario minore diocesano "Saint Paul" a Mathari, e poi la filosofia a Nairobi, il Noviziato a Sagana dove ha emesso la sua prima professione religiosa nel 1996. Il suo maestro è stato mons. Peter Kihara, attuale vescovo di Marsabit.
“Nel Noviziato ho approfondito la conoscenza dell’Istituto, della vita consacrata e le Costituzioni dei missionari della Consolata”, ricorda.
Padre Elias proseguì gli studi di teologia nel seminario di Bravetta a Roma dove emise la professione perpetua nel 2000, e dove fu ordinato diacono il 23 marzo 2002. Ritornò in patria per la sua ordinazione sacerdotale avvenuta il 19 luglio 2003 nella parrocchia di Mugoiri celebrato da mons. Peter Kihara.
Nel seminario di Bravetta a Roma “ho fatto una bella esperienza di internazionalità. Eravamo studenti di varie continenti, America Latina, Africa ed Europa e questo è stato fondamentale per la mia formazione sacerdotale e missionaria. Dopo la teologia di base, mi sono specializzato in teologia biblica, lo studio della Sacra Scrittura, studi preziosi che mi hanno fatto amare la Parola di Dio”, dice.
La sua prima missione è stata nella parrocchia di Kipengere, Tanzania, dove ha lavorato con Baba Camillo (padre Camillo Calliari) e poi qualche mese nella parrocchia di Nyagora. In seguito ha lavorato per circa dieci anni nei seminari di Mafinga e Morogoro (Tanzania) come formatore e animatore vocazionale. In Tanzania ha anche lavorato nella Procura a Dar Es Salaam offrendo diversi servizi per le missioni.

I partecipanti al corso G25 tra cui padre Elias Mugo nella Casa Generalizia a Roma, maggio 2025.
La sua missione continuò poi in Italia dove aveva studiato. Oggi, padre Elias Mugo si trova nella parrocchia e Centro Missionario di Santa Maria a Mare. “Sono contento perché adesso posso incontrarmi con vari missionari che ho conosciuto da studenti a Mafinga, Morogoro e Roma, e adesso sono missionari in tutto il mondo. Bravi missionari che mettono in pratica quello che hanno imparato in seminario”, sottolinea.
“La parrocchia di Santa Maria a Mare è anche Santuario, luogo di molta spiritualità, molte confessioni e varie messe al giorno. Lì si respira la spiritualità profonda della gente che proviene da vari luoghi sapendo che c’è sempre la possibilità di confessarsi. Quindi, ringrazio il Signore per essere in questo bel posto e spero di andare avanti ancora con coraggio”, aggiunge, e lascia anche un messaggio in occasione del Giubileo della speranza.
“Nella Chiesa celebriamo quest’Anno Santo e siamo a Roma con il gruppo che celebra il Giubileo sacerdotale o di vita consacrata (25 anni). Mi viene in mente la grazia dell’Anno della Grazia, la misericordia, e celebro questo Giubileo guardando alla mia vita, vedo tanta grazia rievuta, vedo il Signore che è misericordioso con me. E guardando poi alla mia storia mi rendo conto dell’aiuto dato e ricevuto dalla gente nelle missioni dove ho lavorato. Dove sono adesso la gente arriva per ricevere l’indulgenza nel Giubileo della speranza, come dice il motto, noi siamo ‘pellegrini della speranza’. Come sacerdote ho ricevuto tanta grazia di Dio. Guardo al futuro con molta speranza. Il messaggio che vorrei lasciare a tutti è di andare avanti con speranza. Ogni volta che ci sentiamo deboli, possiamo dire come San Paolo: ‘tutto posso in colui che mi dà forza’ (Fil 4,13). E come dice poi il Santo Fondatore: ‘avanti in Domino’”, conclude padre Elias Mugo.
* Padre Jaime C. Patias, IMC, Ufficio per la comunicazione.











