Leggere i segni del tempo

“Sapete dunque interpretare l'aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?” (Mt 16,1-3). “Sapete dunque interpretare l'aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?” (Mt 16,1-3). Foto: Jaime C. Patias

È appena passato un anno dalla canonizzazione del nostro Fondatore, San Giuseppe Allamano e si sentono voce, anche tra i missionari, che con una certa insistenza, lamentano la diminuzione di interesse, di passione e di entusiasmo attorno alla figura del Santo Fondatore.

Anche se ci sono opinioni discordanti su questo, si è comunque d’accordo nell’ammettere che durante la preparazione di un evento o di una celebrazione la passione è sempre molto alta e che quanto tutto è finito e si è raggiunto lo scopo dell’iniziativa, l’entusiasmo e lo zelo gradualmente diminuiscono.

In altre parole, quando abbiamo una visione e degli obiettivi chiari da raggiungere, il desiderio e le aspettative ci spronano e riscaldano le emozioni, ma non appena “il sipario si chiude” sull’evento, tutto si raffredda e si torna a casa affranti. C’è il rischio che, come reazione al vuoto lasciato dall’inattività, pur di mantenere sempre vivo l’entusiasmo, si cerca altra occasione oppure evento che ci tenga occuparti con ulteriori obiettivi e aspettative per mantenere il fuoco acceso.

Allamano e la ConsolataSpesso però questi “obiettivi e ulteriori aspettative” sono dettati da motivazioni umane di semplice attivismo al punto che è meglio fermarsi per leggere in profondità la realtà e discernere i segni dei tempi. In generale, quando parliamo di segni dei tempi, ci riferiamo a un'ampia gamma di eventi e avvenimenti significativi che rivelano delle tendenze importanti presenti in determinate culture, società e anche nelle religioni.

In un contesto specificatamente religioso, i segni del tempo si riferiscono a eventi profetici che predicono eventi futuri oppure, in alcuni casi, la seconda venuta di Cristo. È una credenza che affonda le sue origini nel rimprovero di Gesù ai Farisei e ai Sadducei quando critica la loro incapacità di discernere il significato della Sua venuta sulla terra: “Sapete dunque interpretare l'aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?” (Mt 16,1-3).

Come missionari, in comunione con tutta la Chiesa, siamo chiamati ad interpretare gli eventi contemporanei alla luce del Vangelo, gli sviluppi positivi verso il bene comune e il rispetto della dignità delle persone da promuovere e lottare contro le ingiustizie e i soprusi per favorire l’avvento del disegno provvidenziale di Dio per l’umanità.

La canonizzazione ha proposto alla Chiesa Universale la santità di Giuseppe Allamano come un esempio da imitare nella sequela del Signore, soprattutto nei tratti della sua personalità, profondità spirituale, lo stile di pastorale e il coraggio evangelico di aprire la Chiesa Locale agli orizzonti del mondo. La sua testimonianza offre degli strumenti per comprendere come Dio ci sta parlando nella quotidianità e come sta guidando la storia dell’umanità.

In questo senso, la diminuzione della “passione” per il nostro Fondatore viene riscattata dalla volontà di rispondere al suo invito di avere un’attenzione particolare al nostro carisma per ricercarne insieme la rilevanza per la Chiesa e l’odierna società. La ricerca della novità dovrebbe essere sempre preceduta da un rapporto personale e più profondo con Dio, solo così essa non finirà per essere un tentativo di assecondare il gusto del tempo, le mode passeggere più che la ricerca autentica dei segni del tempo.

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Il Papa Francesco presiede la messa con il rito della canonizzazione il 20 ottobre 2024. Foto: Jaime C. Patias

Altrimenti si rimane intrappolati in un circolo vizioso che ricerca la novità fine a sé stessa nella vita e nelle strutture, fino a creare una sensazione di noia e di vuoto che si tende a colmare creando altre nuove aspettative illudendoci di cambiare le cose e di promuovere così il Regno di Dio. Come Mosè che, solo dopo l'incontro con Dio nel roveto ardente (Esodo 3,1-8.13-15), è stato in grado di aiutare il popolo di Israele a cogliere il significato provvidenziale degli eventi dell'Esodo nel deserto, facendo egli stesso dei segni con la potenza del Signore. Nello stesso modo il nostro Fondatore dal cielo continua a ispirarci e ad accompagnarci per comprendere il significato profondo dei cambiamenti che hanno toccato l’Istituto, trasformandoli in segni dei tempi che orientano la nostra vita e il nostro lavoro missionario.

La canonizzazione del nostro Fondatore ci ricorda che i segni dei tempi aiutano ad aggiornare il nostro Istituto secondo l'insegnamento evangelico, come dei criteri e delle linee guida in base alle quali dobbiamo valutare il nostro lavoro missionario, i nostri successi e le decisioni che rimangono da realizzare per il nostro Istituto. È necessario un atteggiamento di apertura alla novità di Dio che indica per l’Istituto le nuove frontiere della missione. Questa disponibilità renderà più facile la comprensione della Santità del nostro Fondatore che dell’apertura alla novità di Dio ha fatto la ragione d’essere della sua vita e del suo ministro sia al Santuario della Consolata e che nelle varie stazioni di missione in giro per mondo intero.

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Un momento della celebrazione eucaristica nella Piazza San Pietro a Roma

Una cosa di cui siamo certi, ad esempio, è che a San Giuseppe Allamano non è mai piaciuto far rumore. L'atteggiamento trionfante e l'ostentazione del comportamento non hanno mai fatto parte del suo modo di fare. È doveroso chiederci se la manifestazione pubblica di eccitazione che abbiamo sperimentato poco prima della canonizzazione fosse stata da lui approvata dal cielo. Probabilmente il graduale affievolirsi della "temperatura emotiva" dopo la canonizzazione è un altro segno del tempo, che ci chiama a non "fare le cose come fanno gli altri". Anche se viviamo in un mondo incentrato sulla comunicazione e pubblicità, il nostro Fondatore oggi ci direbbe che tutto "quello non è il mio spirito". Perché per lui “il bene va fatto bene, e senza rumore”.

Al centenario della sua morte mancano pochi mesi e il Santo Fondatore ci affida alla Consolata, nostra Madre e ci esorta ad imparare da Lei a leggere i segni dei tempi intorno a noi, proprio come Maria fece alle nozze di Cana (Gv 2,1-12). Dio Onnipotente, per intercessione di san Giuseppe Allamano, ci aiuti a vedere e a comprendere i segni dei tempi nel mondo in cui viviamo e ad agire sulle indicazioni e insegnamenti che da essi provengono.

* Padre Jonah Makau, IMC, Direttore della Postulazione e Ufficio Storico.

Last modified on Thursday, 06 November 2025 16:24

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