Il Concilio Vaticano II, attraverso il documento sulla liturgia, afferma: «Nondimeno la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia. Il lavoro apostolico, infatti, è ordinato a che tutti, diventati figli di Dio mediante la fede e il battesimo, si riuniscano in assemblea, lodino Dio nella Chiesa, prendano parte al sacrificio e alla mensa del Signore» (Sacrosanctum Concilium, 10).
È con questo spirito che la diocesi di Kikwit, nella Repubblica Democratica del Congo, ha organizzato il primo Congresso della sua storia sul tema: “Celebrare degnamente l'Eucaristia”. La conferenza si è svolta dal 10 al 13 settembre 2025, a Kikwit.

Congresso della diocesi di Kikwit sul tema: “Celebrare degnamente l'Eucaristia”
La diocesi di Kikwit
Fondata nel 1912 da valorosi missionari gesuiti belgi arrivati sull'altopiano del Sacro Cuore nel 1833, la diocesi di Kikwit, la cui sede episcopale si trova nella città di Kikwit, a circa 525 km da Kinshasa, si trova a cavallo delle province di Kwilu e Kwango. Comprende quindi la città di Kikwit, i territori di Bulungu, Gungu, Masi-Manimba e parte di Bagata nella provincia di Kwilu; e i territori di Kahemba e Feshi nella provincia di Kwango. La diocesi, che si estende su un'area di circa 73.000 km², confina con la diocesi di Kenge a ovest, la diocesi di Popokabaka a sud-ovest, la diocesi di Inongo a nord, la diocesi di Idiofa a est, la diocesi di Lwebo a sud-est e l'arcidiocesi di Saurimo (in Angola) a sud e sud-est.
È opportuno notare che la popolazione attuale della diocesi è di circa 5.508.102 abitanti, il 60% dei quali è costituito da cattolici praticanti, stimati in 2.956.523. Come sottolinea opportunamente l’inno di questa diocesi (O o Mfumu na beto, sambula Diocese na beto… Che il Signore benedica la nostra diocesi). C’è un forte senso di unità e collaborazione nella missione attorno al Vescovo diocesano, e questo incoraggia non solo il mantenimento della speranza, ma anche l’attenzione per il rinnovamento e la creatività, grazie agli uomini e alle donne di talento della Diocesi che offrono la loro disponibilità e competenza.

Diversi relatori si sono alternati nel dimostrare l'importanza di celebrare degnamente il culto divino.
Dopo il saluto di benvenuto di Sua Eccellenza Timothé Bodika, l'intervento di Sua Eccellenza Jean-Pierre Kwambamba, Vescovo di Kenge, si è concentrato sul tema “Celebrare degnamente l’Eucaristia: il significato teologico e/o celebrare degnamente l’Eucaristia”.
Il prelato ha dimostrato che l'Eucaristia è la preghiera ufficiale e pubblica della Chiesa. Può essere celebrata degnamente solo rispettando le norme prescritte dal legislatore. Quest'ultimo richiede, tra l'altro, che nulla vi venga aggiunto o sottratto.
Il missionario della Consolata, padre Jacques Kuziala, nel suo intervento sul “Messale Romano per le diocesi dello Zaire”, ha messo in luce l'azione di Cristo nel contesto dell'inculturazione. Pertanto, il liturgista ha insistito sul fatto che il “rito” Zairese risponde alla preoccupazione di come rendere l’Opus Redemptionis accessibile e comprensibile non solo dal punto di vista celebrativo, ma anche con-celebrativo, cioè di come il popolo di Dio possa diventare celebrazione nella celebrazione.

Diversi altri relatori, come il vescovo José-Bernard Likolo di Lisala, padre Freddy Ngwashi, padre Cola Lubamba, ed altri, hanno chiaramente mostrato che «dobbiamo fare attenzione: perché l’antidoto della Liturgia sia efficace, ci viene chiesto di riscoprire ogni giorno la bellezza della verità della celebrazione cristiana» (Cf. Desiderio desideravi, 21).
È in questo spirito che percepiamo la liturgia della Chiesa, la quale implica inevitabilmente la consapevolezza della duplice dimensione locale e universale della liturgia. Essa è sempre celebrata in una comunità specifica, situata nel tempo e nello spazio di cui porta l'impronta. Ma allo stesso tempo trascende il tempo e lo spazio.
* Padre Jacques Kuziala, IMC, missionario nella diocesi di Kisantu, RD Congo.










