Le passioni di San Giuseppe Allamano

"Missionari e missionarie sì, ma santi" "Missionari e missionarie sì, ma santi"

La passione è un sentimento profondo di entusiasmo, desiderio o determinazione verso un'attività o una causa. Può anche essere intesa come un interesse veemente che può motivare una persona a dedicare tempo, energia e impegno a ciò che desidera realizzare.

Ogni persona è appassionata di qualcosa e questa passione è la spinta che le permette di ottenere ciò che desidera. Ma quali sono le passioni di San Giuseppe Allamano? Di seguito descrivo le passioni principali con cui il fondatore dei missionari della Consolata si è identificato nel corso della sua vita.

La passione per il Regno di Dio

La passione per il Regno di Dio fa sempre parte della vocazione di tutti i battezzati che sono seguaci di Gesù. La passione per il Regno ha portato gli apostoli a lasciare la loro terra per predicare Gesù in altre regioni. Per il Regno innumerevoli missionari sono partiti e hanno viaggiato da un continente all'altro per portare il regno salvifico di Gesù dove ancora non era conosciuto.

San Giuseppe Allamano, nel corso della sua vita sacerdotale, si appassionò a Gesù perché lo amava ed era anche consapevole che Lui lo aveva amato per primo (1 Gv 4,19). Per amore di Gesù e per la passione verso il suo progetto di salvezza, fondò due istituti missionari per annunciare il Vangelo in alcune regioni dell'Africa dove ancora non era conosciuto. La sua passione per il Regno di Dio è l'eredità che i Missionari della Consolata hanno ricevuto dal loro Fondatore e su questa passione per Gesù si fonda il carisma ad gentes che li caratterizza e li identifica nella Chiesa.

20250908Allamano

La passione per la missione ad gentes

La missione ad gentes ha le sue radici nel grande mandato di Gesù: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19). La passione missionaria di ogni evangelizzatore nasce da questo mandato missionario che Gesù ha affidato a tutti i battezzati. San Giuseppe Allamano, grande santo della missione ad gentes, si appassionò all'evangelizzazione dei popoli africani che allora non conoscevano ancora Gesù Cristo e il suo Vangelo. La passione di annunciare loro il Salvatore del mondo lo portò a fondare i Missionari della Consolata il 29 gennaio 1901 e le Missionarie della Consolata il 29 gennaio 1910. Inviò i missionari di entrambi gli Istituti ad annunciare Gesù Cristo in Kenya e poi in altri paesi africani. La pedagogia missionaria tipicamente allamaniana, che i primi missionari della Consolata svilupparono nelle missioni in Africa, servì da base per l'apertura missionaria ad altri continenti.

La passione per la santità

Gesù ci presenta un'esigenza ineludibile per ogni cristiano: «Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5,48). Ciò significa che la santità è una chiamata per ogni battezzato. La santità si ottiene facendo completamente la volontà di Dio, mettendo in pratica i due comandamenti fondamentali: amare Dio con il cuore, l'anima e la mente e il prossimo come se stessi (cf. Mt 22,36-40). La vita di santità, che San Giuseppe Allamano ha vissuto con le parole e con le opere, l'ha insegnata e trasmessa ai missionari e alle missionarie della Consolata. Si appassionò prima alla propria santificazione seguendo Gesù suo Salvatore e poi alla santificazione dei missionari da lui fondati. Infatti, in numerose occasioni disse chiaramente che la ragion d'essere dei missionari della Consolata è la ricerca della propria santificazione: «Siete qui per essere Missionari e Missionarie della Consolata. Non potete esserlo se non vivendo e operando in conformità al fine dell’Istituto, che è la santificazione dei membri e la conversione dei popoli (…) Sbaglierebbe chi dicesse: «Sono venuto per farmi missionario e basta!» No, non basta affatto. Non bisogna cambiare i termini: prima la nostra santificazione, poi la conversione degli altri. Missionari e missionarie sì, ma santi» (Cosí vi voglio. N. 3).

Allo stesso modo, san Giuseppe Allamano ricordava ai missionari che la santità e l'evangelizzazione sono permanentemente unite: «le anime si salvano con la santità (2). Volere, cioè, far buoni gli altri senza esserlo noi è volere l’impossibile. Nessuno può dare ciò che non ha. Potremmo amministrare un sacramento anche se non siamo santi; ma convertire persone, no. Potremmo amministrare un sacramento anche senza essere santi, ma non convertire le persone. Dio ordinariamente non concede di toccare i cuori a chi non è unito a Lui» (Così vi voglio, N.3). Questo ci fa capire che la santità evangelizza più di qualsiasi metodo pastorale, perché conduce le persone all'incontro con Cristo attraverso la testimonianza dell'evangelizzatore. Grazie all'esempio di vita santa che ha vissuto, Giuseppe Allamano è stato beatificato il 7 ottobre 1990 da Papa Giovanni Paolo II e canonizzato il 20 ottobre 2024 da Papa Francesco.

La passione per la Madonna Consolata

20250908ConsolataNon si può parlare di San Giuseppe Allamano senza menzionare la sua grande devozione alla Vergine Consolata. Era solito dire ai missionari e alle missionarie che «La Madonna, sotto tutti i titoli, è una sola; ma voi siatele devoti in modo speciale sotto il titolo di “Consolata”» (Così vi voglio, N. 157). Parlava spesso della fiducia che riponeva nella Consolata: «crederei di mancare al mio dovere e al mio speciale affetto alla SS. Vergine, se non prendessi tutte le occasioni propizie per parlare di Lei» (Così vi voglio, N. 154).

Allo stesso modo ribadiva che «nostra Madre tenerissima, che ci ama come pupilla degli occhi suoi, che ideò il nostro Istituto, lo sostenne in tutti questi anni materialmente e spiritualmente, ed è sempre pronta a tutte le nostre necessità» (Così vi voglio, N. 157).

Riguardo ai risultati ottenuti dall'Istituto, san Giuseppe Allamano affermò che erano stati raggiunti grazie all'intercessione della Consolata: « Non c’è dubbio che tutto quello che si è fatto è opera della SS. Consolata. Ella ha fatto per questo Istituto dei miracoli quotidiani; ha fatto parlare le pietre, piovere denari. Nei momenti dolorosi, la Madonna intervenne sempre in modo straordinario. Ho visto molto, molto… Per le spese ingenti dell’Istituto e delle missioni non ho mai perso il sonno o l’appetito. Dico alla SS. Consolata: “pensaci tu! Se fai bella figura, sei tu!”». (Così vi voglio, N. 157). Grazie a questa fiducia nell'amore provvidenziale della Consolata, voleva che i missionari della Consolata avessero la stessa devozione alla Consolata a livello personale, comunitario e istituzionale.

La passione per la formazione

Il formatore deve sempre sentirsi pienamente responsabile e comprendere l'importanza della sua missione per la Chiesa e la società. Il suo lavoro è destinato a lasciare un segno profondo nella vita delle persone che forma. Una delle caratteristiche di San Giuseppe Allamano è quella di essere stato un formatore. È stato un insegnante appassionato e un formatore straordinario di sacerdoti e missionari. Poco dopo la sua ordinazione sacerdotale, fu maestro di giovani sacerdoti nel Convittorio Ecclesiastico dove inculcò loro la formazione spirituale, intellettuale e pastorale necessaria per affrontare le esigenze del tempo in cui vivevano.

Formò i suoi missionari e le sue missionarie con zelo apostolico per ampliare i loro orizzonti verso il mondo intero e guidò con passione i missionari che erano già nelle missioni in Africa attraverso le lettere che inviava loro. La sua pedagogia missionaria è stata la bussola che ha guidato i missionari della Consolata nell'evangelizzazione dei popoli in tutti i luoghi in cui si trovano.

La passione spirituale

La passione spirituale di San Giuseppe Allamano era ben visibile in tutti i compiti che svolgeva: come direttore degli esercizi spirituali nel santuario di Sant'Ignazio sulle colline di Lanzo Torinese e come rettore del santuario della Consolata.

Era un maestro spirituale che consigliava, consolava e orientava persone di ogni ceto sociale, diventando così un punto di riferimento per tutti coloro che vedevano in lui un vero sacerdote, investito di una missione provvidenziale nella diocesi di Torino.

La sua vita ci insegna che la maturità spirituale è la fonte di un apostolato fecondo e di una testimonianza credibile dell'evangelizzatore al popolo a cui è affidato e per questo esortava sempre i missionari e le missionarie della Consolata a fondarsi sulla preghiera, sulla Parola di Dio, i sacramenti come l'Eucaristia e la penitenza, la devozione mariana –in particolare alla Vergine Consolata–, la devozione ai santi, gli esercizi spirituali.

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La sua passione per il Regno di Dio

La passione per Gesù e il profondo amore per la Chiesa missionaria lo hanno portato a fondare i Missionari e le Missionarie della Consolata affinché il Salvatore del mondo fosse conosciuto in Africa e poi in altri continenti dove si sono sparsi. Per amore di Gesù Cristo e della sua Chiesa, si appassionò alla formazione santa dei sacerdoti diocesani e dei missionari della Consolata affinché fossero araldi idonei e credibili di Gesù Cristo nel mondo. San Giuseppe Allamano ripeteva spesso ai missionari in formazione che per essere autentici evangelizzatori era necessario avere la passione nel cuore. Chi è tiepido e non arde del fuoco divino non potrà mai essere un buon missionario.

San Giuseppe Allamano ci insegna che la passione per Gesù Cristo è sempre stata al centro del progetto dei Missionari della Consolata, dalla loro fondazione fino ad oggi. Questa passione li ha portati ad essere presenti in quattro continenti, annunciando e dignificando le persone attraverso l'evangelizzazione e la promozione umana integrale. La loro passione per il Salvatore del mondo li porta in luoghi remoti dove, forse, pochi vorrebbero essere.

* Padre Lawrence Ssimbwa, IMC, parroco di San Martin de Porres a Buenaventura, Colombia.

Ultima modifica il Martedì, 16 Settembre 2025 20:58

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