Il passato 2 settembre è venuto a mancare improvvisamente il decano dei Missionari della Consolata in Etiopia, Abba Gebre Egziabher Gebru. I confratelli lo hanno trovato morto nel suo letto.
Quello che colpì i tre missionari che entrarono nella sua stanza, fu la sua espressione serena, tanto che uno di loro si domandò se era davvero morto.
Il giorno seguente, secondo la tradizione etiope, si sono celebrate le esequie e la tumulazione nel cimitero cristiano di San Pietro e Paolo in Addis Abeba, dove sono seppelliti altri missionari della Consolata.

"Abba Gebre Egziabher è stato davvero un servo fedele"
Non appena la notizia della sua morte si diffuse, iniziò un lungo corteo di persone che vennero a porgere le loro condoglianze alla comunità. Le spoglie del padre furono portate nel salone parrocchiale per la veglia. Le tante donne della parrocchia che vennero a porgere il loro omaggio al padre non terminavano di piangere e pronunciare le parole “Abbaye, Abbaye”, padre mio, padre mio. Fu difficile non lasciarsi coinvolgere dal pianto e dalle lamentazioni delle donne.
Il 4 settembre la messa venne celebrata nella chiesa della Consolata della casa regionale. Il vescovo del vicariato di Osanna, Mons. Seyum Francois presiedette l’Eucaristia. Sfortunatamente il cardinale Berhaneyesus e diversi vescovi che conoscevano il padre, e che avrebbero voluto partecipare al funerale, non poterono essere presenti in quanto erano lontani nel centro dei Gesuiti in Debre Zeit per il loro ritiro annuale di otto giorni. Amici, parrocchiani, religiosi, e sacerdoti affollarono la chiesa. Alla fine della messa in rito latino, venne celebrata la liturgia funebre in rito Geez che non contempla la santa messa, ma tutta una serie di litanie e preghiere per l’anima del defunto.

Nella sua omelia Mons. Seyum descrisse il padre Gebre Egziabher un uomo di Dio: che pregava continuamente; infatti, se qualcuno lo avesse voluto trovare sarebbe dovuto prima passare per la chiesa, e poi cercarlo altrove. Un uomo di una fede profonda, una persona che credeva e sperava nel Signore, aspettando quel giorno in cui lo avrebbe incontrato faccia a faccia. Fedele alla sua consacrazione religiosa e dedicato al suo ministero sacerdotale.
Breve biografia
Finita l’omelia, il Superiore dei missionari della Consolata in Etiopia, padre Tamene Asaro, lesse una breve biografia che lo stesso padre Gebre Egzabher scrisse anni addietro, in cui descrive la sua vita e vocazione.
Padre Gebre Egziabher, nacque nel 1940, in quello che oggi è Eritrea, ma che era parte dell’Etiopia prima della secessione dell’Eritrea dall’Etiopia. Il padre ricorda come giovane ragazzo aiutava la famiglia prendendosi cura degli animali. Un bel giorno le pecore scomparvero e per paura si nascose dai genitori. Compreso che nascondersi non serviva a niente, decise di andare alla scuola del monastero di Debre Btsue, ma mentre andava seguendo alcuni mercanti di pecore, non conoscendo la strada, si trovò solo senza sapere dove andare. Dopo un viaggio di tre giorni, una santa donna lo vide piangere si avvicinò e chiese dove stesse andando. Dopo aver compreso il suo desiderio di studiare si prese cura di lui e lo affidò ad un maestro che gli insegnasse a leggere a scrivere.
In seguito, entrò nel monastero di Debre Samuel, dove dopo alcuni anni diventò monaco ortodosso, e nel 1961 venne ordinato sacerdote ortodosso da Abune Markos, vescovo dell'Eritrea. Due anni dopo l’ordinazione fu inviato come parroco della Chiesa ortodossa in Asella. Fu lì che incontrò i missionari della Consolata, che avevano un grande centro per bambini handicappati.
L’incontro con padre Giovanni De Marchi, uno dei primi missionari in Etiopia negli anni ‘70, fu “fatale”. La personalità carismatica di De Marchi fece sì che padre Gebru venisse a conoscenza della Chiesa Cattolica e dei missionari della Consolata. Dopo un periodo di alcuni anni di discernimento decise di entrare nell’Istituto della Consolata. Quindi fu inviato in Irlanda per gli studi teologici, a cui seguì il noviziato in Italia, Vittorio Veneto.
Emise i primi voti il 4 settembre 1983. Rientrato in Etiopia venne destinato alla missione di Gighessa, dove emise i voti perpetui nel 1986. Padre Gebre praticò il suo ministero nelle varie missioni della Consolata in Etiopia: Gighessa, Modjo, Wonji, Weragu, Shashemane, Gambo. Nel 2020, da Gambo dove era parroco, si ritirò in Addis Abeba fino al giorno della sua morte, il 2 settembre 2025.
Un uomo di Dio
Padre Gebre Egziabher ha lasciato una profonda impressione di un uomo di Dio in tutti coloro che lo hanno conosciuto, in particolare i confratelli che hanno vissuto con lui per anni. Nell’Ottobre del 2024, prese parte a Roma alla canonizzazione di San Giuseppe Allamano, Fondatore dei Missioni e delle Missionarie della Consolata. Al suo rientro in Etiopia, felice per aver avuto la grazia di partecipare alla canonizzazione di San Giuseppe Allamano, si espresse dicendo: adesso non ho nessun altro desiderio, aspetto solo il giorno in cui il Signore mi chiamerà a lui.
La sua preghiera, espressa in varie occasioni, era di lasciare questo mondo senza creare problemi ai confratelli, con una lunga malattia. Il Signore si è degnato di ascoltare la preghiera di questo suo servo. Il Nome Gebre Egziabher significa servo di Dio. Padre Gebre Egziabher è stato davvero un servo fedele. Adesso che è lassù, continua ad essere vicino a noi con la sua intercessione e preghiera. Che riposi in Pace.
* Padre Marco Marini, IMC, missionario in Etiopia.

I padri Tamene Asaro e Gebre Egziabher durante la canonizzazione dell’Allamano a Roma. Foto: Jaime C. Patias










