Insieme a padre Luca Bovio, nominato recentemente direttore delle Pontificie Opere Missionarie in Ucraina, abbiamo fatto una visita e viaggio in questa terra portando anche con noi una reliquia di San Giuseppe Allamano per essere donata al vescovo della diocesi di Kharkiv-Zaporizhzhia.
A Kiev siamo ospiti della Nunziatura dove troviamo una accoglienza molto bella e familiare da parte del Nunzio, dei suoi segretari e delle suore che vi lavorano.
Dal 25 e 26 agosto siamo stati ospiti nella parrocchia degli Oblati di Maria Immacolata nella città di Chernihiv quasi al confine con la Russia e Bielorussia. La città ed in particolare i villaggi in campagna hanno subito forti attacchi all’inizio della guerra, ma fortunatamente l’esercito ucraino pur in grande minoranza era riuscito a respingere l’avanzata russa.

Rimangono però ancora i segni della guerra con tante case distrutte e nuove che sono già ricostruite con l’aiuto di varie associazioni, in particolare americane. In un villaggio un gruppo di 150 donne vive in una serie di container adibiti ad abitazione e donanti dalla Polonia.
Uomini non ce ne sono perché la maggior parte è in guerra e vari già morti a causa di essa. Siamo lì verso mezzogiorno ed arrivano due pulmini con il pranzo per tutti e l’altro con il pane.

Un giovane ragazzo di una Associazione americana porta nel container dove c’è il refettorio le confezioni monodose con il pranzo per ogni persona che viene a ritirarlo. Una donna responsabile dell’accampamento ci porta a vedere dove c’era la sua casa e quella che ora le hanno costruito in legno.
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È contenta anche se non è più come quella che aveva prima. Sulla parete c’è anche la foto di una bella e grande famiglia americana che attraverso una associazione le ha fatto questo dono. È contenta che siamo andati a trovarla assieme al parroco e ci dona un vasetto con dei cetrioli sotto aceto e un altro con dei pomodorini che lei ha preparato con quelli coltivati nel suo orto dove ha fatto una piccola serra.

La guerra continua a provocare morte e sofferenza
Ma anche se qui, come a Kiev e in tante altre città sembra regnare la pace e la tranquillità, non è così nelle zone in cui si combatte e dove molti continuano a morire e a dare la vita in difesa della propria patria. Passando in ogni paese o città si vedono subito i volti di questi eroi e martiri che ogni luogo vuole ricordare con la sua foto, dei fiori e la bandiera giallo azzurra.
Quando si passa davanti ad un cimitero dove sono stati sepolti dei soldati caduti in guerra si vede subito perché c’è anche la bandiera su ogni tomba e in ogni cimitero di paese sono sempre molte. Padre Luca mi racconta che, quando per strada passa il feretro di un soldato la gente a piedi o in macchina si ferma e si inginocchia.

Mentre siamo a Chernihiv entriamo in una bella chiesa ortodossa per visitarla e stanno facendo il funerale di un giovane papà morto in guerra. Una preghiera accompagnata dal canto, dal profumo dell’incenso e dalla lettura del Vangelo di Giovanni che dice che non c’è amore più grande di colui che da’ la vita per i propri fratelli. Attorno alla bara, avvolta dalla bandiera e coperta di fiori, ci sono i familiari: una giovane donna che composta nel suo dolore silenzioso la abbraccia e due bei bambini sugli otto/dieci anni.
Il più piccolo visibilmente commosso appoggia la sua testa alla bara quasi a voler ancora sentire qualche parola o il respiro del suo papà. Tutti attorno fanno corona e pregano con fede rispondendo alle preghiere dei celebranti e al canto dell’Alleluia pasquale. Il sacerdote ucraino che ci accompagna ci dice che alla fine il celebrante ha concluso con una bellissima preghiera sul perdono.
Ci viene ancora detto che è così quasi ogni giorno perché la guerra continua e molti continuano a morire. Anche il primo giorno che siamo arrivati in Ucraina il parroco di una parrocchia dove siamo stati ospitati aveva appena terminato di fare il funerale di un altro papà di 47 anni che lasciava tre bambini piccoli.

La reliquia di San Giuseppe Allamano
Da Kiev viaggiamo a Zaporitzhzhia dove siamo accolti da monsignor Jan Sobilo, vescovo ausiliare della diocesi di Kharkiv-Zaporizhzhia, e dove portiamo anche la reliquia di San Giuseppe Allamano che lui metterà nel Santuario da lui costruito dedicato a Dio Padre Eterno.
Nella celebrazione della Messa del mattino e nella memoria di Santo Agostino cresima un ragazzo ed una ragazza di nome Agostino e Monica. Portiamo anche all’altare la reliquia dell’Allamano con la quale alla fine della messa benediciamo i fedeli.
Il vescovo ci chiede di dire due parole ed allora esprimiamo la nostra gioia e gratitudine nel lasciare nel Santuario la reliquia affinché accompagni il lavoro missionario che padre Luca Bovio sta iniziando in Ucraina. Nello stesso tempo chiediamo all’Allamano che insieme alla Consolata interceda per questo popolo, per la pace in Ucraina e porti la sua consolazione.

Padre Michelangelo con mons. Jan Sobilo, vescovo ausiliare della diocesi di Kharkiv-Zaporizhzhia e due cresimati
Fuori del Santuario alcuni frati Albertini fanno la distribuzione del pane che loro stessi hanno fatto e della carne in scatola, nella mattinata sono arrivate più di 1500 persone. Anche in città troviamo un altro punto con la distribuzione di alimenti.
Nel pomeriggio ci incontriamo con Irina, una maestra e catechista che ci parla del suo lavoro con i bambini sia a scuola che in parrocchia cercando di fare in modo che l’educazione e la formazione cristiana vada avanti pur in mezzo alla guerra e alla necessità di iniziare, il 1° settembre, l’anno scolastico anche se sempre nei rifugi sotterranei della scuola. Si dimostra particolarmente interessata al lavoro missionario di padre Luca e al nostro Fondatore del quale ha visto la reliquia nella messa.

Padre Luca Bovio e la catechista Irina
Nella notte a Kiev e in tutto il paese ci sono ancora stati attacchi con missili e droni facendo alcune vittime.
Continuiamo a pregare per la pace e perché possa terminare questo conflitto. San Michele Arcangelo che è patrono dell’Ucraina e di Kiev quasi fin dalla sua fondazione, viene pregato ogni giorno con una preghiera particolare all’inizio di ogni messa e campeggia in tante chiese e piazze del paese. Un manifesto sparso per le strade Kiev e scritto in inglese dice così: “Kyiv is waiting for you after the victory” (Kiev ti aspetta dopo la vittoria).

Preghiamo perché ritorni la pace in questa terra e perché ritorni ad essere visitata e ammirata nella bellezza dei suoi fiumi, boschi, città, estese campagne coltivate, chiese ripiene di icone e soprattutto della sua gente tanto accogliente ed ospitale come abbiamo potuto sperimentare in questi giorni.
* Padre Michelangelo Piovano, IMC, Vice Superiore Generale e padre Luca Bovio, IMC, Direttore delle POM in Ucrania.











