“Una pace fondata su amore e giustizia”. Leone XIV: le armi non risolvono le guerre

La pace sia con tutti voi: verso una pace “disarmata e disarmante" La pace sia con tutti voi: verso una pace “disarmata e disarmante" Foto: Vatican Media

"La pace sia con tutti voi" il tema della Giornata mondiale del primo gennaio 2026

Il messaggio di Leone XIV, riferisce il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, invita "a rifiutare la logica della violenza e della guerra" per una scelta "disarmata e disarmante" capace di "sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza": non basta invocarla, "bisogna incarnarla in uno stile di vita che rifiuti ogni forma di violenza, visibile o strutturale"

La pace sia con tutti voi: verso una pace “disarmata e disarmante"

Dai primi istanti del suo pontificato, quando per la prima volta, nel pomeriggio dell'8 maggio, si è affacciato dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro, fino al tema della Giornata Mondiale della Pace 2026 — annunciato oggi, 26 agosto, dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale — la pace è rimasta il filo d’oro che attraversa le parole e i gesti di Papa Leone XIV.

"Abbracciare una pace autentica"

Nel comunicato che accompagna il tema, si legge che il Pontefice "invita l’umanità a rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace autentica, fondata sull’amore e sulla giustizia". Una pace che non è semplice assenza di conflitti, ma scelta di disarmo, "cioè non fondata sulla paura". Il silenzio delle artiglierie diventa allora "disarmante", perché "capace di sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza". Ma non basta invocarla, ammonisce ancora il testo: "bisogna incarnarla in uno stile di vita che rifiuti ogni forma di violenza, visibile o strutturale". "La pace sia con voi": dal saluto del Cristo Risorto a quello del Successore di Pietro, l’invito è universale, rivolto a "credenti, non credenti, responsabili politici e cittadini", con l’ardente desiderio di "edificare il Regno di Dio e costruire insieme un futuro umano e pacifico".

Riconoscere, assumere, attraversare le differenze

Nelle parole di Leone XIV, il tema della pace non è mai disgiunto dal contesto presente, con le sue ferite ancora aperte. “Il nostro mondo presenta le cicatrici profonde del conflitto, della disuguaglianza, del degrado ambientale e di un crescente senso di disconnessione spirituale”, ricordava di recente, rivolgendosi ai partecipanti alla Settimana Ecumenica di Stoccolma nel centenario dell'Incontro Ecumenico del 1925. La riconciliazione, notava nel discorso ai movimenti e associazioni che hanno dato vita all'Arena di pace di Verona, nasce "dalla realtà", dai territori e dalle comunità, e cresce nelle istituzioni locali. Non negando "differenze" e "conflittualità", ma riconoscendole, assumendole e attraversandole.

"Se vuoi la pace, prepara istituzioni di pace"

Eppure, dove il dolore sembra prevalere, nasce la responsabilità più alta: costruire un domani di riconciliazione. Un paradosso, nell’oggi, che esige scosse capaci di rompere l’inerzia dello status quo. Se i latini dicevano Si vis pacem, para bellum (Se vuoi la pace, prepara la guerra), Leone XIV ha rilanciato con forza: "Se vuoi la pace, prepara istituzioni di pace". Non solo dalle altezze, ma "dal basso, in dialogo con tutti". La condizione universale per edificarla resta una: “Senza il perdono non ci sarà mai la pace!”, aveva affermato ai fedeli di lingua portoghese nel corso dell'udienza generale dello scorso 20 agosto.

"Vogliamo la pace nel mondo"

Attraverso un gesto così forte, la pace si fa quindi "luce del mondo": la cercano "tutti", ma soprattutto i giovani, chiamati ad abitare il futuro. "Quanto ha bisogno il mondo di missionari del Vangelo che siano testimoni di giustizia e di pace!", ha detto nella Veglia del Giubileo a loro dedicato tenutasi a Tor Vergata. E sempre a loro ha indicato una via semplice, spesso dimenticata: "l’amicizia può veramente cambiare il mondo. L’amicizia è una strada verso la pace". E ancora alle nuove generazioni, infine, radunate in Piazza San Pietro per la Messa degli eventi dell'Anno Santo, ha affidato un grido che squarciasse il cielo e restasse memoria: "Vogliamo la pace nel mondo!"

* Edoardo Giribaldi - Città del Vaticano. Originariamente pubblicato in: www.vaticannews.va

Ultima modifica il Mercoledì, 27 Agosto 2025 12:26

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