Dal 7 al 12 luglio si è tenuta a Bunju, Dar Es Salaam, in Tanzania, il corso di formazione permanente per i Formatori IMC che operano in Africa. In forma sintetica presentiamo alcuni degli aspetti emersi da questo corso.
Dopo la sessione di apertura, padre Erasto Mglama ha ringraziato i missionari per la loro partecipazione, sottolineando che il corso è di grande importanza sia per la loro vita sia per quella dei formandi.
Il programma della prima giornata prevedeva un’analisi della realtà formativa IMC in ogni Circoscrizione. Dopo la sessione di apertura, il Consigliere Generale per il Continente Africano, padre Erasto Mgalama, ha ringraziato il team organizzatore guidato da padre Mathews Odhiambo, Consigliere Generale incaricato della formazione nell’Istituto. Padre Mglama ha inoltre espresso la sua gratitudine agli altri missionari per la loro partecipazione, sottolineando l’importanza del corso non solo per la loro vita, ma anche per quella dei formandi e per l’Istituto in generale. Da parte sua, padre Mathews Odhiambo ha ringraziato i formatori, riconoscendo l’instancabile lavoro che stanno svolgendo nella formazione.

Padre Erasto Mgalama e padre Thomas Mutunga, formatore ad Addis Abeba, Etiopia
Successivamente, in una breve presentazione, ogni missionario si è presentato indicando la provenienza e il gruppo di formazione che accompagna, dalla Propedeutica al Teologato e alle Specializzazioni. In totale c’erano 30 formatori provenienti da 8 nazioni: Kenya, Tanzania, Etiopia, Congo RD, Mozambico, Sudafrica e Costa d’Avorio. Il numero totale degli studenti in formazione, dalla Propedeutica alle Specializzazioni in Africa, è di 244, di cui 19 novizi.
Dopo la presentazione, padre Mathews Odhiambo ha fornito dati statistici sui membri IMC. Attualmente la congregazione conta 889 missionari. Ha anche descritto alcuni aspetti positivi che l’Istituto sta vivendo, come la fraternità, la vita comunitaria, la vita profetica, la multiculturalità, ecc. Tuttavia, ha sottolineato che, come in ogni altra istituzione o organizzazione, ci sono sempre delle sfide da affrontare.
“Qual è la strada da seguire?”, ha chiesto, sostenendo che la risposta è la formazione (di base, permanente e altri studi). “Quali sono i compiti da portare a termine in futuro?”, ha proseguito. Ha quindi individuato quattro aspetti: corsi di formazione permanente, riflessione globale sulla formazione, immersione nel carisma e celebrazione dell’Anno dei Fratelli IMC (maggio 2027 – maggio 2028).

Dopo questa introduzione, i formatori sono stati invitati a condividere un’analisi della situazione delle case di formazione IMC in Africa utilizzando il metodo SWOT (Punti di forza, Debolezze, Opportunità e Minacce). I risultati emersi sono i seguenti:
Livello Propedeutico
I formatori hanno rilevato alcuni punti di forza, tra cui: un buon numero di candidati che chiedono di entrare nel nostro Istituto, numerose esperienze missionarie condivise dai missionari che visitano le comunità. Inoltre, vi sono studenti che chiedono di entrare in Istituto che sono già diplomati o laureati.
Tuttavia, sono emerse anche alcune debolezze che devono essere affrontate, come la scarsità di risorse economiche, e insufficiente animazione vocazionale; su questo aspetto, è stato sottolineato che tutti i missionari sono animatori vocazionali e che siamo tutti un’unica grande famiglia.
Sono state evidenziate anche alcune opportunità, come la presenza di parrocchie e istituzioni che possono collaborare nelle attività formative. A ciò si aggiunga anche la collaborazione dei familiari e amici nel sostenere il lavoro di formazione. Infine, il lavoro di squadra con altre congregazioni per lo scambio di idee.

Padre Mathews Odhiambo visita il seminario filosofico di Morogoro, Tanzania. Foto: Seminario Allamano
Le minacce sono rappresentate dal mondo digitale e dalle sue conseguenze, dal materialismo, ecc.
Livello Filosofico
Tra i punti di forza emersi figurano l’alto numero di vocazioni e candidati che entrano in seminario. Le minacce includono la modernizzazione e la secolarizzazione tra gli studenti, e la ricerca di comfort.
Livello del Noviziato
Un’immagine positiva è stata tracciata per quanto riguarda la formazione dei novizi. Vi è una buona presenza di comunità interculturali che vivono in armonia. Tuttavia, la lingua rappresenta una barriera per alcuni studenti, una situazione che si risolve col tempo.
Livello del Teologato e delle Specializzazioni
È stata presentata un’immagine simile. Tuttavia, si è considerato importante investire in progetti in grado di finanziare la formazione e promuovere una diversificazione delle specializzazioni, evitando di limitarle unicamente alla Teologia.

Dopo le presentazioni, padre Matthew ha concluso sottolineando quattro aspetti importanti da considerare nella formazione:
Primo, i fascicoli personali: devono essere ben organizzati e consegnati da una fase all’altra del percorso formativo.
Secondo, i rapporti per le ammissioni, che devono contenere informazioni sufficienti sui candidati da ammettere.
Terzo, l’importanza del piano di vita comunitario, di cui una copia deve essere inviata al Superiore Regionale/Delegato e al Consigliere Generale per la formazione.
Infine, la creazione della commissione continentale dei formatori, una struttura sinodale per le questioni formative a livello continental.
* Padre Paulino Madeje, IMC, Tanzania. Coordinatore della comunicazione IMC Africa.










