La Rete Chiese e Miniere, con il sostegno del Consiglio Episcopale Latinoamericano (Celam) e ispirato da un recente incontro di alcuni vescovi Latinoamericani che vivono in regioni minacciate o colpite da questa attività estrattiva, ha pubblicato un documento dal titolo “Orientamenti pastorali delle Chiese cattoliche di fronte all'attività mineraria”.
Nella introduzione del testo, gli organizzatori spiegano che “questo documento è il frutto della riflessione, del discernimento, della preghiera e dell'impegno dei membri della Chiesa cattolica in difesa della Casa Comune in America Latina, che mantengono un dialogo costante con le altre Chiese”.
"Il documento vuole offrire alle Chiese dell'America Latina - prosegue l’introduzione - proposte e orientamenti pastorali di fronte all’impatto dell'attività mineraria nei loro territori, alle violazioni dei diritti socio-ambientali che essa provoca, alle minacce e alle violenze a cui il popolo di Dio e, in esso, i leader della Chiesa continuano a essere esposti. Essa esprime il ruolo etico e profetico della Chiesa, alla luce della Parola di Dio e del magistero, in un contesto di particolare urgenza per l'impegno socio-ecologico della nostra fede".
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Questi orientamenti si inseriscono nel decennale della pubblicazione dell'Enciclica Laudato Si' (2025) di Papa Francesco, che “ha rinnovato il cammino della Chiesa nella priorità dell'Ecologia integrale e ha lanciato un urgente appello al mondo a prendersi cura della Casa Comune, aprendo nuove prospettive politiche, economiche, culturali, educative e spirituali per le nostre società”. Le questioni sollevate da questa enciclica sono ancora più necessarie oggi, in questo tempo di collasso ambientale e climatico".
Inoltre, il documento ricorda che la Chiesa sta celebrando il Giubileo, 2025 anni dall'incarnazione di Dio nella nostra storia, riaffermando l'impegno biblico di rinnovare le relazioni dell'umanità e di “riconciliarsi con il mondo”. L'obiettivo del Giubileo era quello di ristabilire un giusto rapporto con Dio, con le persone e con il creato; esso comportava il condono dei debiti, la restituzione delle terre alienate e il riposo della terra... Tra le questioni più importanti, segnaliamo la proposta ai governi di abolire la pena di morte, la cancellazione del debito estero e la creazione di un fondo per porre fine alla povertà".
In questo stesso anno 2025, la Conferenza delle Parti sul Clima (COP30) si terrà per la prima volta in Amazzonia, dal 10 al 21 novembre nella città di Belém, in Brasile. La Chiesa partecipa in modo significativo a questo processo, così come ha agito con impegno alla COP16 sulla biodiversità a Cali, in Colombia, nel 2024. “In queste occasioni, la Chiesa ha sostenuto con determinazione la causa dei popoli e delle comunità che, attraverso la cura dei loro territori, sono i veri protagonisti della lotta contro i gravi cambiamenti climatici”.
In questo senso, le Chiese di Africa, Asia, America Latina e Caraibi in vista della COP30, hanno anche presentato il 1 luglio scorso, nella Sala Stampa della Santa Sede a Roma un documento dal titolo “Un appello per la giustizia climatica e la Casa Comune: conversione ecologica, trasformazione e resistenza alle false soluzioni”.
* Ufficio per la Comunicazione










