Burkina Faso, il vescovo di Dori: “Al sangue dei terroristi rispondiamo con l’amore”

Monsignor Laurent Birfuoré Dabiré insieme ad alcuni profughi cristiani e musulmani Monsignor Laurent Birfuoré Dabiré insieme ad alcuni profughi cristiani e musulmani Foto: Vatican Media
Published in Notizie
Rate this item
(0 votes)

Dopo l’attacco ad una parrocchia costato la vita ad una decina di persone, il titolare della diocesi colpita e presidente della locale Conferenza Episcopale, racconta la reazione della sua Chiesa: “A chi ci offre proiettili noi porgiamo pace, fede e speranza. L’attentato non è una persecuzione contro i cristiani: si tenta di far passare la falsa idea che ci sia in atto una guerra di religione”. Il grazie al Papa per la sua vicinanza e preghiera

Monsignor Laurent Birfuoré Dabiré conosce un solo modo per reagire a quegli uomini armati che hanno sparato ad alcuni fedeli riuniti in una cappella della sua diocesi mentre erano intenti in preghiera: “L’unica risposta è l’amore, la pace”. Lui è il vescovo di Dori, quella porzione di Chiesa del Burkina Faso che si trova al confine nord del Paese dell’Africa Occidentale e che comprende la parrocchia del villaggio di Essakane nella quale il 25 febbraio scorso hanno fatto irruzione alcuni terroristi che hanno compiuto quella mattanza che ha sconvolto il mondo.

Un martirio

Nella ricostruzione che fa con i media vaticani, il presule - che è anche presidente della Conferenza episcopale locale - mette in evidenza dettagli poco conosciuti di ciò che, forse, potrebbe essere definito un vero e proprio martirio. Quel giorno, di buon mattino, i fedeli si erano recati in parrocchia per la funzione domenicale senza la presenza del sacerdote. Dopo la seconda lettura e la proclamazione del Vangelo, un catechista stava per fare un’esortazione sulla Parola di Dio quando i terroristi sono entrati e hanno iniziato a sparare. “Hanno colpito solo gli uomini risparmiando le donne che sono potute fuggire fuori dalla cappella”, ricorda il vescovo che spiega come “il numero delle vittime sia ancora incerto: testimonianze parlano di 12 morti e 8 feriti ma stiamo aspettando conferme ufficiali”.

20240229Burkina1

Monsignor Laurent Birfuoré Dabiré con dei leader musulmani

Nessuna persecuzione

Anche se finora non ci sono state rivendicazioni e la strage sembra essere stata ben preparata, monsignor Dabiré è convinto che la motivazione non sia da ricercare nell’odio nei confronti dei cristiani. Il vescovo spiega che questa sua certezza e sostenuta dal fatto che “proprio nello stesso giorno dell’attentato alla parrocchia, in un’altra località del Paese si è consumato un attacco terroristico nel quale è stato ucciso lo stesso numero di persone che ha trovato la morte a Essakane”. La strategia dei terroristi, dunque, sarebbe il tentativo palese di “strumentalizzare le religioni per creare confusione nella nazione, contrapporre le diverse comunità e dare l’impressione che ci sia in corso una guerra di religione. Posso sostenere con certezza che non c’è alcuna persecuzione in atto dei cristiani”.

Pace contro violenza

Pace, fede e speranza, sono i tre sostantivi che il pastore della diocesi di Dori sta usando da giorni per chiedere ai suoi fedeli di continuare a vivere la carità cristiana senza cadere nella tentazione di rispondere con violenza alla violenza. “Noi cristiani - dice - non abbiamo un altro modo di vivere: dobbiamo fondare la nostra vita sul Vangelo. Il nostro relazionarci agli altri deve essere basato sulla fratellanza, sull'amicizia, sull'aiuto vicendevole. Dobbiamo evitare che si dica che noi apparteniamo ad una religione che medita la vendetta. Questo non è vero".

Chiesa aperta al dialogo

La Chiesa del Burkina Faso – Paese dove la maggioranza è musulmana ed i cristiani si attestano intorno al 30% seguiti dagli appartenenti alle religioni tradizionali africane animiste - sono quasi dieci anni che sta facendo i conti con il terrorismo che blocca le attività di molte diocesi. Monsignor Dabiré informa che “più di 30 parrocchie sono chiuse mentre alcune diocesi come quella di Dori, di Fada N'Gourma, di Nouna e di Dédougou sono paralizzate”. Ma la gente non ha perso la propria fede né la speranza. “La nostra - aggiunge - è una Chiesa rurale, di gente semplice. Le vocazioni non mancano, sono sempre più in crescita. Abbiamo anche una vasta schiera di catechisti che sono capi di piccole comunità di campagna. E poi mettiamo in pratica una fruttuosa pastorale del dialogo con i musulmani ed i responsabili delle religioni tradizionali africane”.

20240229Burkina2

Monsignor Laurent Birfuoré Dabiré insieme al Grande Imam di Dori

Grazie al Papa

Monsignor Laurent Birfuoré Dabiré, infine, ringrazia Papa Francesco che nel post udienza generale di oggi, mercoledì 28 febbraio, è tornato a pregare per le vittime dei recenti attacchi contro luoghi di culto nel suo Paese. “La vicinanza del Santo Padre ci ridona coraggio, forza e ci invita alla perseveranza. Quando i nostri fedeli sentono che il Papa è informato delle loro sofferenze sono davvero rincuorati. È un grande stimolo per andare avanti".

Fonte: Vatican News

Last modified on Thursday, 29 February 2024 12:45

Gli ultimi articoli

La fondazione dell’Istituto: Un parto lungo dieci anni

22-04-2024 I Nostri Missionari Dicono

La fondazione dell’Istituto: Un parto lungo dieci anni

Si avvicina il 24 aprile. Ci porta la memoria di S. Fedele da Sigmaringa e l'anniversario della richiesta fatta nel...

Read more

Padre Matteo Pettinari: “come buon pastore, si è speso per le sue pecore”

21-04-2024 I Nostri Missionari Dicono

Padre Matteo Pettinari: “come buon pastore, si è speso per le sue pecore”

Il missionario della Consolata italiano padre Matteo Pettinari, quarantaduenne, nato a Chiaravalle (Ancona) e cresciuto a Monte San Vito, è...

Read more

Il "missionario in cammino" padre Rubén López è andato incontro a Dio

21-04-2024 I Nostri Missionari Dicono

Il "missionario in cammino" padre Rubén López è andato incontro a Dio

Il missionario della Consolata padre Rubén Horacio López è morto la mattina del 19 aprile 2024 a Buenos Aires, in...

Read more

Venezuela: rara malattia continua a uccidere bambini Warao nel Delta Amacuro

19-04-2024 Notizie

Venezuela: rara malattia continua a uccidere bambini Warao nel Delta Amacuro

Il “barcone ospedale” è finalmente arrivato nella comunità di Nabasanuka martedì 16 aprile per assistere a nuovi casi di una...

Read more

Roraima: nuovi progressi per l'allevamento di bestiame nella Raposa Serra do Sol

17-04-2024 I Nostri Missionari Dicono

Roraima: nuovi progressi per l'allevamento di bestiame nella Raposa Serra do Sol

Il Centro di Formazione e Cultura Indigena presso l'ex Missione IMC di Surumu a Roraima, nord del Brasile, ha ospitato...

Read more

Ha visto la luce l’ultima fatica di padre Sandro Carminati

17-04-2024 Notizie

Ha visto la luce l’ultima fatica di padre Sandro Carminati

Presenta il libro «Cappuccini bresciani in Rezia» del padre Sandro Carminati, Missionario e studioso scomparso nel 2019 È stato presentato, il...

Read more

Suor Chiara Strapazzon: Consolatina-allamaniana puro sangue

17-04-2024 Triennio Allamano

Suor Chiara Strapazzon: Consolatina-allamaniana puro sangue

Suor Chiara Strapazzon nacque a Velai di Feltre (Belluno) il 13 aprile 1890 da santi genitori. Alla sua entrata nell’Istituto...

Read more

IV Domenica di Pasqua / B - “Io sono il Buon Pastore …”

16-04-2024 Domenica Missionaria

IV Domenica di Pasqua / B - “Io sono il Buon Pastore …”

61ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni At 4,8-12Sal 117I Gv 3,1-2Gv 10,11-18 La quarta Domenica di Pasqua è considerata la...

Read more

È morto all’età di 101 anni Padre Bianchi, il missionario della Consolata più anziano

15-04-2024 Notizie

È morto all’età di 101 anni Padre Bianchi, il missionario della Consolata più anziano

Descritto come un missionario appassionato e vivace, padre Antonio Bianchi, IMC, è mancato a Nairobi, Kenya, domenica 14 aprile 2024. Secondo...

Read more

Articoli correlati

onlus

onlus

consolata news 2

 

Contatto

  • Viale Mura Aurelie, 11-13, Roma, Italia
  • +39 06 393 821