Cinquant’anni fa una storica riunione di vescovi volle assumere l’impegno di vivere i percorsi nati nel Concilio Vaticano II e nella Conferenza di Medellín per l’immensa regione amazzonica. Oggi la prossima celebrazione di questo evento può essere considerata fra le più significative del 2022 per la Chiesa in America Latina.
Lo stesso vale per il luogo: il seminario San Pio X della città di Santarem dove 50 anni fa ebbe luogo la storica assemblea.
Dal 6 al 9 giugno si aspettano quasi 100 partecipanti fra vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose, laici e laiche provenienti dal Brasile e e da altri paesi dell'America Latina con territorio amazzonico. Si tratta di attualizzare, alla luce del cammino percorso ma soprattutto seguendo gli orientamenti emersi dal Sinodo per l'Amazzonia, l'eredità di Santarem, che già allora cercava una Chiesa incarnata e inculturata.
L'incontro vuole anche essere un momento di spiritualità e sarà marcato dall'accoglienza dell’immagine di Nostra Signora di Nazareth, patrona dell'Amazzonia, che viaggerà da Belem. Il documento di Santarem aveva dichiarato Nostra Signora di Nazareth come patrona dell’Amazzonia; oggi, secondo padre Vanthuy Neto, sacerdote della diocesi di Roraima, “la presenza materna di Maria, come in Aparecida, continua a segnalare il cammino di questi popoli”.
“Questo incontro -segnala- non è solo un assemblea di vescovi, ma anche un dialogo con la religiosità, la pietà e la fede del popolo. A Maria si chiede forza per questa chiesa che vuole piantare la sua tenda in mezzo alla gente dell’Amazzonia e vuole essere testimone di un Vangelo che diventa lievito nella vita delle comunità e della società; la si ringrazia per il servizio di cui lei è modello: andare incontro a chi è più fragile, bisognoso e povero”.
Poi, in un'altra celebrazione, saranno ricordati i martiri dell'Amazzonia: uomini e donne che, mossi dal Vangelo, hanno dato la vita in difesa della casa comune e dei popoli che abitano questo immenso territorio.
Per l’arcivescovo di Cuiabá, secondo vicepresidente della Conferenza nazionale dei vescovi brasiliani (CNBB), "dobbiamo rivisitare e rimanere legati allo spirito che ha generato il Documento di Santarem come un autentico processo missionario. Anche oggi dobbiamo impegnarci ad assumere l'impegno di camminare insieme ed essere una Chiesa sinodale capace di rispondere unita alle sfide che le periferie esistenziali e geografiche propongono alla chiesa della regione amazzonica e di tutto il continente”.
E poi aggiunge: “oggi abbiamo anche la possibilità di proclamare la saggezza dei popoli originari dell'Amazzonia, fedeli custodi del bioma di questa regione. Loro sono una garanzia di sopravvivenza per persone, culture e specie”.
L’incontro comincerà con un analisi approfondito della situazione sociale, politica ed ecclesiale; sarà necessario comprendere in profondità il clima politico sempre più agitato a causa delle elezioni presidenziali di ottobre in Brasile; la vita della chiesa segnata dalla pandemia, ma speranzosa di fronte al tempo sinodale che si sta vivendo; la gravità dagli attacchi alla foresta e alle popolazioni che la abitano.
Nelle intenzioni degli organizzatori questo incontro dovrà terminare con la presentazione di un documento finale accompagnato anche da un messaggio a tutto il popolo di Dio; al papa Francesco e al cardinale Claudio Hummes, per molti anni presidente della Commissione episcopale speciale per l'Amazzonia della CNBB, e oggi primo presidente della Conferenza ecclesiale dell'Amazzonia (CEAMA) voluta da Papa Francesco e nata nei mesi scorsi.
* Luis Miguel Modino, consulente per la comunicazione della CNBB Norte 1