XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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Si riesce ad essere cristiani senza cristianesimo?

 

1 Re  19,9.11-13. Elia capisce che la trascendenza di Dio non è il cataclisma ma la ispirazione.

Rm  9,1-5. Per un cristiano la fede deve essere più forte del dubbio: Gesù è strada maestra.

Mt  14,22-23. La fede deve essere educata, deve crescere per renderci capaci di attuare quello che vediamo quello che ci viene ispirato, quello che ci viene offerto.

 

Pietro non ha dubbi sulla volontà di essere discepolo; è anche disposto a patire per Gesù anche se Gesù non glielo chiederà mai. E quando bisogna cominciare la Chiesa gli chiederà solamente se lo ama. Gesù non gli chiede di camminare sulle acque. E' Pietro che chiede e Gesù dice di sì. Ma Pietro voleva la garanzia. Ricordo tutto quello che il maestro mi ha insegnato, cosa voleva che imparassi, cosa proponeva. Finito l’insegnamento, quando si tratta di vivere, ci si accorge che la parte più importante era proprio imparare quello che non può essere insegnato. Cosa vuol dire imparare quello che non può essere insegnato? Puoi insegnare a viverla la vita ma non puoi insegnare a sentirla. Leggiamo in Gv 14,12: “chi crede in me compirà anche lui le opere che io faccio, anzi ne farà delle maggiori”. Anche camminare sulle acque? Continuiamo a leggere e meditare e discutere e studiare i Vangeli e sempre diciamo: vangelo di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, confondendo il messaggio con il messaggero. Il Vangelo è di nostro Signore Gesù scritto, capito, vissuto secondo la fede di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Ma neanche ci passa per l’anticamera del cervello che si possa anche tentare di fare il vangelo di nostro Signore Gesù vissuto con fede  nella famiglia, comunità, villaggio, parrocchia mia, tua e sua. Nella Messa cominciamo a camminare sulle acque perché riceviamo il mandato, la grazia e il potere e la gloria, ma appena fuori sprofondiamo. Quante rive, quante sponde diventano irraggiungibili perché abbiamo paura di camminare sulle acque. San Paolo dice che gli Ebrei avevano tutti i titoli giusti per arrivare da Gesù camminando sulle acque. Avevano l'alleanza, il Libro, il culto, le promesse, i patriarchi e la stessa incarnazione. Ma non hanno voluto camminare sulle acque della fede. E noi con 2000 anni di titolo cristiano che fatica ancora per praticare un poco di cristianesimo: tanti secoli di Parola di Dio ma restiamo nel compimento del Vangelo sempre fuori corso e tradotto in parole incomprensibili. San Pietro si sente peccatore e naufraga. Altri si sentono complessati, incapaci, isolati. Dobbiamo partire da Gesù per assumerne l’identità, il traguardo e il progetto. 

 

Camminare sulle acque vuol dire trasformare il Vangelo in vita. E il laboratorio per l’operazione c’è: la mia vita, il lavoro, la professione, la vocazione, lo stato particolare, la famiglia, la comunità, la chiesa ecc. E il lavoro è creare, fare esperienze di fede e di impegno cristiano e modellare  la mia vita affinchè nelle sue manifestazioni si presenti come Vangelo, notizia di Gesù. Cerchiamo sostegno nel Vangelo di Gesù, per fare quelle opere che bisogna fare. Sono opere stupende e meravigliose di cui c’è bisogno ma che non osiamo fare. Allora diventiamo assidui frequentatori di quelle stazioni dove possiamo coccolarci a vicenda e non decidiamo mai di prendere il treno. 

 

 

 


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