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| Salmo 121 |
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| Scritto da P. davide Maria Duroldo |
| Mercoledì 01 Settembre 2010 00:00 |
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No, nessuno, nonostante la nostra presunta onnipotenza, può aggiungere un cubito alla sua statura, spostare di un giorno il paletto terminale della sua esistenza; nessuno è sicuro di giungere fino a sera, oppure dalla sera al mattino; e cosa e chi incontrerai per via, e cosa ti succederà nel giorno... 1 Gli occhi miei sollevo ai monti: donde mai mi viene aiuto? 2 Il mio aiuto vien da Dio, 3 Non ti lascia il passo incerto, 4 e neppure si assopisce 5 Tuo custode è Dio, il Signore, 6 non ti prostri il sole a giorno, 7 Da ogni male ti è riparo, 8 se tu parti, con te viene, Nell'originale ebraico ricorre per sei volte la radice verbale che indica il «custodire» della sentinella che veglia sulla città nella notte. Dio è, infatti, dipinto in questa preghiera di fiducia, come la sentinella che mai si assopisce, pronta sempre a diventare scudo del suo fedele nelle oscurità della notte, quando i raggi della luna possono accecare o far impazzire (come credeva il folklore orientale), oppure ombra nel cammino assolato del giorno. Gli occhi del fedele sono, perciò, protesi ai monti di Gerusalemme (non dimentichiamo che questo è il secondo «salmo delle ascensioni» ) dove si erge il Tempio e da dove viene la forza del divino custode. Il Signore, infatti, copre con la sua vigilante protezione il «partire» e il «rientrare» dell'uomo, cioè tutto il percorso della vita, dall'uscita dal grembo materno fino all'ingresso nel grembo della terra (v. 8). Dossologia Sei tu, Cristo, nello Spirito Preghiera Dio, che ti sei fatto nostro compagno di viaggio, |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Settembre 2010 08:04 |






