Oct 17, 2017 Last Updated 9:04 PM, Oct 15, 2017

Domenica delle Palme

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“Osanna al Figlio di Davide”…. / “Sia crocifisso” - Mc 14-15

Con questa Domenica delle Palme o della Passione, ha inizio la “grande Settimana” dell’anno liturgico: la Settimana Santa: “santa” fra tutte, per i “santi misteri” che vi si commemorano durante il “Triduo Pasquale”. In questi santi giorni, seguiremo Gesù passo passo, giorno per giorno, ora per ora, quando si snodano vivi e presenti gli avvenimenti ultimi della vita del Signore: dal suo ingresso trionfale e gioioso a Gerusalemme, come un Re, tra le acclamazioni gioiose della folla osannante e dei discepoli, fino al Golgota. Ma Gesù è un Re che è venuto non per dominare, ma per servire e dare la sua vita a redenzione dell’umanità. Al Calvario Gesù giungerà solo, abbandonato quasi da tutti coloro che gli erano stati vicini, e dagli amici più cari!.

Ma quando tutto sembra perduto, ecco che tutto sta per cominciare!

> La liturgia riflette tutto questo: dopo la scena gioiosa dell’intronizzazione regale di Gesù, “Osanna al Figlio di Davide”, passa immediatamente al “sia crocifisso”, cioè al racconto della sua Passione e Morte. Questo è il cuore del mistero di Gesù Cristo.

> Quest’anno è l’evangelista Marco che ci racconta la Passione del Signore. E’ una catechesi in un testo asciutto e crudo sulla passione di Cristo, in un crescendo di solitudine. Marco non ha paura di urtarci, anzi sembra che lo cerchi. Mette in risalto i contrasti, sottolinea i paradossi e lo scandalo della croce. Il tutto è raccontato lungo un itinerario geografico preciso, che va dalla valle del torrente Cedron, attraverso Gerusalemme, fino alla tomba nel giardino; tutto si svolge nell’arco di 24 ore, da sera a sera. Durante il processo sembra che solo il gallo (di Pietro) testimonia in favore di Gesù! L’isolamento è totale e la solitudine di Cristo pure, finchè verrà proclamato dal centurione romano: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!”.

> Ora leggendo il racconto della Passione, ci viene spontaneo chiederci: chi furono i responsabili della morte di Gesù: i giudei o i romani? Gesù morì per motivi religiosi (dichiarandosi “Messia”) o per motivi politici(ribelle a Roma)? In realtà Gesù fu condannato insieme dai giudei e dai romani; nella sua morte si realizzò una strana coincidenza di motivi religiosi e di motivi politici, anche se la responsabilità più diretta pare ricadere sui capi ebraici di allora e non su tutto il popolo ebraico.

> Il credente però è alla ricerca di un altro responsabile della morte di Cristo. S. Pietro ce lo indica nella sua prima Lettera: “Egli prese su di sé i nostri peccati e li portò nel suo corpo sulla croce”(1Pt.2,24). Perciò diciamo che Gesù portò i nostri peccati sulla croce, e i nostri peccati portarono Gesù sulla croce!

> Finito di leggere il racconto della morte di Gesù, anche se gli accusatori e i testimoni di una volta sono morti, la storia non è finita. La condanna di Gesù va ancora avanti in tanti suoi discepoli e cristiani che vengono odiati e uccisi come Gesù, ancora oggi! Il masso è stato rotolato contro l’entrata del sepolcro, ma sappiamo però che quel masso non ha tenuto: Gesù è risorto ed è assiso alla destra del Padre. Eppure, finchè dura il peccato, Cristo è ancora misteriosamente nella tomba, non è ancora risorto del tutto per gli incalliti del peccato di incredulità. Cristo è ancora perseguitato e ucciso negli innocenti molestati e uccisi peggio degli animali, nei modi più impensabili dettati da un terrorismo spietato che agisce in nome di non so quale Dio sanguinario, che certamente non è il Dio di Gesù Cristo! L’uomo sulla scia di Caino, continua a perpetuare i suoi delitti, così che Cristo continua a soffrire nei suoi membri. E’ in questo che veramente Gesù si mostra nostro fratello!

> Tutta la nostra vita è, in certo senso, una Settimana Santa, se la viviamo con coraggio e fede, nell’attesa dell’”ottavo giorno” che è la grande Domenica della gloria eterna.

> In questo tempo Gesù ripete a noi l’invito che rivolse ai suoi discepoli nell’orto degli ulivi: “Restate qui e vegliate con me”(Mt.26,38).

>La palma che porterete a casa, sia segno di pace, di fratellanza, di vittoria, di perdono e di speranza per tutti.   La Madonna ci assista e ci accompagni nella vita.

 

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