Nov 23, 2017 Last Updated 8:44 PM, Nov 19, 2017

La Sindone in mostra

Quello della Sindone è uno dei più grandi misteri della storia. Chi è infatti quell’uomo di circa quarant’anni, torturato e incoronato di spine, poi crocifisso e sepolto secondo l’usanza ebraica, la cui immagine è impressa (inspiegabilmente) sul lenzuolo? Il lino custodito a Torino è davvero il telo funerario che ha avvolto le spoglie di Gesù? Domande alle quali non è sempre facile rispondere (se non con gli argomenti della fede), anche se la scienza nel corso dell’ultimo secolo ha studiato in maniera approfondita il telo, ricavandone certamente qualche dato contraddittorio (pensiamo alla datazione del Carbonio14, che la colloca in ambito medioevale), ma anche altrettante evidenze che riconducono il tessuto nel contesto della Palestina del tempo di Gesù.

Perché, questo è certo, la Sacra Sindone ci «parla» della Terra Santa. E della vicenda straordinaria di un galileo che venne per predicare l’amore e fu messo in croce, risorgendo il terzo giorno.

Per comprendere meglio la storia raccontata dalla Sindone e il contesto storico-biblico della Terra Santa del primo secolo, è ora disponibile una mostra intitolata appunto Il mistero dell’uomo della Sindone. Pensata per sacerdoti, insegnanti ed educatori, come strumento per avvicinare grandi e piccoli alla Sindone attraverso un percorso di testi e immagini (tre sezioni e 25 pannelli), la mostra ci porta a scoprire prima di tutto i luoghi della Passione di Gesù, della sua morte e risurrezione. Nella seconda sezione, «Lo specchio della Passione», la Sindone inizia a essere guardata da vicino: attraverso gli occhi di Giovanni (tra i primi testimoni della risurrezione), poi indagandone più a fondo le caratteristiche. Infine viene raccontato il lungo viaggio che l’ha portata fino a noi: da Gerusalemme alla Decapoli. E poi forse ad Edessa e a Costantinopoli. Per essere infine portata in Occidente, prima in Savoia e poi a Torino. L’ultima sezione, «Indagine sulla Passione», si sofferma infine su alcuni dei molti esami e approfondimenti scientifici di cui la Sindone è stata oggetto.

C’è poi un secondo strumento, pensato soprattutto per un pubblico più giovane: un e-book per i nuovi lettori multimediali (sia che usino il sistema Android che il sistema Apple).

Si intitola Il mistero della Sindone ed è scaricabile gratuitamente (clicca qui per scaricarlo da Google Play oppure clicca qui per scaricarlo da App Store). Oltre a testi di spiegazione sulla storia del telo sindonico, sui misteri scientifici che lo accompagnano e sui luoghi della Passione di Cristo, contiene immagini della Sindone, gallerie fotografiche e video che approfondiscono i vari aspetti della vicenda sindonica.

Tra l’altro, propone anche un’intervista esclusiva con fra Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa, relativa al rapporto esistente tra Sindone e Luoghi Santi della Redenzione.

Da ultimo, è disponibile uno spillato economico (2,80 euro) di 34 pagine, interamente a colori, pensato soprattutto per i tanti pellegrini (probabilmente ben oltre il milione) che si recheranno a Torino. La città è in festa, oltre che per l’Ostensione (straordinaria, in occasione del bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco), anche per la visita di Papa Francesco, che si recherà all’ostensione della Sindone e inconterà i torinesi il 21 e 22 giugno. 

Per info sulla mostra: www.mostrediterrasanta.it, tel. 02 34.59.26.79

Fonte: Terrasanta.net

 

In occasione del bicentenario della nascita di Don Bosco, dal 19 aprile al 24 giugno si svolgerà̀ a Torino una Ostensione straordinaria della Sindone. Papa Francesco, che si recherà nel capoluogo piemontese il 21 giugno, ha detto che “l’Uomo della Sindone ci invita a contemplare Gesù di Nazareth … e ci spinge a salire il Monte del Calvario … a immergerci nel silenzio eloquente dell’amore”. Numerose sono le iniziative che presentano quest’anno la realtà del Sacro Lino. Nei giorni scorsi ne ha parlato, nella parrocchia pontificia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo, il  prof. Giuseppe Baldacchini, esperto sindonologo. Lucia Fiore gli ha chiesto quali siano le ultime scoperte scientifiche:

– Le scoperte scientifiche degli ultimi due anni riguardano un nuovo metodo di datazione meccanica della Sindone e la scoperta che esiste un alone intorno al volto della Sindone che ha riaperto il dibattito sui cosiddetti “secoli bui della Sindone”, cioè il periodo prima del 1300 durante il quale non si conoscono bene i fatti riguardanti questa immagine.

– Quali ipotesi ha avanzato per rispondere ad una serie di quesiti sulla formazione dell’immagine corporea?

– Quella è stata, in realtà, la parte - che riguarda la Sindone - che mi ha interessato di più fin dall’inizio, nel senso che la mia preparazione di fisico mi ha permesso di fare delle ipotesi sulla possibilità che l’immagine fosse dovuta ad un’esplosione di energia. E questa ipotesi è stata verificata in laboratorio con l’uso di sorgenti laser molto particolari. Dopo un lungo lavoro, abbiamo dimostrato che in realtà in certe condizioni queste sorgenti laser possono produrre le immagini simil-sindoniche. È chiaro che con queste sorgenti veniva simulata un’esplosione di luce. Quindi che un lampo di luce che abbia prodotto questa Sindone è stato corroborato da misure scientifiche di un certo spessore.

– Lei ha parlato anche di teoria dell’annichilazione …

– Questa è un’ipotesi. Quindi siamo nel campo delle ipotesi, perché se è vero che l’immagine che si osserva della Sindone è stata creata da un lampo brevissimo e intensissimo di luce, ci si può chiedere come sia avvenuto questo lampo di luce. Sono molte ipotesi che circolano già da moltissimi anni, ma tutte peccano in qualche aspetto che non torna dal punto di vista delle leggi della fisica che noi oggi conosciamo. Per cui ho portato questa ipotesi dell’annichilazione che è ‘unica – almeno per quello che mi riguarda – che riesce a spiegare che cosa sia avvenuto non contravvenendo a tutte le leggi della fisica che si conoscono e rispettando anche la storia dei fatti che si conosce almeno fino a questo momento.

– Al di là di queste scoperte, come si pone di fronte al mistero dello Sindone?

– Come scienziato mi pongo con una grandissima curiosità; è tutto veramente affascinante, perché quando non si riesce a risolvere un problema o si intravede come poterlo risolvere  - e questo fa parte del nostro mestiere -, ci piace andare fino in fondo finché non vediamo le ragioni prime. Naturalmente come fedele sono estremamente interessato, perché se, come credo, la Sindone non è un falso  - come è assunto da molte persone – tutti i segni presenti nell’immagine concordano tantissimo con quello che è scritto nel Vangelo riguardo la Passione e morte di Gesù Cristo. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere sulla veridicità di questa tesi che viene messa in dubbio da molte persone.

 

COME E’ SPARITO IL CORPO?
Marco Tosatti per Vatican Insider

Baldacchini ricorda che “La Sindone non contiene tracce di liquidi e gas putrescenti (questi segni sono prodotti dopo circa 40 ore dalla morte, e quindi il corpo non c’era già più prima di allora ma non troppo prima, per via delle macchie di sangue che hanno richiesto del tempo per formarsi per la liquefazione del sangue già coagulato, processo di emolisi)”, e che “ Il corpo non è stato rimosso manualmente (non ci sono tracce di trascinamento in corrispondenza delle macchie di sangue)”.

Ma il corpo come è sparito? Risponde Baldacchini: “L’unico fenomeno conosciuto in Fisica che conduca alla sparizione completa della massa con produzione di energia equivalente è il processo di annichilazione materia-antimateria (AMA), che oggi può essere riprodotto solo a livello subatomico nei laboratori di particelle elementari, ma che è stato invece dominante subito dopo il Big Bang, cioè negli istanti iniziali di esistenza del nostro universo”.

La “teoria dell’annichilazione” soddisfa anche le caratteristiche richieste da ipotesi precedenti: “Infatti, solo una piccola parte della energia della massa a riposo è liberata, mentre il corpo si annichila completamente e riappare praticamente come era prima anche fuori della Sindone”.  Le ipotesi precedenti riguardavano l’energia radiante (MEB), e l’ipotesi del corpo meccanicamente trasparente,  (Reb) ed erano completate dall’ipotesi del “Metodo storico consistente” (chm).

Tutte teorie elaborate negli anni passati per dare una spiegazione alla scomparsa del corpo, che non è stato spostato meccanicamente dal lenzuolo funebre. “ Quindi, il corpo di Gesù Cristo diviene trasparente per la Sindone come richiesto dalla ipotesi MTB, mentre emette una limitata quantità di energia radiante come per la ipotesi REB, senza i problemi della ipotesi HCM”. Nella discussione che completa lo studio, il fisico afferma che “L’ipotesi AMA non ci dice nulla, eccetto che il corpo si è smaterializzato all’interno della Sindone e istantaneamente si è materializzato di nuovo in altro luogo morto o vivo, che non fa differenza per le leggi della Fisica che così non sono in contraddizione con i racconti evangelici che invece lo descrivono risorto e quindi vivo”.

E sono in accordo con le caratteristiche chimiche e fisiche della Sindone di Torino. “Mi sono mosso quasi ai limiti delle conoscenze scientifiche attuali, ma ho cercato di rimanere all'interno delle leggi della fisica conosciute oggi, principalmente la conservazione dell'energia e la non conservazione di alcuni parametri fondamentali nei processi elementari che sono alla base della esistenza del nostro universo”, conclude lo studioso.

 

L'IMMAGINE DELLA SINDONE FRUTTO DI UNA RADIAZIONE ?
Vatican Insider - La Stampa

La Sindone di Torino, il lenzuolo di lino che secondo la tradizione avrebbe avvolto il corpo di Gesù e che porta impressa la figura di un uomo crocifisso in un modo corrispondente al racconto dei vangeli, rimane un mistero. Uno studio appena pubblicato conclude che l’ipotesi altamente più probabile all’origine dell’immagine sindonica sia quella di una radiazione, in particolare dell’«effetto corona».

Lo scrive Giulio Fanti, professore di Misure meccaniche e termiche al Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Padova, che da molti anni porta avanti una ricerca sulla Sindone. Lo studioso ha presentato i risultati del suo lavoro in un articolo appena pubblicato sulla rivista scientifica americana «Journal of Imaging Science and Technology». Ecco tutti i particolari.

«Fin dal 1898, quando il fotografo Secondo Pia ottenne le prime riproduzioni fotografiche della Sindone, molti ricercatori hanno avanzato ipotesi di formazione dell’immagine», spiega Fanti a La Stampa. «Fino ad oggi sono state esaminate molte ipotesi interessanti, ma nessuna di queste può spiegare completamente la misteriosa immagine. Nessuna delle riproduzioni effettuate, nessuna delle copie fabbricate riesce a offrire caratteristiche simili a quelle del telo sindonico».

L’articolo esamina in modo scientifico tutte le più importanti ipotesi, confrontandole con 24 caratteristiche peculiari dell’immagine scelte come le più significative fra le più di cento pubblicate anche recentemente su riviste scientifiche internazionali. Vengono passate in rassegna e vagliate le prime ipotesi formulate dai ricercatori che hanno analizzato le prime fotografie della Sindone agli inizi del ‘900, come quelle che attribuivano la formazione della figura al gesso o all’ammoniaca, all’effetto di un fulmine o a un calco con polvere di zinco. «Ho quindi preso in esame – spiega il professore – le ipotesi più sofisticate come quelle relative alla diffusione di gas o al contatto con il cadavere avvolto in un telo impregnato di aromi e sostanze varie».

«Nella mia ricerca – continua Fanti – ho anche considerato la possibilità della compresenza di più meccanismi, riportando le idee di coloro che, dalla seconda metà del secolo scorso, hanno iniziato a dubitare sull’autenticità della Sindone e hanno quindi proposto tecniche di riproduzione in uso tra gli artisti medievali».

Fra le ipotesi «artistiche» citate nell’articolo, vengono considerate anche quelle di Delfino Pesce e Garlaschelli. «Ho evidenziato – spiega lo studioso – quanto siano distanti i risultati sperimentali ottenibili perfino nel XXI secolo, dalle caratteristiche estremamente particolari della Sindone. Molti studiosi hanno infatti proposto copie artistiche ottime dal punto di vista macroscopico, ma che purtroppo sono molto carenti nel riprodurre molte particolarità microscopiche e che rendono quindi vano il risultato».

Diversa è invece la conclusione per quanto riguarda la possibilità che all’origine vi sia stata una radiazione. Fanti cita le ipotesi di altri studiosi, e descrive i risultati del gruppo dell’ENEA che ha recentemente utilizzato laser eccimeri. «L’ipotesi della radiazione – osserva il professore – permette di avvicinarsi maggiormente alle particolari caratteristiche dell’immagine sindonica, ma presenta ancora un notevole problema: si possono solo riprodurre piccole parti di immagine dell’ordine del centimetro quadrato di tessuto, perché altrimenti sarebbero necessarie energie non ancora disponibili in laboratorio». Gli esperimenti eseguiti a Padova da Fanti in collaborazione con il professor Giancarlo Pesavento hanno richiesto «tensioni elettriche dell’ordine di circa 500.000 volt per ottenere immagini simil-sindoniche di pochi centimetri di lunghezza».

I risultati dell’analisi scientifica condotta da Fanti  sono riassunti in due tabelle che dimostrano come una sorgente di radiazione rappresenti l’ipotesi più attendibile. E fra le ipotesi di radiazione, «solo quella che si basa sull’effetto corona (particolare scarica elettrica) soddisfa tutte le caratteristiche peculiari dell’immagine corporea della Sindone», anche se per ottenere una figura così grande come quella presente nel telo torinese, conclude l’autore, «sarebbero necessarie tensioni fino a decine di milioni di volt. Oppure, uscendo dal campo scientifico, un fenomeno legato alla resurrezione».

 

SACRA SINDONE: NUOVE SCOPERTE SULLA CROCIFISSIONE
Scritto da Federica Vitale
http://www.nextme.it/

Una recente analisi sulle caratteristiche delle macchie di sangue sulla Sacra Sindone suggerirebbero un'ipotesi che capovolgerebbe l'immaginario della crocifissione. Le numerose raffigurazioni, infatti, mostrano Gesù inchiodato alla croce con le braccia tese come una “T”.

Matteo Borrini, della Liverpool John Moores University, nel Regno Unito, sostiene che la crocifissione non veniva effettuata così come sostenuto dai cristiani fino ad oggi. Il ricercatore, infatti, suggerisce che la Sindone di Torino dimorerebbe che, al contrario, Gesù possa essere stato crocifisso con le braccia sopra la testa. Una posizione molto più dolorosa, dunque.

Borrini ha collaborato con Luigi Garlaschelli dell'Università di Pavia nell'analisi della posizione della crocifissione che produrrebbe le macchie di sangue così come sono impresse sul sudario. E nel far ciò, si è applicato un tubicino di sangue ai polsi di Garlaschelli. Borrini e il suo team si sono subito resi conto che chi ha lasciato la propria immagine impressa sul sudario era stato crocifisso con le braccia sopra la testa in una posizione a "Y". "Questa sarebbe stata una posizione molto dolorosa e che avrebbe creato difficoltà respiratorie", spiega Borrini, suggerendo che la persona torturata potrebbe essere andata in asfissia.

Le vittime della tortura medievale erano spesso collocate in posizioni simili ma, invece di usare i chiodi, i polsi venivano legati con la corda. "L'impronta sulla Sindone non corrisponde con molte immagini artistiche tradizionali della crocifissione", dichiara Niels Svensson, un medico danese che ha studiato la Sindone.

Da secoli, il mondo cristiano ritiene che la Sindone di Torino sia stata la stoffa che i discepoli utilizzarono per avvolgere il corpo di Gesù Cristo subito dopo la sua morte. Essa reca l'immagine di un uomo con la barba lunga e nudo, con macchie di sangue gocciolante dalle sue braccia.

Altri ritengono che la Sindone sia una reliquia di tipo diverso, ovvero un pezzo di stoffa medievale falsa che ha ingannato i credenti. La prima menzione della Sindone è emersa nel 14esimo secolo. Altre datazioni al carbonio suggerirebbero anche che la Sindone possa essere più tarda del tempo in cui visse Cristo.

Indipendentemente dalla sua autenticità, però, Borrini pensa che la Sindone possa essere un artefatto importante del mondo medievale. "Se è un falso, allora è un pezzo molto interessante dell'arte e dell'ingegno umano".

 

ESCLUSIVO: LA SINDONE PROTAGONISTA DI UN ESORCISMO
IL TIMONE

Un inedito carteggio tra san Carlo Borromeo e un inquisitore rivela il ruolo decisivo del Sacro Telo nell’esorcismo avvenuto su una donna calvinista nel 1500.
La straordinaria scoperta è anticipata sul numero di marzo del Timone dalla paleografa Ada Grossi, all’interno del dossier «Sacra Sindone, il mistero si fa presenza», pubblicato in occasione della prossima ostensione della Sindone a Torino dal 19 aprile al 24 giugno.

Ada Grossi riferisce di uno scambio epistolare avvenuto tra il 1578 ed il 1579 tra san Carlo Borromeo e il domenicano Cipriano Uberti, inquisitore generale di Vercelli, Ivrea e Aosta.

Le lettere dimostrano come grazie al miracoloso intervento del Sacro Telo, una donna calvinista di nome Ginevra sia stata liberata da alcuni demoni che la possedevano da ben 27 anni. Siamo nella Ginevra del 1578, pochi mesi prima che la Sindone fosse trasferita a Torino. Alcuni cattolici diretti a Chambéry per l’annuale ostensione del 4 maggio convincono la donna a seguirli nella speranza che - come si riteneva fosse avvenuto in altri casi - la preghiera di fronte alla Sindone potesse aiutarla a liberarsi dai demoni.

«Che nel corso della storia la presenza della Sindone sia stata accompagnata da miracoli è cosa nota - scrive Ada Grossi sul Timone - e si tramandano diversi casi in cui la devozione per essa ha mosso Dio a concedere grazie particolari, come guarigioni o liberazioni di indemoniati alla sola vista del Sacro Telo».

Una volta a Chambéry, il caso di Ginevra «viene portato all'attenzione di Pierre de Lambert, vescovo della diocesi di Saint-Jean-de-Maurienne, che si trovava lì per assistere all'ostensione e che, assieme al vicario, compie su lei un esorcismo proprio nella Sainte-Chapelle du Saint-Suaire dove è custodita la Sindone».

Liberata dai demoni, la donna si converte al Cattolicesimo sotto la guida spirituale di Cipriano Umberti. Ma mentre Ginevra si trova a Vercelli, alcuni protestanti tentano di rapirla per impedirne la conversione. Umberti scrive allora al Borromeo chiedendogli di nascondere la donna a Milano. La riservatezza dovuta alla necessità di proteggere la donna, spiega il perché la sua straordinaria storia sia rimasta finora sconosciuta.

Una rivelazione eccezionale dunque, quella contenuta nel Dossier del Timone che intende fornire ai propri lettori uno strumento per prepararsi alla prossima ostensione del Sacro Telo. L’inserto contiene articoli di esperti e studiosi relativi alle ricerche effettuate negli anni sulla Sindone, ed anche una piccola guida spirituale rivolta a chi andrà a Torino, «così che l’avvicinamento all’Uomo della Sindone – spiega il direttore del Timone Riccardo Cascioli – sia vissuto come un pellegrinaggio».

 

 

 

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