Dec 13, 2017 Last Updated 9:13 PM, Dec 10, 2017

Fino agli estremi confini della terra

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La nuova Direzione Generale dei missionari della Consolata è stata ospite, per una settimana, della nostra comunità di Galatina, in Puglia, diocesi di Otranto, all’estremo sud dell’Italia.

Insieme allo studio del mandato che gli Atti del XIII Capitolo Generale hanno affidato alla Direzione Generale, le giornate dal 13 al 21 settembre sono state caratterizzate da momenti di conoscenza reciproca, riflessione e preghiera, intervallati da incontri con la gente e parenti di missionari provenienti da quelle zone.

Abbiamo incontrato le due nostre comunità presenti in Puglia. Una giornata trascorsa con i confratelli di Martina Franca, ritagliando un momento di incontro con le suore Missionaria della Consolata con cui collaboriamo nelle attività di animazione missionaria e pastorale giovanile. A conclusione di tutto, la Santa Messa, animata dai giovani e animatori del nostro centro, con la partecipazione di tantissima gente, gruppi di amici, dame missionarie e benefattori.

E poi Galatina, la comunità parrocchiale del Cuore Immacolato di Maria, affidata alla cura dei nostri missionari, con la quale abbiamo celebrato l’Eucaristica domenicale, presieduta dal Superiore Generale, padre Stefano.

Una particolare menzione per l’incontro con Mons. Donato Negro, Arcivescovo della Arcidiocesi di Otranto e l’omaggio a don Tonino Bello, vescovo di quelle terre, scomparso nel 1993, profeta di pace e giustizia, sulla cui tomba abbiamo pregato affinché il Signore doni anche a noi l’audacia e la profezia che hanno caratterizzato il suo episcopato.

La preghiera e il ricordo quotidiano per il Venezuela e il Messico colpito proprio in quei giorni per la seconda volta dal terremoto, e poi la morte di padre Tallone, che ha speso la sua vita per l’evangelizzazione del Kenya, hanno ulteriormente alimentato in noi “il fuoco della missione”.

Il “ritiro” nelle terre del Salento, si è concluso con la visita alla basilica santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, dove svolge servizio pastorale un nostro confratello, situato sul promontorio di Leuca, punta estrema dell’Italia meridionale, dove la tradizione narra lo sbarco dell’apostolo Pietro, la cui predicazione portò la conversione al cristianesimo della popolazione locale che era dedita al culto del tempio della dea Minerva.

Non solo fatti di cronaca perché, negli incontri, nelle visite, nel discernimento, proprio da quel promontorio, contemplando gli orizzonti aperti del Mar Mediterraneo, mentre con tremore e mista a passione muoviamo i primi passi, come Direzione Generale, ci è sembrato di risentire rivolto a noi e tutto l’Istituto, il perentorio invito di Gesù a Pietro, sulle rive del Lago di Genesaret: “Duc in Altum”. (Luca 5,1-10).

“Prendi il largo … verso gli estremi confini della terra…!” Si, il Signore ci chiede fede per rivitalizzare il nostro zelo per la Missione e rispondere con coraggio e creatività anche oggi, come Pietro: “ Sulla tua parola … prenderò il largo e getterò le reti”.

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