Oct 23, 2017 Last Updated 2:20 PM, Oct 23, 2017

Tanzania: inaugurato il centenario dell’evangelizzazione dei Missionari della Consolata

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Si conoscono bene l’ora e la data. Era esattamente le ore 21 dell’aprile del 1919 quando i primi missionari della Consolata toccavano per la prima volta la terra tanzaniana, l’allora Tanganyika. Erano in quattro, prestati dal vicariato apostolico del Kenya per subentrare alle iniziative di evangelizzazione dei Missionari Benedettini tedeschi che, come altri tedeschi, furono espulsi dalla Tanganyika essendo stati sconfitti nella prima guerra mondiale. Così dovette partire.

Il vicario di Dar Es Salaam, mons. Thomas Spreiter, si diede da fare, e ottenne dal Kenya quattro missionari della Consolata: erano i padri Gaudenzio Panelatti, Domenico Vignoli, Giacomo Cavallo e Giovanni Ciravegna.

Lo scorso 16 febbraio, proprio nella festa del fondatore Beato Giuseppe Allamano, nella chiesa parrocchiale della Consolata, Iringa, si è inaugurato il centenario della presenza dei missionari della Consolata in Tanzania, che avrà come tema “consolate consolate il mio popolo” (Is 40:1). È un centenario preceduto da una preparazione di tre anni. Presenti alla cerimonia tanti missionari e missionarie della Consolata, numerose parroci tanzaniani, rappresentanti di vari istituti e numerosi fedeli.

“Grazie al Signore per il dono del Fondatore e del carisma che ha piantato nel suo cuore; grazie ai missionari che hanno sudato in questa terra; grazie all’ispirazione di mons. Thomas Spreiter di chiedere un “prestito” dal Kenya.  La chiesa missionaria del Kenya, pur povera, condivise il poco che aveva. Grazie ai  laici, catechisti, consacrati, clero, autorità civili... che collaborarono in tutti questi anni” ha sottolineato il superiore dei missionari della Consolata in Tanzania, baba Godfrey Msumange.

Il superiore ha invitato i presenti ad imitare gli “eroi” di ieri, il loro zelo missionario, la laboriosità, la pazienza, l’umiltà, la grinta per il vangelo. I missionari apriranno ovunque missioni - ha detto padre Msumange – e seguiranno le orme del fondatore che diceva: “prima fateli uomini, poi cristiani”. È su questa scia che si sono mossi.  In ogni missione che si apriva si costruivano ospedali, scuole, chiese, officine per la salute, educazione, evangelizzazione e promozione umana degli abitanti.

“Questo giubileo sia veramente un tempo di ricarica per tutti per vivere il presente con passione e preparare il futuro con speranza”.

Al termine il superiore ha messo in evidenza come i missionari siano uomini. Non sono santi. Ha chiesto, quindi, perdono per i fatti spiacevoli avvenuti nell’arco di questi 100 anni.

Il giubileo sarà un’occasione per tutti i missionari della Consolata in Tanzania per approfondire alcune argomenti. Ogni anno ci sarà un tema da studiare e vivere. Anno 2017: studiare e vivere lo spirito di famiglia, tipico dell’Istituto; 2018: verificare la missionarietà del lavoro apostolico, 2019: vivere la santità sull’orme dei beati Giuseppe Allamano e Irene Stefani.

Vi saranno due segni importanti: una fiaccola e una icona del giubileo. I due simboli raggiungeranno tutte le comunità che abbiamo evangelizzato e quelle dove lavoriamo tutt’ora. Questi segni-simboli serviranno a rafforzare la fede e suscitare spirito missionario nella chiesa locale.

Il giubileo avrà il suo culmine nell’estate del 2019.

Wenyeheri Yoseph Allamano na Irene Stefani mtuombee!

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