Dec 13, 2017 Last Updated 9:13 PM, Dec 10, 2017

Come sciogliere i nodi che ci legano interiormente?

  • Mag 14, 2017
  • di  Juan Barbudo Sepúlveda / http://it.aleteia.org
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Pubblicato in Finestra sul Mondo
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Occorre dar loro un nome e, cosa più importante, lasciare che Gesù arrivi a scioglierli

Nel corso della nostra vita accumuliamo diverse esperienze positive e negative che lasciano un segno nella nostra anima. Quando si tratta di esperienze molto forti e molto negative, finiscono per determinare la nostra visione della realtà e le opzioni relative al futuro.

Senza rendercene conto, iniziamo a vedere attraverso il prisma prodotto da questi impatti negativi che abbiamo ricevuto, o semplicemente ce ne lasciamo imprigionare al punto da avere un blocco o una paralisi.

Se abbiamo avuto un rapporto negativo con una persona e siamo arrivati a sperimentare la sua offesa o il suo rifiuto, senza che ce ne rendiamo conto può rimanerci impressa nell’anima questa esperienza che in futuro si potrà tradurre in una paura del rifiuto o in un’insicurezza di fronte ad alcuni rapporti personali.

Ad esempio, se al lavoro ho avuto un capo tiranno che non mi lasciava fare nulla e mi imponeva continuamente compiti difficili costringendomi a uscire tardissimo o a lavorare il fine settimana, senza rendermene conto avrò accumulato nel mio cuore una rabbia, una tensione e un’ira a me finora sconosciute. Questo potrà manifestarsi in angoscia, stress o delusione. Se la mia vita è solo lavoro, che senso ha?

Se ignoriamo questo tipo di esperienze negative, a poco a poco si annideranno nell’anima e si annoderanno ad essa, ovvero si insedieranno e si creerà un nodo molto grande che inizierà a paralizzarci.

Anche il peccato è un’esperienza negativa che ci lascia un segno negativo nell’anima. Quando ho commesso un errore grave che non mi piace vengo invaso da un sentimento di dolore, di rabbia: ho deluso Dio. Ho deluso Colui che mi ama in modo incondizionato e ha dato tutto per me. Ho deluso me stesso perché non dato ciò che c’è di buono in me. Ho deluso un altro, sono stato ingiusto.

L’esperienza di peccato e il senso di colpa comportano anche altri nodi che si annidano nell’anima togliendo forza alla mia capacità di amare e di donarmi. Per questo è tanto importante confessarsi. Non solo per il fatto di ricevere il perdono di Dio e tornare a sentire il suo abbraccio nel sacramento, ma anche per il fatto di confessare la cosa. Questo implica riconoscere la colpa, individuare l’esperienza negativa, darle un nome e liberarsene.

Cosa fare con quei nodi che iniziano a condizionarci e a legarci interiormente? Per l’anima umana è lo stesso effetto dell’essere legati mani e piedi. È come se ci legassero mani e piedi e rimanessimo paralizzati, senza poterci muovere.

Come poter allora sciogliere questi nodi dell’anima, liberarcene e superare le nostre paralisi, per amare di più, per essere più felici? Da soli non ci riusciamo. È fondamentale riconoscere questi nodi, capire da dove vengono, dar loro un nome e lasciare che Gesù arrivi a scioglierli.

Nel Vangelo di San Giovanni, Gesù ci dice che se una persona cammina di giorno non inciampa perché vede la luce di questo mondo, ma se cammina di notte inciampa, perché la luce non l’accompagna.

In senso metaforico, Gesù ci dice che Egli stesso è la luce del mondo che viene a illuminare tutte le situazioni, perfino quelle più difficili e intricate. Camminare di giorno significa accogliere questa luce del mondo che è Gesù, e quindi è impossibile inciampare. Camminare di notte significa prescindere da Gesù, dal suo aiuto, dalla sua vicinanza e dalla sua amicizia.

Quello che ci propone Gesù è lasciarlo entrare in tutta questa serie di nodi che si accumulano nell’anima. Egli è la luce del mondo e vuole camminare al nostro fianco, ci offre la sua amicizia per aiutarci a vivere una vita più piena, priva di nodi e di cariche negative.

A Gesù non importa quanto io possa essere “ingarbugliato”. Vuole entrare in tutta la nostra realtà, anche quella che non ci piace, quella che vogliamo nascondere, quella che ci pesa, che ha un cattivo odore.

L’amicizia con Gesù ci risveglia dai nostri blocchi e dalla nostra pigrizia. Ci fa uscire da noi stessi, ci decentra e ci tira fuori. Ci scioglie dai nodi che ci paralizzano e ci impediscono di camminare liberamente nella vita. Lo fa Egli stesso, o attraverso i suoi strumenti.

Gesù mi mostra un cammino per liberarmi dai miei nodi. Questo cammino passa per l’amicizia con Lui. Passa per la certezza che mi ritiene uno dei suoi amici cari, mi ha offerto la sua amicizia ed è anche capace di piangere per me quando mi vede imprigionato nei miei nodi.

Questa amicizia mi permette di confidare nel fatto che Gesù arriverà sempre quando sarò chiuso in me stesso, senza luce, e mi tirerà fuori per sciogliermi con l’aiuto di altri.

Solo la fede in Gesù e la sua amicizia con Lui possono sciogliere i miei nodi. Devo lasciarlo entrare nel mio groviglio di nodi e confidare nel potere della sua amicizia.

Posso anche contare sull’aiuto di Maria, che nella invocazione della Madonna che Scioglie i Nodi viene a liberarmi con Gesù

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