Italia: Via Crucis per i Missionari Martiri

{mosimage}“Le circostanze impreviste si affronteranno con la grazia di Dio. Gesù Cristo aiutò i martiri e, se ce ne sarà bisogno, lo sentirò molto vicino quando gli affiderò il mio ultimo respiro. Ma, più dell'ultimo istante di vita, conta dargli tutta la vita e vivere per lui... Accetto con fede la mia morte per quanto difficile essa sia. Né voglio darle un'intenzione, come vorrei, per la pace del mio paese e per la crescita della nostra Chiesa... Perché il cuore di Cristo saprà darle il destino che vuole. Mi basta, per essere felice e fiducioso, sapere con certezza che in lui è la mia vita e la mia morte; che, nonostante i miei peccati, in lui ho riposto la mia fiducia, e non resterò confuso, e altri proseguiranno con più saggezza e santità il lavoro per la Chiesa e per la patria”.
Oscar Romero

La XV ° giornata di preghiera per i Missionari e Missionarie Martiri è stata celebrata in modo particolare nella comunità del seminario internazionale di Bravetta. In questa occasione, abbiamo deciso di dedicare la Via Crucis di venerdì 23 marzo alle loro intenzioni, in particolare ai 24 Missionari martiri uccisi nel corso dell’anno 2006. Li abbiamo ricordato uno dopo l’altro citando i loro nomi e provenienze… tra di essi, c’è anche una di Noi, Suor Leonella Sgorbati, Missionaria della Consolata, uccisa in Somalia.

{mosimage}Ecco, come abbiamo organizzato la nostra “Via Crucis”: In ogni stazione, dopo la lettura della Parola di Dio, veniva letta anche una frase oppure una riflessione di uno dei missionari martiri, seguita da una intenzione di preghiera nella quale abbiamo ricordato in modo particolare i Missionari e Missionari che lavorano nei luoghi più difficili del mondo. Non abbiamo dimenticato di pregare per la pace e la giustizia nel mondo, affidando al Signore i governanti delle Nazioni, perché non opprimano i popoli, ma sappiano favorire il benessere comune, e siano i primi artigiani della pace e la concordia per costruire un mondo più umano e più fraterno.

Alla fine della Via Crucis, Ermanno ha letto 24 nomi di “donne e uomini di fede” che hanno testimoniato Cristo in modo particolare, fino allo spargimento del loro sangue, durante l’anno 2006, in tutte le parti del mondo.

Sabato 24 marzo (anniversario dell’uccisione di Monsignor Oscar Romero, Vescovo di San Salvador), abbiamo celebrato l’Eucaristia per tutti i martiri della Chiesa (più o meno conosciuti). Ha presieduto l’Eucaristia Padre Cassiamo Kalima, uno dei nostri Formatori. L’hanno accompagnato Padre Luca Bovio e il diacono Daniel Lorunguiya. Nella sua omelia, il Diacono Daniel ha accennato il senso della testimonianza missionaria, e ha anche parlato del suo incontro personale con Suor Leonella, ricordando il suo grande impegno per i poveri nella missione in Kenya e in Somalia.

La vita dei nostri missionari martiri suscita in noi, giovani, un desidero di un impegno più responsabile e profondo per il Signore, nella sua Chiesa. (un po’ di paura...) ma se è per volontà del Signore, questa vita di martirio merita di essere vissuta, e ci prepariamo per questo.

“… è questo il motivo che mi ha spinto a scrivere a tutti voi che vi preparate alla vita missionaria. Vita difficile? Piena di problemi o di rinunce? Senza dubbio. Ma anche una vita interessante che mi entusiasma e mi rallegra. Bisognerebbe sperimentare cosa significa viaggiare ore e ore in barca o in macchina, entrare in stradette che quasi non esistono e lì incontrare una comunità che aspetta l'incontro o la celebrazione. Interessante trovare persone semplici, coloni, pescatori e donne impegnate nelle proprie comunità. Gente che crede davvero nella forza della Parola di Dio e che organizza momenti di lavoro comunitario, momenti di preghiera e di incontri. La nostra diocesi è più grande della intera Italia, non ci sono le grandi autostrade che voi conoscete, non abbiamo tutti i mezzi a disposizione e stiamo soltanto tentando di organizzarli, di modo che prendano in mano la loro storia e siano i principali annunciatori e animatori delle piccole comunità. Questo implica una serie di incontri, dibattiti e anche l'elaborazione di materiale nostro. Alle volte si rientra a casa stanchi morti. Ci si dimentica anche di cenare ma sempre mi rallegra il fatto di fare qualcosa di utile per gli altri". Aspettiamo per questo tanti giovani come voi, pieni di buona volontà e col desiderio di lavorare nelle missioni”.
Salvatore Deiana


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