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“La gente ha accolto la notizia del rinvio, in molti si aspettavano l’appuntamento alle urne per agosto o tutt’al più dicembre, con un sospiro di sollievo. Ci sarà il tempo di fare le cose per bene e preparasi ad un appuntamento importante”: così padre Pietro Caggiano, missionario Fidei Donum a Nairobi commenta alla MISNA la decisione dell’Alta corte keniana di indire le elezioni parlamentari e presidenziali per gennaio 2013.
Il voto – ha sentenziato ancora l’Alta Corte – potrebbe essere anticipato se il governo di unità nazionale, nato per porre fine alle violenze seguite alle elezioni del 2007, sia dissolto prima della conclusione della legislatura. “Mi sembra un’ipotesi improbabile, anche perché nel governo c’è molta gente che sa che non sarà ricandidata e che con la fine di questa legislatura perde ogni possibilità di sedere in parlamento” hanno osservato altre fonti della MISNA sul posto.
Adesso, la decisione dovrà essere accolta e ufficializzata dalla Commissione elettorale nazionale, che stabilirà un calendario per la campagna elettorale, la preparazione dei registri e le relative operazioni.
“Sono in molti a chiedersi cosa succederà dopo il voto e se i keniani abbiano tratto lezione da quanto accaduto nel 2008” afferma ancora il missionario in un riferimento alle violenze che provocarono oltre 1300 vittime e centinaia di migliaia di sfollati, secondo cui “la crisi economica ha già eroso le esigue finanze dei cittadini che ricordano bene l’impatto devastante che le violenze ebbero sull’economia del paese”.
Se questo non dovesse bastare, “il tempo in più accordato dai giudici potrà servire anche alla Chiesa e alla società civile per monitorare la campagna elettorale – fa notare il religioso – ricordando che le profonde divisioni all’interno della popolazione, strumentate durante i comizi e i raduni furono alla base degli episodi di violenza all’indomani dell’ultimo voto. Con questa tornata, il paese spera di cambiare definitivamente pagina”. |