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Per la Conferenza episcopale il Paese può «uscire dall'impasse» solo «abbandonando i totalitarismi». E serve più impegno contro violenza e narcotraffico.
Mentre il Venezuela attraversa un momento politico delicato - sono notizie degli ultimi giorni l'espulsione dagli Stati Uniti per spionaggio del console venezuelano a Miami, l'arrivo in visita a Caracas del controverso presidente iraniano Mahmud Ajmadinejad e la nomina a ministro della Difesa di un generale che gli Usa suppongono legato al narcotraffico - la Chiesa del Paese caraibico alza la voce e chiede pubblicamente al governo l'abbandono delle formule totalitarie in un anno, il 2012, in cui sono previste le elezioni presidenziali.
Lo scorso 7 gennaio, durante la giornata di apertura della XCVII assemblea della Conferenza episcopale venezuelana (Cev), monsignor Ubaldo Santana, arcivescovo di Maracaibo e presidente dell'organismo, ha detto che il Venezuela potrebbe evitare molti disastri e conflitti se imparasse dagli errori del passato e fondasse la sua politica su nuovi paradigmi: "Alternanza nelle cariche di governo, abbandono di formule totalitarie, costruzione di democrazie sociali e partecipative che lottino realmente per la giustizia sociale, l'annichilimento della povertà e il godimento effettivo per tutti gli uomini e le donne del pianeta dei diritti umani universali".
Facendo il punto sulla situazione del Paese, monsignor Santana ha segnalato che la crescita incontrollabile della violenza in Venezuela "si è trasformata nel problema numero uno che tiene terrorizzati i venezuelani... senza che si veda un'azione congiunta, energica ed efficace da parte di governanti, corpi specializzati, organizzazioni civili e religiose, per fermarla o almeno frenarla".
Come primo passo, il presidente della Cev ha proposto di "disarmare la popolazione civile, lottare frontalmente contro il narcotraffico e ripulire le strutture pubbliche dai corrotti"; ma ha avvertito che questo non basta, perché ormai il problema travalica le possibilità di azione del governo, concludendo che "solo un'azione concertata di tutti ci permetterà di uscire da un labirinto così opprimente".
L'educazione, la famiglia, lo sport, il lavoro onesto e ben fatto, l'utilizzo dei mezzi di comunicazione sociale e delle piattaforme tecnologiche per la trasmissione di valori e principi etici e morali come l'esistenza e il senso dell'altro, la responsabilità, la solidarietà, il bene comune, la sussidiarietà, la cura dell'ambiente, l'amicizia e la convivenza devono essere per monsignor Santana i cardini di un progetto ad ampio raggio per uscire dall'impasse che vive il Paese.
Il presidente della Cev ha sottolineato inoltre che la conflittualità politica e sociale in Venezuela ha continuato ad aumentare: "Si sono moltiplicate le proteste in tutto il Paese per la carenza di buoni servizi pubblici e di prodotti basilari, per l'aumento scandaloso dei prezzi, l'imposizione di commissioni sfacciate, il cattivo stato delle strade e di conseguenza dei trasporti, l'insicurezza nelle istituzioni educative", ma - ha commentato - tutti questi reclami "non hanno ricevuto la risposta sperata e in molti casi sono stati repressi brutalmente".
Riguardo alla politica ha segnalato che "i numerosi e continui processi elettorali mantengono i nostri governanti, gli aspiranti a diventarlo e leader politici in generale in una corsa vertiginosa verso il conseguimento del potere, allontanandoli spesso dal compimento dei propri obblighi e togliendo loro il tempo per dedicarsi a risolvere i problemi quotidiani che affliggono la società. Dobbiamo alzare la voce in modo pacifico ma energico affinché i politici ascoltino di più il popolo, tengano conto dei suoi veri problemi e si applichino seriamente per risolverli".
Sul tema della salute del presidente Hugo Chávez, da tempo ammalato di tumore, il presidente della Cev ha detto che "la cosa più sana per le nostre istituzioni e lo svolgimento pacifico delle elezioni di quest'anno é che il presidente arrivi pienamente recuperato e nelle migliori condizioni possibili per concorrere in un combattimento leale". La XCVII assemblea della Conferenza episcopale durerà fino al 12 gennaio e prevede, tra le altre cose, l'elezione della giunta direttiva della Cev per il triennio 2012-2015 e l'esame del piano di azione triennale 2012-2015. |