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AMERICA LATINA, TERRA DI MARTIRI PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Armato   
Venerdì 20 Gennaio 2012 00:00

latiamericmartirColombia e Messico in cima alla lista dei Paesi col maggior numero di operatori pastorali uccisi. L'intolleranza religiosa non è l'unico pericolo per i cristiani

Per il terzo anno consecutivo l’America Latina si conferma la regione del mondo con il maggiore numero di operatori pastorali cattolici assassinati.

Nel 2011, su un totale mondiale di 26 vittime (18 sacerdoti, 4 religiose e 4 laici) ben 15 hanno trovato la morte in America Latina (13 sacerdoti e due laici). Lo rivela il consueto rapporto di fine anno dell’Agenzia Fides, organo di informazione della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli.


Il Paese più pericoloso è la Colombia, dove le vittime sono state 7; seguono Messico (5), Brasile (1), Paraguay (1) e Nicaragua (1). Alcuni degli operatori pastorali uccisi hanno pagato con la vita la decisione di denunciare e combattere apertamente la violenza dei contesti in cui operavano, mentre una buona percentuale ha trovato la morte durante tentativi di furto o rapina, talvolta perpetrati da persone in precedenza aiutate e seguite dalle stesse vittime.

Il numero complessivo delle morti supera di un´unità quello del 2010 e resta di gran lunga inferiore al dato del 2009, quando gli operatori uccisi furono 37.  Dopo l’America Latina la regione più violenta è l’Africa (2 sacerdoti, 3 religiose e un laico assassinati), seguita dall’Asia (due sacerdoti, una religiosa e un laico) e dell’Europa (un sacerdote).
Nell’Angelus del 26 dicembre, festa di Santo Stefano martire, Benedetto XVI ha rivolto il suo pensiero a tutti coloro che hanno perso la vita testimoniando il Vangelo. «Come nei tempi antichi – ha detto il pontefice -  oggi l´adesione sincera al Vangelo può esigere il sacrificio della vita e molti cristiani in diverse parti del mondo sono occasionalmente esposti  alla persecuzione e al martirio».

 

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