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Messico D.F., 8 novembre 2011 (Organizzazioni in difesa dei migranti) - La carovana “Sigo tus Huellas con la Esperanza de Encontrarte” (Seguo le tue orme con la speranza d’incontrarti), composta da madri centroamericane in cerca dei loro familiari scomparsi, è arrivata a Città del Messico il 7 novembre, dopo aver percorso gran parte della “Ruta del Golfo”,
itinerario d’obbligo per il passaggio delle persone migranti che entrano in Messico in cerca di una vita più dignitosa per loro e per le loro famiglie, percorrendo così una rotta che non avevamo potuto coprire con le Carovane anteriori che si sono concentrate negli Stati del Sud come Oaxaca, Tabasco, Chiapas, Veracruz, e Jalisco nelle sei edizioni passate.
Il nostro obiettivo come madri itineranti è quello di denunciare pubblicamente e in modo pacifico le continue aggressioni subite dai nostri familiari e da molte altre persone qui in Messico. Vogliamo che nei mezzi di comunicazione di massa, nazionali e internazionali, si parli dell’evidente tratto inumano e criminale che lo Stato Messicano compie, per omissione, nei confronti delle persone migranti in transito; nello stesso tempo chiediamo allo stato Messicano che stronchi con azioni concrete la complicità, l’impunità e la partecipazione diretta di funzionari pubblici in sequestri e sparizione forzate, e che intervenga nei confronti di quei funzionari che sono chiaramente identificati e in molti casi vengono solo trasferiti in altri luoghi.
Vogliamo anche andare un poco oltre le denuncie e le richieste, vogliamo promuovere e ottenere la solidarietà da parte della cittadinanza messicana, affinché si unisca alle nostre petizioni ed estirpare così alla radice la xenofobia che ha permeato tutte le sfere delle nostre società ed è sfociata nell’incremento della violenza come nel caso dei tre migranti assassinati a Tultitlán, Stato del Messico¹; e che rappresenta solo uno dei fatti di cui si viene a conoscenza, perché ci sono migliaia di persone migranti scomparse delle quali non sappiamo se siano vive o morte, o in quale situazione di violenza sistematica si trovino. Queste condizioni di violenza esacerbata, di passività degli Stati nell’iniziare indagini o compiere ricerche concrete riguardo alle persone scomparse in Messico, alla collusione, alla connivenza e partecipazione di funzionari pubblici in queste sparizioni, l’impunità dilagante e il silenzio di alcuni settori della società, ci riguardano tutti e tutte allo stesso modo.
Non è una novità che le madri lascino le loro case per convertirsi in un emblema di lotta, perseveranza e resistenza. Lo hanno fatto le donne chiapaneche, comandanti dell’EZLN; lo hanno fatto le madri dei desaparecidos e dei prigionieri politici nel ‘68; lo hanno fatto le madri dei desaparecidos in Argentina, che i mezzi di comunicazione qualificavano come pazze quando manifestavano in Plaza de Mayo; in Messico, le madri che cercano risposte sulle sparizioni forzate, prodotto della guerra sporca, le madri di “Eureka”; e nel Messico tutto si ascoltano con sempre maggior forza le voci di madri che cercano i loro familiari, vittime di sparizione forzata. Tutte loro illuminano la nostra lotta e il nostro camminare che reclama giustizia.
Oggi noi madri centroamericane, con la nostra ricerca, stiamo costruendo una rete di solidarietà regionale e manteniamo viva la denuncia del sequestro massivo e delle sparizioni forzate. Così come lo hanno fatto gli “Albergues” della rotta dei migranti a Saltillo, Arriaga, ixtepec, Tenosique, Lechería; noi solidarizziamo con la loro lotta e gli ribadiamo il nostro appoggio.
Camminiamo dietro le orme dell’impunità e della mancanza di volontà politica. Camminiamo dietro le orme dei nostri figli e delle nostre figlie scomparse. Camminiamo dietro le orme delle aggressioni commesse nei confronti dei difensori dei diritti umani delle persone migranti. Ma camminiamo anche sulle orme di quelli che ci hanno preceduto e ci danno la forza per continuare a camminare e “en pie de lucha” perché in Messico possa esistere un sistema giudiziario effettivo.
Il Messico è stato un paese dai processi sociali e politici lenti, e lo sradicamento dell’impunità e della collusione delle autorità con il crimine organizzato non sarà un processo che farà eccezione. Fintanto che esista una madre che cerca un figlio o una figlia, la nostra lotta di ricerca e denuncia continuerà vigente, senza che abbia importanza quanto tempo, sforzo, rischio e logoramento implichi.
Organizzazioni:
Caravana de Madres Centroamericanas – Movimiento Migrante Mesoamericano – Red COMIFAH – PMH – Frontera con Justicia, A.C. – Centro Diocesano por los Derechos Humanos Fray Juan de Larios, A.C. (miembro de FUUNDEC) – Diócesis de Saltillo, Pastoral de la Comunicación – Albergue Hogar de la Misericordia, de Arriaga, Chiapas – Albergue Hermanos en el Camino, Ixtepec, Oaxaca – Albergue la 72, de Tenosique, Tabasco – Albergue San Juan Diego, de Lechería Edomex – Amnistía Internacional, México.
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