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| RECORD NEGATIVO NELLO SVILUPPO UMANO |
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| Scritto da MISNA |
| Domenica 13 Novembre 2011 00:00 |
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“Questo risultato non mi sorprende affatto: lo Stato non garantisce i servizi di base alla popolazione. Scuole, ospedali, funzionano perché sono i singoli cittadini a pagare gli insegnanti, sono i direttori degli ospedali a pagare di tasca loro” dice alla MISNA un missionario raggiunto nella città di Butembo, nella provincia nordorientale del Nord-Kivu. “Qui, nei villaggi, la gente si fa giustizia da sé perché manca la polizia, mentre cresce l’insicurezza. Dal punto di vista economico, tutto dipende dall’Uganda o dal Rwanda. Kinshasa sembra preoccuparsi ben poco delle popolazioni locali” aggiunge il missionario, che preferisce mantenere l’anonimato, considerato che si va verso le elezioni del 28 novembre. La classifica dell’Undp non fa gioco al governo uscente, che preferisce sventolare le realizzazioni compiute finora. “In periodo elettorale aumenta la propaganda - sottolinea il missionario - ma i pochi cantieri realizzati sono il minimo di quanto dovrebbe realizzare uno Stato per la sua nazione. Soprattutto se dotato di ingenti risorse minerarie, com’è il nostro caso”. Nella classifica dell’indice di sviluppo umano sono tutti africani gli ultimi dieci paesi, nonostante il continente stia registrando da anni significative crescite economiche. Sopra l’ex Zaire troviamo il Niger, il Burundi, il Mozambico, il Ciad, la Liberia, il Burkina Faso, la Sierra Leone, la Repubblica centrafricana e la Guinea. |




Nel paese la notizia non ha avuto grande eco: la Repubblica democratica del Congo è ultima, al 187° posto, nell’indice di sviluppo umano 2011 stilato dal Programma delle Nazioni unite per lo sviluppo (Undp). L’indice di sviluppo umano prende in considerazione tre criteri maggiori: la speranza di vita, il livello d’istruzione e il livello di vita.


