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Card. Peter Kowdo Appiah Turkson Presidente del pontificio Consiglio Giustizia e Pace “Siamo entrati in un secolo di ideologie fondate su concezioni riduttive della persona umana e su visioni distorte del rapporto con l’ambiente naturale.
La forte competizione dei popoli per le risorse, i problemi climatici, minacciano di distruggere, col tessuto sociale delle relazioni umane, lo stesso ordine della creazione che Francesco di Assisi lodò nel suo Cantico delle creature… Spesso siamo divisi da intolleranze, ostilità e violenze. L’esempio del Poverello di Assisi sollecita a guardarci l’un l’altro con rispetto, amore, indipendentemente dall’origine e dal credo”.
Bartolomeo I Patriarca ecumenico di Costantinopoli “Ancora oggi, venticinque anni dopo il primo incontro convocato dal Beato Giovanni Paolo II proprio qui ad Assisi, dieci anni dopo i drammatici eventi dell’11 settembre e nel momento in cui le “primavere arabe” non hanno messo fine alle tensioni intercomunitarie, il posto delle religioni tra i fermenti in atto nel mondo resta ambiguo…Dobbiamo opporci alla deformazione del messaggio delle religioni e dei loro simboli da parte degli autori di violenza”.
Rowan Douglas Williams Primate anglicano “Tutti questi fallimenti dello spirito hanno la loro radice in larga misura nell’incapacità di riconoscere gli estranei come persone che condividono con noi l’unica e medesima natura, l’unica e medesima dignità della persona. Una pace duratura inizia là dove noi vediamo il nostro prossimo come un altro noi stessi – e dunque iniziamo a comprendere perché e come dobbiamo amare il prossimo come noi stessi”.
S.E. Norvan Kanzarian Primate armeno apostolico di Francia “Il perdono reciproco non deve sopprimere le esigenze della giustizia né ancora meno bloccare il cammino che conduce alla verità: giustizia e verità rappresentano piuttosto le condizioni concrete della riconciliazione”.
Rev. Dott Olav Fykse Tveit Segretario Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese “Per il Consiglio Ecumenico delle Chiese un preciso impegno per i prossimi anni sarà quello di lavorare per una pace giusta a Gerusalemme e per tutti i popoli che vivono in Gerusalemme e attorno a quella città che ha Shalom – Salaam nel suo nome. È la città che per il suo nome è chiamata ad essere una visione di pace,ma che nel corso della storia è divenuta così spesso un luogo di conflitto”.
Rabbi David Rosen Direttore Internazionale per gli Affari Interreligiosi, AJC “… C’è un famoso commento del grande rabbino Meir Simcha di Dwinsk, vissuto un secolo fa. Egli osservava che questa visione di pace si era già realizzata una volta nella storia religiosa dell’umanità, all’interno dell’arca di Noè. Lì i predatori dovettero vivere da vegetariani e le loro potenziali prede poterono vivere in pace. Tuttavia, notava il rabbino, la profonda differenza tra la situazione dell’Arca di Noè e la visione di Isaia è che nell’arca di Noè non vi era possibilità di scelta. Quella era l’unica opzione disponibile per gli animali, al fine di sopravvivere al diluvio. La visione di Isaia invece nasce dalla “conoscenza del Signore”: è una visione che sgorga dalla più intima comprensione spirituale e dalla libera volontà”.
Wande Abimbola Portavoce della religione Ifu e Yoruba nel mondo “Non è sufficiente rispettare il nostro prossimo, uomini e donne. Abbiamo bisogno di sviluppare anche un profondo rispetto per la natura. Sino a quando alla natura, nostra Madre, non verrà dato il giusto rispetto ed onore nei nostri pensieri ed azioni, gli esseri umani non potranno trovare la vera pace e la tranquillità che noi tutti andiamo cercando. Non solo, se continuiamo sullo stesso sentiero di non rispetto e distruzione della natura sul quale abbiamo camminato per secoli, quel sentiero può portarci solo al disastro”.
Acharya Shri Shrivatsa Goswami Rappresentante della Religione Hindu “L’induismo è un pellegrinaggio dall’ignoranza alla verità, dalla morte all’immortalità… Ma poi c’è il secondo aspetto: il pellegrinaggio interiore. Non potremmo sostenere il cammino esteriore se non fossimo in viaggio all’interno del mondo dei valori e dei principi che sostiene il comportamento umano. Verità e Pace sono in cima alla lista di questi valori universalmente applicabili – chiamati dharma”.
Ja-Seung Presidente dello “Jogye Order”, Buddismo Coreano “Come esiste una varietà di fiori che fioriscono ed appassiscono, così anche voi ed io fioriamo ed appassiamo. Ma ciascuna delle nostre vite è preziosa, un fiore bellissimo che fa del mondo un unico fiore e lo rende un luogo glorioso e magnifico. Proprio come questi fiori, ogni essere senziente è bellissimo e deve essere rispettato. Non c’è posto per la violenza o il terrorismo nella religione, che sottolinea come ogni vita è preziosa e deve essere amata. Per questa ragione, vorrei proporre una “fraternità in favore della vita”, il radunarsi insieme di persone di fede per eliminare le radici della violenza e della guerra condotta in nome della religione o dell’ideologia”.
Kyai Haji Hasyim Muzadi Segretario Generale della Conferenza Internazionale degli Studiosi Islamici (ICIS) e già Presidente di Nadlatul Ulama “Non vi è dubbio che l’errore nella conoscenza religiosa abbia portato alla distorsione della religione stessa… A questo riguardo, dobbiamo identificare la religione come ciò che è al di sopra di tutti gli interessi. Se la religione sarà posta al di sopra degli interessi, allora servirà come un faro di speranza ricevuto dai nostri antenati. Al contrario, se le religioni sono poste al servizio di tali interessi, allora le comunità religiose saranno sempre in guerra tra di loro”.
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