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COMMISSIONE DIRITTI UMANI, SOCIETÀ CIVILE CHIEDE PIÙ ATTENZIONE SU GRANDI CRISI PDF Stampa E-mail
Scritto da MISNA   
Martedì 01 Novembre 2011 00:00

osceUna condanna formale per i paesi che infrangono la Carta africana dei diritti umani quando commettono violazioni, esecuzioni sommarie, atti discriminatori e bombardamenti ai danni di civili ma anche quando non lottano attivamente all’impunità: lo chiede la Federazione internazionale dei diritti umani (Fidh) alla Commissione africana dei diritti dell’uomo e dei popoli (Cadhp), riunita a Banjul fino al 7 novembre per la sua 50a sessione ordinaria. I lavori di questa sessione coincidono con il trentennale della firma della Carta africana dei diritti umani e dei popoli, siglata nel 1981, e ruotano attorno al tema delle “sfide presenti e opportunità future in materia di promozione e protezione dei diritti della persona”.

“Da alcune sessioni la Cadhp è restia ad adottare risoluzioni nei confronti di alcuni paesi per timore che questi protestino durante i vertici dell’Unione africana, quando viene presentato il rapporto annuale sui diritti umani in Africa” sottolinea la Fidh che chiede espressamente alla Commissione di “non tacere più su gravi violazioni dei diritti umani” come quelle perpetrate dalle autorità sudanesi nelle regioni del Sud Kordofan e del Blu Nile, dove “ogni giorno bombardamenti indiscriminati uccidono civili” e dove “le forze armate commettono esecuzioni sommarie”. L’organizzazione internazionale auspica l’invio di un’apposita missione della Cadhp per fare la luce sulle responsabilità sudanesi in questi scenari.

Tensioni pre-elettorali nella Repubblica democratica del Congo in vista delle presidenziali e legislative del 28 novembre, condanna per gli autori delle esecuzioni sommarie di manifestanti copti in Egitto e lotta all’impunità in Guinea nei confronti dei responsabili del massacro del 28 settembre 2008: sono questi, secondo la Fidh, i problemi aperti sui quali la Commissione dovrebbe pronunciarsi durante la sessione in corso nella capitale del Gambia.

“Quest’anno il continente africano celebra il 30° anniversario della Carta africana dei diritti umani e dei popoli. La ricorrenza deve rappresentare un’occasione per adottare una posizione offensiva nei confronti degli stati che commettono in tutta impunità violazioni dei diritti umani ma anche fare passi avanti verso un Protocollo per l’abolizione della pena di morte in Africa” conclude il comunicato diffuso dalla Fidh.

 

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